I blog uniti contro il cyberbullismo: una testimonianza

INIZIATIVA PER DISCUTERE INSIEME – DAL 15 AL 22 MAGGIO: racconti, poesie, testimonianze personali e via dicendo, perché condividere è il miglior modo per combattere insieme.

Con Citylights e A place for my head.

Qui sotto la testimonianza reale di @ebscrive, un pugno allo stomaco che fa riflettere, un racconto che fa male.

“Bullismo” una parola che fa fatica ad uscire dalle bocche di chi ne ha sofferto.
È strano come un luogo in cui si dovrebbe solo imparare le meraviglie della conoscenza, invece si impara, il più delle volte a sopravvivere ad insulti tutti i giorni, e non solo per quelle sei o sette ore giornaliere, ma molto spesso anche attraverso un cellulare.

Alcune persone sono indifferenti al bullisimo, alcune persone hanno anche il coraggio di dirti “Massì, non vedi? Stanno solo scherzando, non essere cosi permaloso.”

Essere insultati non è sinonimo di essere permalosi.

So quanto fa male, varcare quel cancello con la paura e con una domanda costante nelle mente ovvero “Chissà cosa mi diranno o faranno oggi.”

Fa male essere continuamente presi di mira, fa male quando ti fanno una foto in classe e la mandano sulla chat di gruppo.

Fa male quando hanno gruppi contro di te.

Ma la cosa che fa ancora più male è il fatto che chi è vittima di bullismo si sente in colpa per colpe che non ha.

La scuola, e il bullismo possono ucciderti, oppure possono lasciarti ferite profonde e farti morire con il tempo.

Per il bullo, magari, l’insulto che fa rimane sono un giorno, per la persona che ne è vittima rimane per mesi, per anni oppure per sempre.

Io mi ricordo ancora oggi tutti i loro volti, e tutti i loro insulti.

Di quando mi lanciarono il telefono da una parte all’altra della classe, di quando mi hanno ricoperto di insulti per tutta la durata dell’anno scolastico.

Fa male, mi fa male ancora adesso parlarne però spero che questa mia testimonianza possa essere utile a qualcuno ed è ciò che mi ha spinto a fare questo progetto.

(Se avete bisogno di sfogarvi o parlare potete scrivermi su instagram @ebscrive, non sono una terapeuta, ma credo che a volte avere qualcuno che ti ascolti sia importante).

E io spero soltanto che queste ferite, un giorno, smettano di sanguinare. Smettano di esistere.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Chef V. ha detto:

    Lo speriamo tutti…😉🤞 Gran bel post😉👊

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