Il nuovo capro espiatorio

il

Prima erano i migranti, poi erano i cinesi, dopodiché erano i runner, poi i milanesi, poi ancora Bill Gates, e di nuovo i migranti, poi la Germania, l’Unione Europea…

Oggi sono le statue.

Ma come siamo passati dall’accusarci l’un l’altro per tutti i mali del mondo, al perseguitare statue di persone morte rivendicando colpe commesse anni addietro e già scritte sui libri di storia?

Adesso ci fanno più paura i morti dei vivi? Ci fa più paura il passato del presente? Ci stiamo accorgendo di quello che siamo stati, e che forse continuiamo ad essere?

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Evaporata ha detto:

    Che poi quelli che abbattono le statue magari non sanno nemmeno chi è la persona rappresentata.

    1. Ehipenny ha detto:

      Per loro “è razzista” e basta…

  2. Anche questo è un aspetto del “divide et impera” in uso da millenni ed utilizzatissimo anche (anzi forse soprattutto) ai giorni nostri …
    ciao

    1. Ehipenny ha detto:

      È tornato molto in auge vedo

  3. fulvialuna1 ha detto:

    Forse niente di tutto questo…solo caos ….

    1. Ehipenny ha detto:

      Sarebbe peggio..

  4. Gravantes ha detto:

    L’ignoranza impera, ma credo che molto veleno sia stillato dai personaggi politici odierni. La situazione non aiuta, quando si ha fame si crede a qualunque cazzaro verde .

    1. Ehipenny ha detto:

      Lo credo anch’io, ma non riesco a giustificarlo totalmente col fatto che si ha fame… non si può credere al primo che passa e ci promette panini a iosa

      1. Gravantes ha detto:

        Sono d’accordo, ma sta accadendo ogni giorno, e io non so più che pensare!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.