Scene da supermercato

Passato il periodo di saccheggio dei supermercati, oggi fuori dagli ingressi si formano delle file chilometriche, ordinate, silenziose. Tranne, probabilmente, qualche caso sporadico che fa imbestialire. Testimonianza diretta di mio padre, incaricato di fare la spesa settimanale da solo, secondo ordinanza, e partito di casa alle sette e mezza del mattino per mettersi in coda.

Dietro di lui si sistema, armata di carrello, una signora di mezza età dall’aria spazientita. Ma in fondo cosa vuoi mai immaginare, siamo tutti sulla stessa barca, con le stesse mascherine, le stesse paure, la stessa nostalgia per la normalità. Ricordiamo tutti i bei tempi in cui ci si menava per l’ultimo pacco di biscotti, o si andava a caccia dei nuovi Nutella biscuits come se fossero lingotti d’oro. Ma quella signora, evidentemente, aveva più nostalgia degli altri.

“Io due ore e mezza di fila non me le faccio!”. Beh, signora, lasci che le spieghi, le vede tutte queste persone? Le sembra che siano contente di dover stare in fila per due ore e mezza? Non direi. Le pare che stiano gridando come bambini pestando i piedi davanti a tutti? No, certo che no. Per cui, si metta serenamente in fila e aspetti il suo maledetto turno, come vuole una buona norma di convivenza civile.

“Io lavoro in ospedale, dovete farmi entrare!”. Al che uno si fa un esame di coscienza, il suo cuore dice di farla passare, ma secondo il detto fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Un ragazzo chiede alla suddetta signora una prova di quanto sostiene, e al rifiuto di lei viene chiamata la guardia giurata per verificare i suoi documenti. Che violazione ignobile, direte voi. Ma quella signora non lavorava neanche lontanamente in un ospedale. Ha mentito su una cosa tanto grave, e per cosa? Per non fare la fila davanti al supermercato.

Vorrei smetterla di arrabbiarmi per certe cose, ma vanno talmente oltre la mia capacità di comprensione che non ci riesco. Non solo mi arrabbio, io mi infurio. Per tutti quei medici, infermieri, operatori sanitari che lavorano giorno e notte, che a stento tornano a casa, e che non possono nemmeno abbracciare le persone che amano, perché il loro compito è quello di salvare vite. E questa sottospecie di essere umano si finge dottoressa, senza alcun ritegno, e senza provare neanche una briciola di vergogna. Probabilmente non ha nemmeno idea di che cosa significhi lavorare in ospedale, essere costretti a turni massacranti, nei reparti di terapia intensiva, con il rischio di ammalarsi e sì, anche morire, perché nessuno è un cazzo di supereroe. Quella signora abusa impunemente di una professione che non le appartiene, per uno scopo infimo, e con una assoluta, vergognosa e agghiacciante mancanza di rispetto. Mi dispiace che sia una mia concittadina. Mi dispiace che sia una mia connazionale. E mi dispiace per lei, perché nella sua visione del mondo non riesce a scorgere i sacrifici che la comunità sta facendo, l’impegno che ci sta mettendo, e le migliaia di persone che non siamo riusciti a salvare. No, il suo problema è la fila al supermercato.

Ma non mi devo arrabbiare, no….

32 pensieri su “Scene da supermercato

  1. ecco, io appiopperei multe anche agli pseudofurbetti come la suddetta signora, perchè l’educazione civica se non l’hai imparata con le buone servono metodi più rigidi

  2. E invece bisogna arrabbiarsi e anche tanto! E queste sottospecie di umani bisogna anche mandarle a quel paese! Sonoramente! Perché è nella nostra buona educacazione che esse proliferano!

  3. A me spiace condividere lo stesso ossigeno con certi elementi.
    Diamole l’attenuante dello stress, anche se il suo è stato un gesto veramente brutto ed egoista.
    Forza Penny, conta fino a 242653893 e fai un bel respiro profondo 😉

  4. Arrabbiarsi nuoce solo a noi stessi, bisogna ridurre queste persone a esseri piccoli e insignificanti con la dimostrazione della differenza fra loro e chi sta lavorando, e morendo, per il futuro che poi abiteranno anche loro. Grazie Penny comunque perché condividere è sempre essenziale. 😉👍

  5. Forse perché sono vecchio davvero, ma io non mi meraviglio e neppure mi arrabbio più. Sono anni che manca il “rispetto” anche da parte dei governanti nostri verso il cittadino. Quella è una di quelle donne che direbbe che: “Bisogna farsi furbi”. Non credi un pochino che sia la furbizia quella che ha danneggiato molto la nostra Nazione?
    Molti medici faticavano molto anche prima… ma nessuno li ascoltava. Ora… forse è cambiato qualcosa?
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

    • Certo che è la furbizia a danneggiare, e penso che in tutta questa emergenza drammatica qualcosa ci ha fatto aprire gli occhi su tante cose. Ora non so se qualcosa cambierà, probabilmente torneremo alle stesse vite di prima e dimenticheremo questa esperienza, ma se esiste anche solo una possibilità di trarne una lezione, io mi auguro davvero che accada

  6. Imbrogliare per non fare la fila.
    Mi ricorda un po’ la storia della signora che ha scoperto che al suo supermercato erano disponibili i panetti di lievito di mezzo chilo. Si è recata al supermercato in questione e, sentendosi chiedere di limitare a due pezzi il suo acquisto, ha dovuto rimetterne sullo scaffale quattro (sì, ne aveva messi sei nel carrello… tre chili di lievito).
    Allora la nostra signora, più furba del cattivo supermercato che limita la sua libertà, è tornata a casa (difronte al supermercato), si è cambiata d’abito ed è tornata al supermercato per acquistare altre due confezioni di lievito, assicurandosi di pagare con un altra cassiera. In tutto ha ripetuto questa cosa cinque volte.
    Ora, non solo mi chiedo che se ne faccia di cinque chili di lievito, ma mi chiedo anche perché ha trovato opportuno vantarsi della sua furbizia su Facebook (salvo poi prendersela quando la gente le ha dato dell’ingorda incivile).

    • No vabbe non ci posso credere… 😂 mi viene quasi da ridere per tanta follia! Ma si può essere davvero così? Incuranti delle regole, anzi, peggio, impegnati a trovare sempre un modo per aggirarle? Resto allibita

      • Assolutamente.
        E non è l’unica, a quanto pare. C’è gente che pubblica foto del suo “bottino” di lievito… 4kg, 5kg, 30 pacchetti… manco fosse cocaina.

        In comune hanno tutti che quando vengono rimproverati per la loro inciviltà si indignano e parlano di “mancanza di rispetto”.

      • Ecco perché sto lievito non si trova… mah, mi sembra che si ragioni al contrario, una ripassatina al concetto di rispetto non farebbe male

  7. E’ capitato proprio l’altro giorno a mio marito, che è medico, di sentire uno in fila (che per fortuna era breve) dire… “eh che… azz… perché i medici e gli infermieri devono passare per primi saltando la fila? Anche io lavoro e mi faccio il mazzo… quindi?”… mio marito non ha detto nulla proprio perché c’era poco da aspettare, però è per farti capire quanta ignoranza c’è in giro. La prossima volta, però, parlerà all’idiota di turno, perché a sto punto da idioti devono essere trattati… sai com’è, potresti anche capitare in ospedale e se ti riconosco manco ti curo… cretino…. Un abbraccio Penny 🙂

  8. In questo periodo, proprio ora che tutti sperano nell’ora d’aria, la signora in questione invece di starsene buona buona ha pensato bene di tirar fuori tutta la sua naturale arroganza, la sua mancanza di educazione civica e non solo. Altrochè se fanno arrabbiare certi comportamenti!!!

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