Dpcm? E ridiamoci su

[Post scritto ieri sera, non fate affidamento a me per sapere le restrizioni]

Ah Beppe, però, basta! Ogni fine settimana un nuovo Dpcm, la conferenza che slitta di due ore, poi viene rimandata, poi confermata, poi non se la fila più nessuno perché ci siamo addormentati sul divano. Altro che ora solare, qui le lancette son tornate dritte a marzo. Ormai non si capisce più niente. Ho prenotato in anticipo un tavolo al ristorante per il compleanno, e m’hai messo l’obbligo dei sei posti. Ho cambiato la prenotazione e m’hai chiuso i locali la domenica e pure la sera. Ma per caso registri le mie telefonate?! Che poi carino il nome, attività non essenziali. Certo, mica è essenziale un ristorante, un bar, una palestra o una piscina. Vallo a dire a un cuoco che fa un lavoro non essenziale, che tradotto vorrebbe dire: di te non ce ne facciamo niente. Poi magari rido, ma tu hai chiuso tutto per una ragione, tipo che così non ci abbuffiamo di pizze e piatti di pasta e non dobbiamo nemmeno andare in palestra. Una lotta ai carboidrati. Carino. Poi, perdona la domanda, ma qui mica si capisce. Ma il virus è come i vampiri, dorme di giorno e colpisce di notte? E da che ora? Dalle 24, dalle 21, dalle 18? O semplicemente dalle 18 si rifugia in bar e ristoranti perché fa più caldo? E durante la settimana non lavora? Solo la domenica? Ah, giusto, è tutto nei licei. Le scuole elementari le schifa, lui predilige i ragazzini dai 14 anni in su. Quindi per te la soluzione sarebbe? Didattica a distanza per tutti, olè! E mo’ stateci voi per sei ore davanti a un monitor, e vi sfido se dopo una settimana non starete amabilmente parlando coi mobili di casa. Vorrei chiedere per l’ennesima volta cosa tocchi a noi universitari, ma a quanto pare il Ministro Manfredi è un ologramma che non ha facoltà di parola, altrimenti non si spiega. Inizio a domandarmi pure io se l’università esista davvero. Non è che me lo sto sognando io di avere il badge universitario? Ah, no, ho controllato. Ce l’ho sul serio. Dubbio lecito. In ogni caso gli Atenei hanno imparato l’arte di arrangiarsi molto prima delle attività non essenziali. Beh, certo, con quasi tremila euro di tasse a studente vorrei anche vedere. Ma qui non ci si riesce a organizzare mai, e ripeto, mai! Per esempio, si può sapere se continueremo a fare lezione in presenza? Posso comprare quel fantomatico abbonamento mensile al parcheggio che costa come oro? No perchè, bellissimo, in questa Italia c’è davvero dell’ironia. Noi paghiamo per un servizio pubblico che non funziona, e dobbiamo pagarci da soli una soluzione. Sia chiaro: io non salgo sugli autobus da febbraio. Li ho visti, e sono gli stessi carri bestiame di un anno fa, con la gente pigiata l’una contro l’altra. L’unica differenza è che oggi abbiamo un termine per definire tutto ciò: assembramenti. Quindi mi venga a menare Greta Thumberg, ma io mi sposto quasi sempre in auto. Anche perché andateci voi a piedi, con la faccia che suda sotto la mascherina, e non puoi spostarla un attimo che subito la gente ti fissa come se avessi estratto una pistola. Non parliamo poi degli starnuti. Un crimine. Se ti azzardi a starnutire in pubblico come minimo partono le denunce anonime. A proposito! Volevo dirtelo la scorsa settimana, ma che bella quest’idea dei vicini di casa che devono vigilare su eventuali feste private. Fa molto anni Trenta del Novecento, sai? Mussolini, regime fascista, il vicino di casa che ti denunciava se eri ebreo… Che tempi. Per rendere le cose più interessanti, poi, hai aggiunto l’invito a non uscire dal comune. Non ci sono divieti, nel senso che al confine non c’è l’esercito che ti spara, ma comunque dopo la denuncia al vicino di casa non puoi certo scappare lontano. Ci sono comuni di 10 abitanti, praticamente un condominio, magari questi c’hanno pure i parenti oltreconfine, ah Beppe! Ma che razza di idea è questa? Ma poi scusa, chiudere le regioni faceva schifo? C’è il Molise che se la passa meglio che ai poli, e la Lombardia che da sola conta un quarto dei contagi. Ah shit, here we go again. E Codogno? Come sta? È ancora meta turistica come a febbraio? O verrà discriminato da qui all’eternità? Io, fossi in lui, nel dubbio cambierei nome. Comunque vedo che il tuo è proprio accanimento terapeutico (le terapie sono per noi?). Hai chiuso di nuovo cinema e teatri, e la gente si stava ancora chiedendo se fossero stati riaperti. Sulle poltrone s’erano fatte le ragnatele per quanto son stati frequentati. A teatro, poi, ‘na marea di assembramenti eh, orge in platea, abbracci di gruppo sul palco, lotte a corpo libero per accaparrarsi l’ultimo biglietto… Ah Beppe, ma sicuro che viviamo nello stesso paese? Beh, qualche dubbio mi era già sorto. Hai proibito le feste di matrimonio dopo la cerimonia. Che coraggio. Ma glielo spieghi tu agli sposi del sud? Niente pranzo fino alle sei di pomeriggio, niente torta a sette piani, niente balli di gruppo, niente orchestre dal vivo, niente foto al tramonto, niente nottata da sbronzi con gli invitati. ‘Na tristezza che pare un funerale, scusa eh ma io cosi mica mi sposo. E quindi che si fa? Cosa si può fare ancora? È la domanda che si fanno tutti gli italiani prima di andare a dormire, ogni fine settimana. Forse faresti meglio a darci una lista, e che non superi le due pagine se no la gente manco la legge.

  • Si può andare a lavorare (a meno che tu non sia un lavoratore non essenziale);
  • Si può andare a scuola (a meno che tu non abbia tra i 14 e i 18 anni);
  • Si può fare sport all’aperto (ma occhio che magari è rimasto in giro qualche drone per cacciare i runner);
  • Si può fare shopping (la rivolta delle donne è solo rimandata);
  • Si può passeggiare per strada (a meno che i sindaci non abbiano chiuso mezza città);
  • Si può fare colazione al bar e pranzare fuori (ma chi ce l’ha tutto ‘sto tempo?)
  • Ebbene sì, si può andare in gita a Milano;
  • Si può addirittura manifestare lanciando e bruciando cose.

Che volete di più? Anzi, beati i dipendenti pubblici che fanno Smart working da otto mesi, e si son viste cose che voi umani… No, in realtà le immaginate tutti, italiani malfidati! In loro difesa posso dirvi che mia madre lavora anche da casa. Lavora talmente tanto che io le parlo e lei non mi risponde, perché se si concentra sul computer non ha più occhi per nessuno. Diciamo che il mondo si divide tra lavoratori non essenziali abbandonati alla loro miseria, lavoratori in Smart working che aprono le email giusto il lunedì mattina, e i lavoratori che creano Pil. Poi diciamo che l’economia va male… Durante il lockdown si son salvati i negozi di alimentari, i produttori di lievito, e le copisterie che stampavano a manetta le autocertificazioni. E a pensarci bene potevo pure evitare di buttarle, ma sai com’è, l’adrenalina del momento, la voglia di farci un falò con quelle minchia di autocertificazioni che non m’ha mai controllato nessuno… E vabbè. Vorrà dire che ci rideremo su. E non ci vedrà nessuno, perché tra un po’ la mascherina la metteremo pure a letto. Solo un’ultima cosa, Beppe, vorrei che mi spiegassi. Perchè per un mese ci siamo autocelebrati come paese immune dal virus, gonfiando il petto perfino davanti alla Markel che t’ha schifato e non t’ha dato manco il gomito, per poi ritrovarci oggi con 20mila contagi al giorno e nessuna idea su cosa scrivere nel Dpcm? No perchè, in tutta sincerità, sembrate me quando alle superiori, per non consegnare un compito in bianco, provavo a sparare a caso tutte le risposte.

12 pensieri su “Dpcm? E ridiamoci su

  1. Che dire, non c’è niente da ridere, ma tu hai scritto un capolavoro, da genio quale io ti ho sempre vista. E fa ridere perché purtroppo è la realtà dei fatti, quindi questo fà capire come stiamo messi. Non c’è proprio niente da aggiungere e soprattutto da togliere a questo tuo discorso. Penny for president, permettimi di dirlo. 😄👏🤭

  2. A io parere il vero problema (lo dico da marzo) sono i mezzi pubblici.
    Che senso ha il distanziamento durante le ore di non-lavoro, se poi per andare a lavorare mi devo accalcare per entrare in un treno o in autobus.

    Si dirà: ma non devono essere pieni. Max 50-70%.
    Bravi.
    Ed il restante va a lavorare a piedi? Magari i pendolari che fanno 50 Km al giorno in terno?

    • Io sono d’accordo con te, a parte che focolai nei ristoranti o nelle palestre non si sono mai sentiti, per di più senza coprifuoco la gente potrà stare in giro dalle 18 e fate tutti gli assembramenti che vuole… e intanto gli studenti fanno di nuovo lezione a distanza, che ribadisco non essere in alcun modo un valido sostituto della scuola in presenza

  3. Una situazione disastrosa. È assurdo chiudere alle 18. Nessuno andrebbe al ristorante alle 17. Non ci sono più turisti che mangiano a quell’ora. I sabati con gli amici non saranno più possibili se non ordinando da asporto senza per altro sapere dove mangiare se non si ha un posto alternativo dove mangiare. È caos…

  4. Certo, tutto giusto. Sia chiaro, non voglio difendere nessuno! Però, oltre al governo, vorrei inserire come responsabili, e allo stesso livello, tutti quelli che non hanno curato le misure di prevenzione, e continuano a farlo, tutti i ristoranti e bar che non hanno distanziato i tavoli, tutti i frequentatori dei suddetti locali che, trovando i tavoli non distanziati, si sono seduti lo stesso, tutte le istituzioni del territorio che non hanno organizzato controlli precisi su chi non seguiva le indicazioni ecc ecc. Insomma ora è facile criticare, ma dividiamoci la responsabilità. Un saluto da una che osserva scrupolosamente le indicazioni dallo scorso 25 febbraio, non per particolari motivi, semplicemente perchè è stato chiaro da sempre che bisognava fare così

    • Ovviamente parlo per quello che ho visto, i ristoranti in cui sono stata erano a norma, e non meritano di essere assimilati ai pub della movida e degli aperitivi. È vero anche che le multe sono state fatte, almeno nella mia città, e i controlli ai locali non sono mancati. Le problematiche maggiori sono altrove, e anche se spero di sbagliarmi non penso che questo provvedimento sarà risolutivo…

      • non lo sarà, temo. Anch’io ho visto esempi del tutto regolari e rispettosi, sono anche convinta siano la maggior parte, ma se siamo messi così non ci sono molte altre spiegazioni

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