Quando i miei nipoti mi chiederanno del 2020

Ah, nipoti cari, io alla vostra età… No, non ho visto la guerra, però ho visto la più grande aggressione che il Mondo abbia mai fatto contro gli esseri umani. Correva l’anno 2020, all’epoca avevo ventun’anni, vivevo spensierata, studiavo, uscivo con gli amici. A Capodanno avevo ricevuto gli auguri, immagini di buon auspicio, video di animaletti che ballano e gente che spara fuochi d’artificio, insomma, si prospettava un anno normalissimo, con i suoi alti e bassi, mesi propizi e mesi di sfighe. Ma ad Aprile ho cominciato a capire che qualcosa non andava. Innanzitutto la fantomatica Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: io c’ero, io ho visto togliere e ripiegare la bandiera inglese dal palazzo di Bruxelles, e mi si è stretto il cuore. Una pagina nera della storia, ho pensato. Ma poi la situazione è precipitata. L’Australia ha cominciato a bruciare, incendi indomabili, migliaia di animali morti, ville e abitazioni distrutte, un continente intero che ha rischiato di scomparire. Ci siamo mobilitati in tanti, e in tanti abbiamo donato il possibile, adottato un koala, versato qualche euro al WWF, o semplicemente condiviso le immagini strazianti dei boschi devastati. Poi c’è stato l’allarme terza guerra mondiale, evitata per un soffio. Com’è successo? Ecco, l’allora presidente degli Stati Uniti ha ordinato un raid in Iran e ha fatto uccidere il generale Solemaini, scatenando una rappresaglia. Nipoti miei, ce la siamo vista davvero brutta. Era un tale periodo di tensioni… Tra il ritorno dei dazi doganali, la minaccia delle armi nucleari, le guerre per il petrolio, ho temuto sul serio che il genere umano potesse essere sterminato. Ma fortunatamente è stato scampato il pericolo. Ma non ho finito di raccontarvi che cosa accadde dopo. Non ricordo esattamente l’ordine cronologico, ma so per certo che è stato sfiorato un incidente diplomatico tra il Canada e il Regno Unito quando i reali inglesi, Henry il Duca di Sussex e la moglie Meghan Markle, hanno deciso di rinunciare ai titoli e alla vita di Buckingham Palace per trasferirsi dall’altra parte dell’Oceano. Ma in fondo non è stato poi così grave. Lasciate che vada avanti. A febbraio si è verificata in Africa la peggiore invasione di cavallette in oltre settant’anni. Oh, mi ricordo le immagini al telegiornale, i brividi che ho provato… Eserciti di cavallette giganti, un ronzio che sembrava quello di un drone, e tutti quei campi distrutti, le coltivazioni mangiucchiate, oltre 20 milioni di persone senza più un reddito, una forma di sostentamento. E’ stato orribile. Poi, beh, se ci aggiungete il riscaldamento globale, e un clima impazzito che fatto registrare ben venti gradi in Antartide, avete un quadro abbastanza completo. Vi basti pensare che in Europa abbiamo superato per settimane il livello massimo consentito di smog. Abbiamo rischiato di morir soffocati. Vi sorprende? Sappiate, tesori, che ci sono periodi che vengono definiti “di declino”. Ecco, il 2020 è stato parte di uno di questi periodi. Sono aumentati gli episodi di razzismo, di antisemitismo, di aggressioni per motivi politici o religiosi. Parevano notizie vecchie, dei tempi della Seconda Guerra Mondiale. Poi c’è stata la pandemia. Ah, ne avrei da raccontare, ragazzi. Il covid-19, altresì detto coronavirus. E’ partito dalla Cina, e in un primo momento si è pensato che sarebbe rimasto là, confinato per sempre. Che illusi, e quanti errori sono stati fatti in quei primi mesi dell’anno. A marzo ci siamo ritrovati tutti in quarantena, prima in Italia, poi nel resto d’Europa, e infine negli USA, più di un miliardo di reclusi nelle proprie abitazioni. Si poteva uscire solo per fare la spesa, per portare fuori il cane, per cercare le mascherine divenute introvabili, e le città si sono improvvisamente svuotate. Era surreale. Non potete immaginarvelo, voi, che siete abituati al traffico, al caos, agli schiamazzi per le strade, è difficile darvi un’idea del silenzio glaciale di quelle giornate. Le persone morivano, i letti in terapia intensiva erano pieni, i medici erano costretti a dei turni massacranti, e ogni sera il telegiornale riportava il bollettino dei nuovi contagi, dei ricoveri, di chi non ce l’aveva fatta. Come abbiamo fatto a resistere? Beh, ragazzi, queste erano le regole, per il bene di tutti. Però ricordo che in quei giorni c’era un’aria diversa, più… unita. Per un paio di giorni ci si è ritrovati affacciati ai balconi, a cantare tutti insieme, a ringraziare i medici con un applauso, o ad accendere le torce nel buio per ricordare le vittime della malattia. E’ difficile dimenticare quella sensazione. Era impotenza mista ad orgoglio per quei sacrifici che, lo sapevi, sarebbero serviti a tutti. Non è stato facile, questo no. Il tracollo economico ha cominciato a minacciare, perché se non si produce, se si paralizza ogni settore, come si può guadagnare? Ma prima andava tutelata la salute dei cittadini. Poi, quello che non vorresti mai che accadesse in una situazione del genere, è stato molto vicino dall’avverarsi. Una serie di piccoli terremoti sparsi in tutta Italia hanno fatto spaventare la gente, che si è trovata sull’uscio di casa senza sapere se uscire o restare. Negli USA, durante il periodo più grave dell’epidemia, un enorme tornado ha costretto centinaia di cittadini alla fuga. E a Chernobyl, conoscete Chernobyl?, la città fantasma, dove è avvenuto il più grave incidente nucleare della storia. Ecco, proprio là è scoppiato un incendio, là dove erano stati smaltiti i detriti radioattivi, e dove il reattore 4 giaceva protetto ma abbandonato. Le radiazioni sono salite oltre sedici volte più del normale, e molti della generazione dei miei genitori sapevano del pericolo, del rischio di una nube tossica sui nostri terreni. L’allarme è poi rientrato, ma è rimasta la pandemia. Più di un milione di contagiati nel mondo. Se sfogliate i vostri libri di storia, in fondo in fondo, probabilmente troverete una foto del Papa in piazza San Pietro, da solo, sotto la pioggia. Mi ricordo che a tutti si è stretto il cuore. Sembrava di vivere un’altra epoca, un episodio di quelle serie televisive che guardate sui vostri computer. Pensate che a febbraio un meteorite è caduto tra la Slovenia e il mare Adriatico, mentre gli studi sul mese di aprile avvertivano del passaggio a distanza ravvicinata di un asteroide grande quanto l’Everest. Ora capite perché si dice “anno bisesto anno funesto”? Mi raccomando, non pensate mai che “peggio di così non potrebbe andare”, il 2020 mi ha insegnato che non si può mai sapere.

8 pensieri su “Quando i miei nipoti mi chiederanno del 2020

  1. Tutto insieme fa un certo effetto. E siamo solo ad aprile. Visto che non sappiamo se il peggio sia passato o no come dici giustamente alla fine meglio cercare di vivere alla giornata quasi un’ora alla volta.

  2. Il mio oroscopo diceva che il 2020 sarebbe stato un anno fortunatissimo per me. Forse ha ragione visto che, per adesso, il covid19 non mia ha beccata.
    Però, come giustamente dici tu, potrebbe andare peggio, quindi si sta in campana.

  3. Stiamo vivendo un periodo storico, nel senso che occuperà certamente le pagine dei libri di storia (e di economia) tra qualche decennio.
    Il problema è che non sta per nulla terminando, ed usciremo dal tunnel solo con il vaccino.

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