7 donne acCanto a te – Il concerto di Fiorella Mannoia

7 donne - AcCanto a te - RAI Ufficio Stampa

A settembre sette cantanti italiane calcheranno il palco dell’RCF Arena di Reggio Emilia. Sarà un concerto interamente dedicato alle donne, i cui proventi andranno a favore dei centri antiviolenza. Sono sette grandi voci, ma in egual modo sette grandi persone, che hanno deciso di donarsi in difesa dei diritti e dei giusti valori: Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia, Elisa, Gianna Nannini, Emma Marrone, Laura Pausini e Giorgia. Un evento a cui non potrò partecipare, ma di cui avrei sicuramente voluto i biglietti, anche solo per il messaggio e per il senso della donazione. Oggi, in attesa di quella data speciale, sono in programma in televisione i concerti di quelle sette donne. Per sette settimane, su Rai3, ogni sabato sera verrà trasmesso uno spezzone di un’ora, con il meglio del loro ultimo concerto.

Sabato 28 marzo. Fiorella Mannoia. Arena di Verona, 2017. Combattente – Il Tour. 

Nella mia testa penso sempre che in pochi, sotto i trent’anni, conoscano Fiorella Mannoia. Io sono tra quelli, e sarà che mio padre l’ha sempre ascoltata, sarà che alcune sue canzoni sono immortali, sarà anche il fatto che come interpreta lei, secondo me ci riescono in pochi. Ma l’ultimo album di Fiorella Mannoia lo ritengo bellissimo. Scritto bene, di una profondità rara, con un filo conduttore a tenerlo insieme, lavorato come una perla grezza da inserire nella collana. Ci sono frasi stupende, ritornelli che ti rimangono in testa, ma che non sono soltanto orecchiabili, no, hanno un qualcosa da dire, e non sono messi lì a caso. Il brano che dà il titolo all’album, “Combattente”, è un inno grandioso alla voglia di lottare per cambiare le cose.

È una regola che vale in tutto l’universo
Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
E anche se la paura fa tremare
Non ho mai smesso di lottare

Ma all’Arena di Verona, sotto un diluvio incessante, Fiorella Mannoia ha regalato al pubblico un bellissimo spettacolo. Dai vecchi successi storici come “Caffè nero bollente”, “Quello che le donne non dicono”, o la magistrale interpretazione di “Sally”, per poi arrivare a quel brano portato a Sanremo nel 2017, con cui ha sfiorato la vittoria classificandosi al secondo posto. “Nessuna conseguenza” tratta il tema della violenza contro le donne, ma si allontana dalle visioni cupe e negative, va a raccogliere tutta la speranza, tutto il coraggio, tutta la forza che una donna a volte dimentica di avere. E’ un brano con un lieto fine, che emana luce, e che ti investe con la sua voglia prepotente di vivere, e di cambiare le cose.

E invece pensa nessuna conseguenza
Di te so stare senza
Non sei necessario alla mia sopravvivenza
E invece pensa, io non mi sono persa
Di quel che è stato non resta
Nessuna conseguenza

Su quel palco, nella magica Arena, Fiorella non fa quasi mai cantare il pubblico, ma si esibisce per lui, immergendosi nelle canzoni dalla prima all’ultima parola, precisa nell’intonazione, e intensa, emozionante, capace di dare sempre il giusto peso ad ogni frase. Non è, o comunque non sembra a me, una di quelle artiste che si racconta a parole, o che spende interi minuti a scherzare, ed è raro che sia così. Ma questo credo renda i suoi concerti qualcosa di unico. Mi piace quando al primo posto viene messa la musica, quando non vengono dimenticate le vecchie canzoni, quando il pubblico canticchia, ma è la voce dell’artista a guidarlo, aggiungendo emozione all’emozione di chi è sotto al palco. E mi piace quando sono gli artisti stessi a provare quell’emozione. Sul finale di “Le parole perdute”, quando i coriandoli bianchi inondano l’Arena, Fiorella non riesce a trattenere le lacrime, e quella magia, quella di un anfiteatro illuminato, colmo di gente in piedi, e una cantante commossa davanti al suo stesso spettacolo, ecco, è una magia che riesce ad attraversare anche lo schermo del televisore. Non sarà la stessa, non ci sarà dato di vedere tutto il concerto, ma in un’oretta di tempo vuota, penso valga la pena guardarlo. Non accade tutti i giorni di poter godere di un buon concerto, di pura musica suonata dal vivo, e accompagnata da immagini in successione sullo sfondo, a sottolineare il significato di ogni brano, che a volte sfugge ma che spesso, se non sempre, è fondamentale conoscere.

Il taglia e cuci per mettere insieme il meglio del concerto di Verona conserva intatto il finale, con quel mostro sacro che è “Quello che le donne non dicono”. Un inno dedicato alle donne tra i più noti, tra i più cantati a squarciagola, tra i più toccanti e ben scritti, secondo un personalissimo parere soggettivo. Ma ogni volta mi sento inglobata in quel testo, raccontata da quelle parole, inclusa in una dedica universale per tutte le Donne, nessuna esclusa, che non ha mai smesso di emozionare, e di trasmettere verità.

Siamo così, dolcemente complicate
Sempre più emozionate, delicate
Ma potrai trovarci ancora qui
Nelle sere tempestose
Portaci delle rose
Nuove cose
E ti diremo ancora un altro sì

Post scrittum: pagherei oro per invecchiare come Fiorella Mannoia, 65 anni ma dimostrati quindici di meno, neanche l’ombra di una ruga, alta e magra come vorrei essere io, e con l’energia e lo spirito di una ragazzina. Chapeau.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. tonycitylights ha detto:

    Ho visto la presentazione a Sanremo. Sarà un bell’evento.
    La Mannoia è la migliore interprete che abbiamo al momento, togliendo Mina ovviamente. A parte le canzoni cucite per lei, quando interpreta gli altri lo fa divinamente. Due su tutti, Dalla e Vasco. Ma anche altri.

    1. Ehipenny ha detto:

      Lo penso anch’io 🙂

  2. tonycitylights ha detto:

    Oggi è il compleanno 😊

  3. Kikkakonekka ha detto:

    Credo che ogni donna vorrebbe a 65 anni assomigliare a Fiorella Mannoia, la quale è bene dirlo è sempre stata sportiva ed attenta alla cura del corpo. Nulla avviene per caso.

    Riguardo al concerto… settembre è lontano, speriamo si possa fare.

    1. Ehipenny ha detto:

      Esatto, e da uomo probabilmente vorrei essere Gianni Morandi, 75 anni e corre più di me 😅

  4. Paola Bortolani ha detto:

    Io ho una vera passione per Fiorella Mannoia (che è bravissimissima, e un po’ rifatta). Sono però sempre molto toccata quando penso che Quello che le donne non dicono è stata scritta da un uomo

    1. Ehipenny ha detto:

      Non sapevo fosse rifatta 😅 Quello che le donne non dicono è un piccolo capolavoro, e una parte è proprio derivante dal fatto che è stata scritta da un uomo

      1. Paola Bortolani ha detto:

        L’avevo vista anni fa e aveva il collo molto rilasciato. In ogni caso è un “rifatta” equilibrato, ha fatto sparire un difetto persino esagerato per la sua età, ma ha resistito ai labbroni-canotto 😉

      2. Ehipenny ha detto:

        Per fortuna direi 😅

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