Crisi di mezza univ-E-rsi-TA’

Tra esattamente undici giorni sarò laureata. E’ strano pensarci, perché sono passati già tre anni da quel primo giorno di lezione, ma a volte mi sembra che sia successo l’altro ieri. Non finisce tutto, mi mancano ancora due anni di studio, ma è come se tutto avesse quasi più valore, ogni giorno, ogni ora, ogni occasione che non tornerà più indietro. Forse è tardi per capirlo, forse è da tre anni che sto correndo dietro lo stesso treno, ma arriva il momento in cui devi prendere una decisione, e anche se cerchi di rimandare, anche se provi a prepararti, dietro l’angolo spunterà quel bivio, e tu non avrai il tempo di fermarti a pensare. Al colloquio per selezionare i candidati al corso di laurea magistrale mi è stata fatta una domanda: quali sono le mie aspirazioni? Dove mi vedo nel futuro? Sapevo che me lo avrebbero chiesto, sapevo cosa rispondere, ma una parte di me forse era lontana, persa nelle fantasie di una sognatrice incallita. Mi piacerebbe lavorare nel marketing, ho detto. Ed è la verità, ma probabilmente ho omesso che non vorrei perdere le mie passioni. Viaggi, musica, scrittura, economia. In un mondo perfetto da costruire con i lego, io vivrei di questo. Sono quegli interessi che mi vergogno a scrivere nel curriculum, perché mi chiedo se a qualcuno importi davvero. A volte sono quasi ingombranti, e mi fanno sembrare le scrivanie il luogo più grigio della terra. Altre volte penso che vorrei solo poterli coltivare, avere il tempo e i mezzi necessari per fare tutto. Non so se riuscirò a passare la selezione per quel corso di laurea magistrale, non so se finirò a studiare marketing o finanza, non so se avrò fatto la scelta giusta, o se mi renderò conto a metà strada di aver scelto con il petto chiuso. Vorrei avere tutte le risposte, e non aver passato gran parte del colloquio a riempire le frasi di “magari”, senza rendermene conto, come se tutta la mia vita fosse stata un tentativo. Del resto è il motivo per cui ho scelto economia. Un tentativo, un compromesso, un salto nel buio di cui oggi sono fiera. Non mi sono mai davvero pentita delle decisioni che ho preso, ma mi sono sempre chiesta cosa sarebbe cambiato se non avessi seguito quelle strade. Impossibile saperlo. E’ immediato il paragone con quella ragazza insicura che ha rinunciato a studiare lettere moderne, si è iscritta a economia, e il primo giorno di lezione ha scoperto il coraggio di crescere davvero. Perché questo è successo, e negli ultimi tre anni mi sembra di essere cambiata più che in tutto il resto della mia vita. Non che sia passato chissà quanto tempo, ma forse un po’ lo si percepisce, il momento in cui l’adolescenza finisce, e inizi a farti quelle domande esistenziali del tipo: quali sono le mie aspirazioni? Dove mi vedo nel futuro? Boh, spero in un mondo felice. La definisco una risposta paraculo. Ma immaginare di lavorare nel marketing è sicuramente un punto di partenza, più concreto di un sogno e più realizzabile di una fiaba. Non so dove, in quale azienda, in quale paese, non ho preconcetti e non mi precludo nessuna scelta, ma so che sarà diverso, che sarà sempre più importante decidere per me, non per gli altri, e nemmeno perché mi sembra la cosa giusta. Tutto questo per dire? Che in questi giorni ho pensato parecchio e scritto pochissimo, che mi sto preparando per la tesina finale, che la festa di laurea incombe su di me, che devo ancora prenotare le vacanze, che ho paura di non essere ammessa al corso di laurea magistrale, che sto ascoltando moltissima musica, che vorrei avere il tempo di leggere ma non ce l’ho, che vedo spesso le amiche e dentro di me le ringrazio sempre, per  il solo fatto di esserci. Tutto qui. La normale quotidianità di un’universitaria. E in tempo di cambiamenti, si sa, i conti con il passato arrivano, e se dovessi decidere di cambiare qualcosa, di seguire una passione più di un’altra, o di cancellare parole che oggi non mi rispecchiano più, sappiate che resterò sempre io, con la stessa faccia che non mostro mai, perché preferisco scrivere per dieci persone piuttosto che fingermi Chiara Ferragni su Instagram.

13 pensieri su “Crisi di mezza univ-E-rsi-TA’

  1. Una bella notizia, gli ultimi mesi hai parlato molto di questa tua laurea e finalmente ci siamo. Certo, è solo un primo traguardo, ma è quello che ti vedrà proseguire con maggior forza e convinzione. Per adesso mi unisco a te per il conto alla rovescia, che poi ti si festeggia. Un abbraccio Penny. 😊

  2. In bocca al lupo!!
    Le domande sul dopo e sul futuro non finiranno mai, credo. Invidio tantissimo chi da sempre aveva un chiaro obiettivo e quindi una strada sicura da seguire. Io ho deciso di partire da qualcosa che mi piaceva e passo dopo passo scoprirò dove andrò a finire. Se mi chiedessi dove mi vedo tra 5 anni, ancora oggi ti risponderei che non ne ho la più pallida idea 😂

    • Crepi il lupo! Anch’io li invidio sai, non ho mai avuto una direzione, ho sempre scelto all’ultimo basandomi sull’istinto, e tra l’altro scelte più o meno drastiche rispetto all’idea originale… Ma va bene così, ognuno ha il proprio modo di affrontare i cambi di direzione 🙂

  3. Ora goditi il traguardo che ormai è davanti a te. Festeggia! Poi il resto verrà. Abbiamo bisogno di farci domande, di porci dubbi, di ammettere timori. Spesso non si hanno risposte. Così è. L’importante è lasciarsi una porticina sempre aperta, un’alternativa, un piano b. C’è sempre 😉

  4. che bella notizia che vivo sempre (quando mi capita di affrontarla sugli altri) con un pizzico di invidia nonostante sia una mia netta responsabilità ad originarla.
    Già perchè io non ho mai fatto l’università e non solo, non ho nemmeno mai fatto la matura nonstante io abbia partecipato ad almeno 2 cene di matura complete.. sono ansie, emozioni e ricordi che mi mancheranno per sempre.. però mi piace sempre sentirne parlare, leggerne o immaginarmi in quei momenti… 🙂 E’ una tappa molto importante per la tua vita e come ha scritto Andrea qui sopra, è a tratti commovente per noi che ti leggiamo da tanti anni essere comunque al tuo fianco in qualche modo anche in questi momenti…

    • Beh spero di riuscire a trasmettere un po’ di questi ricordi anche a chi non ha avuto la fortuna, perché un po’ la ritengo tale, di viverlo di persona… E’ commovente anche per me condividere tutto questo con voi, dal mio punto di vita il tempo è letteralmente volato 😀

      • infatti, parte della mia malinconia deriva dai ricordi e racconti degli altri… quindi per quel che mi riguarda posso confermare la tua speranza… 🙂

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