Ritorno

È così strano tornarvi dopo un silenzio

Dopo quattordici anni d’abitudine fiera

E quattro altri anni di perdizione sincera

È così strano trovarsi muso a muso

Con la verità di un’assenza sofferta

Perché non t’accorgi d’essere mancata

E non t’accorgi che in fondo ti è mancato

È così strano giustificarsi con sè stessi

Per quattro anni di rinuncia alla certezza

Senza vedere più o sentire

Un colpo rapido di gomma da cancellare

È così strano ritrovarsi a piangere

Con le lacrime agli occhi orgogliose

Non scendono, maledette!

Davanti alla stessa casa di un tempo

Uguale come diciotto anni addietro

Quando sognavo a cavallo di un bastone

Quando correvo senza perdere il fiato

E quando ancora non mi stancavo

Di far le scale due gradini alla volta

Un tempo d’infanzia che come un libro

Già letto e riletto infinite volte

Ho riposto nello scaffale più in alto

Ma è così strano pensarci adesso

Con una scala che non arriva al soffitto

E soltanto il titolo da leggere in verticale

[Ricordo del 2018]

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. stefonwater79 ha detto:

    Questo articolo mi ha evocato una ipotetica canzone dei Negramaro.

      1. stefonwater79 ha detto:

        mentre scorrevo le parole con la mente, ad un certo punto la mia voce di lettura interiore è diventata quella di Sangiorgi. Non scherzo, me li ha ricordati. Brava!

      2. Ehipenny ha detto:

        Grazie! :))

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