#IORESTOACASA – Tag

Salve a tutti, a voi una piccola iniziativa. Insieme a Oltre il cancello e Citylights abbiamo avuto idea di creare questa campagna informativa coinvolgendo i blog di WordPress, per sensibilizzare la gente a rimanere a casa. Si tratterà di creare un post specifico sull’argomento, utilizzando l’immagine qui presente e, se possibile, nominare altri blog per invitarli a fare altrettanto, in un numero a piacere. A voi totale libertà di espressione, ma uniti per combattere un nemico comune. Grazie a tutti quelli che parteciperanno.

Ogni mattina il mio sguardo si posa sulla finestra, su quelle poche fessure che filtrano una tenue luce primaverile. La osservo, mentre gli occhi si abituano all’oscurità violata, e comincio a fantasticare sul mondo esterno, su quella vita che nonostante tutto continua, e ci regala ogni giorno nuove nascite, nuovi colori. Prima di andare in cucina, sollevo delicatamente la tapparella, socchiudo la finestra e lascio entrare un soffio d’aria fresca. Mi colpisce un silenzio immacolato, le strade che ancora dormono, e il cielo azzurro che ci avvolge come un caldo piumone invernale.

La colazione è un rituale, un momento di riflessione, in cui posso sedermi con il pigiama ancora addosso, prepararmi il caffè, e leggere il pensiero quotidiano del calendario filosofico. Nessun notiziario, nessuna emozione negativa, ogni giornata comincia con un raggio di sole, e non può guastarsi per una voce senza un corpo, che annuncia numeri, previsioni, interventi governativi.

Mentre soffio sul caffè bollente, guardo fuori da un’altra finestra. Una nuova prospettiva, rivestita dello stesso silenzio, della stessa strana immobilità. Eppure qualcosa si muove. Sono le case che si rianimano, cuori battenti delle città desolate, famiglie riunite, che riscoprono giorno dopo giorno il piacere di stare insieme. Si buttano fuori i problemi come si scrollano i tappeti, e sempre da quelle stesse finestre che sono quasi uno specchio, perché siamo tutti guerrieri in tempi di pace, con la stessa divisa incolore.

Nel vicolo senza uscita, un padre gioca a pallone con i propri figli. Non gridano, anzi, sembrano quasi portare rispetto alla fragile quiete, correndo leggeri sull’asfalto, attenti a non rompere il cristallo invisibile con una risata sgraziata. I miei occhi si incantano a guardare i bambini, così inconsapevoli, così innocenti, e paradossalmente così felici di essere a casa. Loro non sanno cosa succede, non possono concepire nella loro testa un nemico invisibile, un fantasma, che non può essere sconfitto da un supereroe.

Nella villetta di fronte, un cane percorre il giardino lungo tutto il perimetro. Si chiama Luna. Lo so perché un paio di volte mi è capitato di origliare dalla finestra. E’ un golden retriever color caramello, bellissimo, ma sembra quasi che la pigrizia di questi giorni gravi sulle sue spalle, e lo renda annoiato, un po’ come noi, che vaghiamo per casa in cerca di un impegno urgente. Siamo abituati a correre, uomini e cani, ma di questi tempi ci è stato chiesto di rallentare, di sederci a riposare. La padroncina adolescente gioca ancora a basket, con quel canestro di plastica che ho visto scaricare davanti a casa anni fa. Ma il pallone rimbalza fuori tempo, come se fosse sgonfio, o desideroso soltanto di rotolare.

I colori. Ah, i colori della primavera, sono un quadro in divenire che sbatte contro la mia finestra. Non si potrebbe chiedere panorama migliore, o soggetto da fotografare, perché il mondo è come un corpo in posa, sinuoso e seducente, che non siamo mai stati in grado di apprezzare. Abbiamo vissuto gran parte del tempo con le tapparelle abbassate, in una gabbia rotante e proiettata al futuro, scagliata a gran velocità sui binari delle nostre agende occupate. Non abbiamo mai osservato il mondo attorno a noi, gli alberi in fiore, le margherite appena nate, le api che danzano nell’aria, e il profumo inebriante dei boccioli non ancora schiusi.

Noi, che restiamo a casa, e che abbiamo abituato gli occhi ai colori asettici degli schermi, possiamo sollevare quelle tapparelle, aprire quelle finestre, ed esplorare l’infinito orizzonte che s’apre di fronte a noi. Chissà quanti piccoli particolari che non abbiamo notato. Chissà quante persone, dietro quelle finestre, che s’affacciano a spiare il mondo in continua evoluzione, il solo che non ha mai avuto fretta, e che oggi continua a camminare.

Come quell’anziano che porta fuori la spazzatura, e magari solleva lo sguardo verso le nostre finestre, con un accenno di saluto, perché lui sa che cosa significano i sacrifici. E allora in quel saluto c’è di più. C’è coraggio, forza d’animo, speranza, pensieri che si liberano nella brezza primaverile, e che penetrano nelle nostre case dalle finestre aperte, da quelle stesse finestre a cui ci appoggiamo mentre beviamo il caffè.

Invito a partecipare a questa iniziativa, se ne avessero voglia, i miei più assidui lettori:

J Il pensator cortese

Quarchedundepegi’s blog

Non sono ipocondriaco

Alemarcotti

Evaporata

Atti effimeri di comunicazione

LeggimiScrivimi

Ci vuole un fiore

Lascia vivere il pensiero…

Non Solo Campagna

25 pensieri su “#IORESTOACASA – Tag

  1. wow mi sono commossa, in più punti mi è venuto il magone e il pizzichio agli occhi… come mi capita di tanto in tanto, in questi giorni, quando leggo certe notizie… ma il tuo vicino anziano “che porta fuori la spazzatura, e magari solleva lo sguardo verso le nostre finestre, con un accenno di saluto, perché lui sa che cosa significano i sacrifici.” lui più di tutti mi ha fatto scendere una lacrimuccia…
    Bellissime parole, complimenti!
    Effettivamente oggi qui da noi oggi c’è un silenzio assordante, solo qualche abbaiare di cane e le ambulanze che passano (abito nei pressi di un ospedale). tutto sembra surreale e congelato!
    Raccolgo il tuo invito e scrivo un articolo.. non so se oggi o domani… ma io ci sono!
    Bellissima idea, bellissima iniziativa, grazie per aver pensato a me ❤

  2. Sai quanto sia un tuo tifoso spassionato ma quello che hai scritto qui va oltre tutto ciò che di tuo abbia letto fino ad ora.
    Grazie Penny.

  3. Penny, al di là del significato che stiamo cercando di dare a questa iniziativa, tu hai scritto una “storia” bellissima. Tu hai scritto la realtà, la verità, hai trasmesso il bisogno di riconoscersi più uniti che mai, domani. E grazie per essere salita su questo treno che ieri sera ho proposto, con un po’ di timore pensando di non essere preso in considerazione. ❤️

  4. Ciao Penny, grazie per il pensiero, ma io non posso partecipare, perché io NON sono a casa.
    Il mio lavoro è compreso tra quelli “essenziali” per cui continuo come prima, con molte accortezze in più.
    Speriamo bene.

    • Mi ricordavo, ma anche dopo il decreto del 22? Comunque l’iniziativa è rivolta al non uscire senza un motivo, so che non è cambiato granché ma se volessi scriverci qualcosa ugualmente sentiti liberissimo:)

  5. L’ha ripubblicato su civuoleunfioree ha commentato:
    Ringrazio Ehipenny per questa preziosa iniziativa. Sarebbe bello vedere il Post in tanti Blog amici. Sarebbe bello unire le nostre energie di speranza e fiducia, sicuri che poi…tutto sarà più vero e gioioso. Un abbraccio dal cuore! Nives

  6. Pingback: #Iorestoacasa Tag – Evaporata

  7. Pingback: #IORESTOACASA – Tag | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

  8. Pingback: La piadina – Atti effimeri di comunicazione

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