Quella nuova amica

Se mi avessero chiesto, un anno fa, se si potesse fare amicizia anche a vent’anni, probabilmente avrei risposto di no. Oggi penso di poter affermare con certezza che sì, si può fare amicizia a vent’anni, e per di più un’amicizia bellissima. Ci ha unite una vacanza a Malta, sette giorni nella stessa casa, senza quasi conoscerci, eppure sono bastate poche ore per cominciare a sorriderci. Ricordo quando ci siamo presentate, poche settimane prima di partire. Ricordo la mia paura di non sentirmi a mio agio, il timore che tu mi giudicassi, o che non riuscissimo a capirci. E quella mattina in aeroporto, quando hai dimenticato la carta d’identità… Io, sciocca, per un unico istante ho sperato che tu non potessi venire con noi. Mi vergogno per questo. Perché in quella vacanza ho conosciuto una bellissima persona, un’amica, che non si è fermata davanti alla mia timidezza, ma mi ha preso per mano e mi ha aiutato ad aprirmi. Ed è così raro che qualcuno lo faccia, così importante per me, che probabilmente sin dal primo minuto ho capito di essere stata fortunata. Fortunata ad averti incontrata, fortunata perché hai recuperato la carta d’identità e sei salita su quell’aereo, fortunata perché i momenti più belli di quella vacanza sono stati con te. Penso che il ricordo migliore sia di quel tardo pomeriggio, dopo la gita in barca, quando io, tu e Laura siamo andate in cerca dei souvenir da portare a casa. Siamo entrate in tutti i negozietti del lungomare, abbiamo riso, scherzato, ci siamo aiutate a scegliere, ci siamo tenute le sacche da spiaggia a vicenda, come se fossimo amiche da una vita. Normalmente sarei uscita esausta da quell’ultimo negozio, e avrei solo voluto tornare a casa per buttarmi sotto la doccia. Ma non è stato così. Ci siamo sedute a un tavolino del bar, abbiamo ordinato tre smoothies, e siamo rimaste lì per più di un’ora, a parlare. Ci siamo raccontate le nostre vite, mentre la luce soffusa del tramonto ci avvolgeva, e nessuna ha mai controllato l’orologio, perché nessuna avrebbe voluto che quella giornata finisse. Sembra assurdo che una cosa tanto semplice possa essere anche così speciale. Eppure in quel tratto pomeriggio io mi sono sentita a casa, con una persona che conoscevo da pochi giorni, e questo per me vale tantissimo. Alzandoci da quel tavolino ce lo siamo dette, quasi in coro: “mi fa così piacere averti conosciuta”, io l’ho detto a te, Laura lo ha detto a te, e tu lo hai detto a noi con un sorriso. Ne parliamo spesso, sai? Come quella sera in macchina, quando ti abbiamo detto che il nostro ricordo più bello è di quello smoothie al tramonto, e della nostra ora di chiacchiere che non sarebbe dovuta finire mai. Non scherzavamo. Poi, dentro di me, conservo anche altri momenti, gelosamente, sperando che anche per te siano stati un po’ speciali. Il nostro giro esplorativo nell’acqua di Blue Lagoon, ad esempio. Quando tutti sono andati a fare il bagno, ma tu non volevi lasciare le borse incustodite, così ho aspettato con te. Ci siamo tuffate insieme e allontanate subito dalla folla, per andare a vedere da vicino gli scogli e le piccole grotte in cui era impossibile entrare, e siamo rimaste in acqua per un tempo infinito, tenendoci per mano in mezzo alla corrente, e non mi sono mai sentita così al sicuro come allora. Quello stesso giorno, prima di risalire in barca, siamo tornate in acqua, con le ciabatte in mano per non perderle, e non abbiamo fatto altro che parlare. Solo quello. E ti giuro che per me sono stati questi i momenti più belli, quelli che ricordo, e che chiudendo gli occhi riesco quasi a rivivere. Da quella vacanza insieme non ci siamo più perse. E’ vero, non ci vediamo spesso, e tante volte mi è mancato il coraggio di proporre una serata tutte insieme. Ma quelle volte in cui siamo riuscite a vederci, che fosse in discoteca, al ristorante, o per un semplice aperitivo, ci siamo salutate come se fosse ancora settembre, ancora estate, con il ricordo fresco di una vacanza speciale. Io mi faccio sempre un’idea delle persone che incontro, e spero di non sbagliarmi, di non scoprire qualcosa che mi deluda, o che mi faccia cambiare idea, ma con te non è mai successo. Vorrei poter stringere un legame con te, un legame che possa durare, perché il tempo scorre talmente veloce che tante volte lo lasciamo passare, e sprechiamo occasioni pentendocene troppo tardi. A volte mi sfiora il pensiero che se ti avessi conosciuta prima, forse le cose sarebbero andate diversamente. O forse no, chi può dirlo. Ma abbiamo una realtà davanti, e mi piace sperare che anche per te questo legame valga qualcosa. Un sacco di volte avrei voluto dirti grazie, ma non ci sono riuscita. Grazie per cosa?, mi chiederai. Per esserci stata, per avermi capita, per avermi fatta sentire un’amica, per non aver esitato davanti ai muri che costruisco per proteggermi. Al ritorno da quella vacanza insieme, ti è stato chiesto come ti fossi trovata con quelle persone per te nuove. E tu hai fatto due nomi: il nome di Laura e il mio. Sembrerà sciocco, ma nessuno aveva mai pensato a me come migliore compagnia, forse perché non sono mai stata una vera compagnia. Di solito ascolto, osservo, annuisco, rido alle battute altrui, ma faccio ancora fatica a raccontare di me, ad aprirmi totalmente con gli altri. Non so spiegarmi perché con te sia così diverso. E’ talmente raro che io mi sentita a mio agio, libera, senza timori o vergogna, e per di più con chi conosco da così poco. Per questo ti ho sempre voluto dire grazie. Ma suonerebbe strano, perché ringraziare per qualcosa che abbiamo entrambe? Tu stessa mi hai scritto, un giorno, che secondo te ci leggiamo nella mente. Forse perché alcune esperienze ci accomunano. E forse perché quella vacanza è stata una specie di riscatto anche per te. Si parlava di dare inizio a una tradizione, una serata tra amiche alla settimana, per stare un po’ insieme, e recuperare tutto quel tempo perduto durante questi mesi. Poi è arrivata la pandemia, la quarantena, e per un attimo ho temuto che tutto potesse svanire. Ma non è stato così, e ti devo dire grazie una seconda volta, perché in fondo siamo spesso noi a cercarci, a cercare quel gruppo di amiche un po’ sformato, perché all’amicizia diamo un certo peso. Abbiamo organizzato una videochiamata, e quando tutte sono andate a dormire noi siamo rimaste lì, abbiamo continuato a parlare del più e del meno, e per me è stata quella conferma che mi ha restituito un sorriso. Ma sono fatta così, ho bisogno di sentire le persone vicine, quelle a cui tengo, quelle che non vorrei perdere mai. Sono poche, ma per me sono importanti. E ho capito che sono le stesse a cui vorrei ogni giorno dire grazie, e grazie al destino che ci ha fatte incontrare.

14 pensieri su “Quella nuova amica

  1. Probabilmente pochi leggeranno questo lungo post, e meno ne capiranno il significato. La parola chiave è sempre cuore. Grazie Penny per aver condiviso questo tuo sentimento. Insegna ad essere più leali e sinceri verso il prossimo. 👍

  2. L’intesa, la sintonia tra due persone non ha età…
    mi commuove leggere le tue parole e nello stesso mi fa riaffiorare tanti ricordi e tanti sentimenti che anch’io provo e ho provato ^_^
    Grazie cara per questo tuo momento condiviso ❤

  3. l’amicizia è una forma di amore purissimo e difficile da trovare, ci si sceglie senza pretendere nulla, senza che la biologia, l’odore la carne decida, ma solo per affinità elettiva. Tu hai trovato in questa amica questa affinità e hai ragione a parlarne piano come se fosse una cosa di cui avere cura, ma non è affatto fragile e le cose che durano come gli amori d’altra parte sono quelle che superano la priva del tempo, del riuscire a parlarsi a distanza senza che nulla sia cambiato, senza che la confidenza possa svanire. Sono felice per te voi, fa bene leggere di queste bellezze in questi giorni di reclusioni.

  4. L’amicizia credo non abbia età, e molto dipende dalle circostanze.
    Non puoi ovviamente entrare in amicizia con chi non hai mai incontrato in vita tua, ma gli incontri avvengono in continuazione. Ti può accadere sui banchi universitari, in vacanza, sul posto di lavoro, o per puro caso. Io ho amici conosciuti anche a 30-40 anni, e me li tengo stretti.

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