Emergenza buonsenso

Che poi, magari, dico io eh, dopo una bella gita in Cina, un controllino prima di iniziare a vagare e incontrare gente, non vi viene in mente? E magari senza intasare un pronto soccorso, dato che esiste un numero di telefono apposito da contattare.

Chiamasi buonsenso. Io se ho un minimo raffreddore sto a distanza pure dalle piante.

Inutile pretendere ordinanze e frontiere chiuse, se poi non capiamo una semplice regolina di convivenza.

25 pensieri su “Emergenza buonsenso

  1. Purtroppo in tanti pensano… ma vuoi che capiti proprio a me?… Sì, purtroppo può capitare anche a te, emerito ignorante, in particolar modo se sei venuto in contatto con situazioni a rischio…. il problema nasce quando il virus è asintomatico e non sai di averlo. Sono piena di medici in famiglia, quindi so di cosa sto parlando e sono un po’ preoccupata (io che sono l’ottimismo fatto persona). Buona serata Penny 🙂

    • Ma proprio per questo motivo ci vorrebbe del buonsenso! Non so non mi capacito di come anche davanti a un pericolo del genere si ragioni ancora con “a me non capiterà mai”…

      • Infatti, hai completamente ragione. Mio marito, che lavora in un pronto soccorso in Veneto, è stato lasciato a casa proprio stamattina per rischio corona virus. E non credo passerà molto tempo prima che la popolazione venga avvisata. E tu non sai che nervoso nel leggere ancora tante stupidate soprattutto su Facebook…. 😦

      • Io evito se no mi viene l’ulcera… a parte che anziché diffondere le informazioni utili, i comportamenti da tenere o il numero da chiamare, la maggior parte accusa le autorità, diffonde odio, scherza su un presunto apocalisse… ma dico io, vi pare il momento? Scusa la franchezza ma questa situazione mi pare surreale

  2. Già, hai ragione da vendere. Ma le case farmaceutiche sono le prime a fare pubblicità ai loro farmaci che se hai l’influenza, ti basta prendere X Y Z e poi esci pure, vai a ballare, in ufficio, al cinema e infetta chiunque ti sia vicino…Un paio d’anni fa ero in farmacia e il titolare era felice perché con l’influenza avrebbe venduto più farmaci, si è scusato con me, in seguito alla mia rispostaccia fuor dai denti.

  3. Leggo che il trentottenne, che era stato a cena con un collega rientrato dalla Cina, si era recato in PS dove gli avevano diagnosticato una normale influenza rimandando a casa. Poi si è aggravato… Ma nel frattempo, quando il virus era ancora in incubazione e quindi non presentava sintomi, aveva già contagiato altre persone, tra le quali la moglie incinta. Se non presenti sintomi, ovvio che continui a condurre una vita normale, però sei comunque contagioso.

    • Infatti il 38enne non ha chissà quali colpe, ma chi tornava dalla Cina avrebbe dovuto sottoporsi a dei controlli almeno volontariamente, per come la vedo io. Poi è inutile andare a caccia di un colpevole in una situazione simile, è importante dialogo e coordinazione

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