Ricredersi

Alla fine anche quei rancori passano.

Dopo tre anni di silenzio, rivedersi è stato strano. Una serata improvvisata, non mi aspettavo che ci fosse anche lei, non pensavo che sarebbe venuta, e lo ammetto, io non l’avrei invitata. Non perché la odi, non potrei mai. Ma non siamo mai state amiche. E’ arrivata nella mia classe al terzo anno di liceo, quando si ha già un proprio gruppo di amici e le proprie abitudini, e quando è arrivata è cambiato tutto. E’ sempre stata la tipica ragazza che vuole comandare, che ama stare al centro dell’attenzione, che si crede migliore, magari ingenuamente, senza averci mai riflettuto. Non posso dire che sia cambiata, perché in fondo non lo so. Ma probabilmente sono cambiata io. A che serve farsi il sangue amaro per chi non ci guarda nemmeno? Ricordo quel terzo anno di liceo, e la prima strana impressione che lei mi aveva fatto. Nella mia testa stava cercando di rubare il mio gruppo di amiche, e lo faceva con una tale semplicità, con una faccia dipinta d’innocenza, che per me era diventata insopportabile. La vedevo scherzare con loro, passare l’intervallo con loro, uscire al pomeriggio con loro, tutto quello che io non avevo mai ricevuto, le occasioni per cui ancora lottavo, i momenti che soltanto sognavo. A lei erano bastate poche settimane, a me non erano stati sufficienti due anni. Forse era gelosia, mostruosa invidia, inspiegabile da fuori, perché in effetti non l’ho mai stimata. Volevo solo essere al posto suo, e poter trovare tutto così facile. La verità è che non m’importava del gruppo di amiche, a me interessava una persona soltanto, una persona che ho amato senza averglielo mai detto, e a cui ho cercato di rubare il tempo senza averglielo mai chiesto. Vederla con lei mi feriva, e razionalmente non so nemmeno perché. Forse perché eravamo come due opposti, bianco e nero, giorno e notte, e mi stavo rendendo conto che la sua scelta non ero io. Avevo passato due anni cercando di costruire un legame, commettendo anche errori di cui mi sono pentita, ma quando ti impegni così tanto e vedi un’altra persona farcela prima di te, è difficile da accettare. In amore è tutto un po’ difficile. Forse è questo che oggi è diverso. Quel legame che volevamo entrambe, alla fine non lo ha ottenuto nessuno. A quel tavolo, dopo tre anni, la persona che ho amato non c’era, anche se quello era il suo gruppo di amiche. Il suo, non il mio. Eppure è stata una serata piacevole, una sorpresa, perché pensavo che non sarei riuscita nemmeno a guardarla in faccia, e invece il caso ha voluto che sedessimo l’una di fronte all’altra. Abbiamo ordinato la stessa birra, abbiamo chiacchierato insieme, e dentro di me a volte ho pensato “Cavolo, ha ragione”. Non le avevo mai dato ragione prima, non so se per principio, senza neanche averla ascoltata, o se effettivamente allora fosse diversa, più infantile di oggi e meno matura. D’altronde si cresce. Sono cresciuta anch’io. E mi sorprendo ad apprezzare i discorsi di una persona che non ho mai voluto incontrare, una persona che non stimavo, anzi, che quasi disprezzavo, e a stento ne ricordo il motivo. Abbiamo condiviso una vacanza, quel viaggio di maturità in Grecia di cui conservo ancora le foto, e in aeroporto, l’ultimo giorno, non ci siamo nemmeno salutate. Io stavo aspettando la valigia, lei ha preso la sua e se n’è andata. Ci siamo riviste alla cena di classe, ma con fatica ci siamo chieste l’un l’altra come fosse la nostra vita. Ecco, dopo tre anni e tanti ricordi che avrei voluto buttare, mi è sembrata quasi un’altra persona. Capace di fare discorsi seri, di ascoltare gli altri, di rispettare le opinioni altrui, non era mai stata così, o per lo meno non l’ho mai saputo, e mi ha fatto piacere trovarla cambiata. Forse ai suoi occhi ero diversa anch’io. Ma in fondo è nello ricredersi, anche se non diventeremo mai amiche davvero, anche se chissà quando ci rivedremo, e quanto avremo da raccontarci. E’ bello cambiare idea, accorgersi di aver sbagliato, e scoprire che anche i ricordi ci possono ingannare. Non è stata una brutta serata, non mi sono pentita di esserci andata, e quasi quasi le auguro il meglio che la vita le possa dare, perché un po’ se lo merita anche lei. Io apprezzo sempre chi sceglie di migliorarsi, e so che non è facile, che ci sono tanti limiti da superare, ma è proprio per questo che do un valore enorme al percorso, ai gradini che una persona decide di salire. Io spero sempre di poter cambiare opinione, di ricredermi in positivo. E quando succede, sono anche pronta a perdonare i torti del passato, anche se questo non significa sempre costruire un ponte tra di noi. E’ semplicemente far pace con sé stessi, cancellare i rancori, e vivere nella consapevolezza che quella persona oggi sia diversa. Ci ho pensato, perché non mi fermo mai alla prima impressione, ma forse tre anni fa avevo anch’io le mie colpe, e sono contenta se oggi i vecchi muri sono stati distrutti. Non è forse tutto più bello così? Con un capitolo chiuso ed un lieto fine?

7 pensieri su “Ricredersi

  1. È importante ricredersi😉, spesso siamo noi a non dare all’altra persona la possibilità di farsi conoscere realmente o di dimostrare di essere cambiata nel tempo. Quando si è più giovani si è categorici e poi a volte non è qualcuno in particolare a portarci via le amiche e gli amici. Forse erano quelle amiche a non esserlo realmente o forse, a volte, bisogna “buttarsi” e allargare il cerchio invece di stringerlo e magari dire cosa ci va e cosa no.

  2. Continua su questa strada. Vivere nel rancore è logorante. Nessuno è perfetto, ma forse certa imperfezione può avere un’origine diversa da come sembra. Vivrai molto meglio dando alle cose il giusto peso

  3. Nel contesto delle amicizie e delle uscite “di gruppo”, è raro che si vada d’accordo con tutti o quantomeno che ci si trovi in amicizia con tutti.
    C’è sempre qualcuno con cui ti trovi non dico in disaccordo, ma quantomeno su due lunghezze d’onda differenti. Nessun rancore da alimentare, al massimo ci si saluta e ci si evita.

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