Ad essere sinceri, sono sensibile

A tutto. Forse a troppe cose, perfino al meteo sbarazzino che confonde le stagioni. O al vento. Sono sensibile a ciò che non esiste, ai complotti che non ci sono, alle parole che io fraintendo per paura. I famosi film mentali. Capito? Le mie fantasie dolorose che invito a tormentarmi. Sono sensibile all’amicizia. Nel senso che mi affeziono, che do tutta me stessa, che farei di tutto per non perderla. A volte ho la sensazione di esserci attaccata con gli artigli, senza rendermi conto dei graffi sanguinanti che lascio dietro di me. Sono sensibile agli altri, alla loro vita, al confronto con la mia. Mi capita di sentirmi il brutto anatroccolo, perché ci sono cose che io non ho, esperienze che io non ho, persone che io non ho. Lo so che non dovrei provare quest’invidia accecante, perché in fondo ciascuno percorre la propria strada, e trova i funghi che crescono nella zona. Ma a volte non mi sento capita da nessuno. Come se la mia sensibilità fosse unica nel suo genere, e calpestabile come uno zerbino. Io mi tengo spesso tutto dentro, raccolgo il grano ma impasto di nascosto, con una fatica disumana per farmi grossa e celare la realtà. Vorrei che qualcuno mi scoprisse. Che qualcuno mi rubasse una delle tante maschere che mi incollo alla faccia. È ridicolo. Sono sensibile alle risposte alle mie domande, sono sensibile ad un sì o ad un no, sono sensibile ai perché mancanti, o alle bugie che mi vengono regalate. Sono sensibile alle notizie del mondo, alle guerre lontane, ai disastri, alle morti sconosciute o senza nome. Se andassi avanti, forse risulterebbe che sono io sono sensibile anche all’oroscopo. O ai tarocchi. In effetti, sono sensibile al cielo, al cielo grigio che mi mette tristezza, come un volto che piange mi suscita compassione. E ci ripenso per ore, come si ripensa ad un temporale più violento del solito. Sono sensibile alle mancanze, alle distanze, ai silenzi, alle persone che perdo di vista, perché un poco credo sia anche colpa mia. Se penso a chi c’era e adesso non c’è più, mi viene spontaneo ricordare i bei momenti trascorsi assieme, anche se dovessero essere solo pochi minuti. E la mia sensibilità mi fa soffrire, perché mi mostra con chiarezza ciò che ho perduto. Le occasioni che ho lasciato andare… Le coincidenze che non ho sfruttato… Sono sensibile alle intemperie, ai litigi, anche ai botta e risposta astiosi dovuti al momento. Se fosse per me, ci sarebbe sempre il sole, su ogni rapporto. Ma purtroppo devo continuare a sentirmi ferita per ogni rifiuto, delusa da ogni abbandono, triste per ogni sconfitta, e gelosa con troppi sensi di colpa se gli altri realizzano i miei sogni al posto mio. È tutto complicato. A volte mi chiedo come sarebbe diversa la mia vita, se fossi insensibile. Potrei mandare a quel paese la gente. Potrei usare le persone per i miei scopi. Potrei procedere come un carro armato. Ma non sarei io. Felice anche sotto la pioggia… Ma mi ci vedete? A combattere con le unghie e con i denti per le mie ragioni… Ma quando mai? Semplicemente sono sensibile, e non so che cosa farci. Non posso spiegarlo a chi non capirebbe, non riesco a spiegare che ci sono cose che mi fanno male, che anche solo un tono di voce o il soprannome che mi viene dato, per me significa tanto. A volte troppo. Sì. Ma se una persona è sensibile, fa caso a qualsiasi cosa. Ed ogni volta è come se stesse ferma sulle strisce pedonali, ed una macchina dopo l’altra le sfiorassero il viso con il rischio di colpirla. La sensibilità comporta questo: comporta il rischio di farsi più male degli altri. Comporta più sangue, più emorragie. Comporta quella sensazione di incomprensione, come se nessuno sull’intero pianeta fosse in grado di capire. Io sono sensibile a me stessa, alla mia stessa sensibilità. Se si potesse strappare via come un vestito, forse lo farei. Se potessi almeno dimenticarmi di averla, come ci si dimentica della propria ombra quando piove, ecco… forse a volte mi sentirei meno sola. Meno unica. Dicono che sia un pregio, ma rende tutto così difficile. Avete mai provato ad essere così straordinariamente sensibili? Come quando il calzino batte sul tallone, e dopo mezz’ora è già sorta una vescica enorme e dolorosa. Accade la stessa cosa. Alla prima sensazione, le idee cominciano a lavorare, le paure ad essere alimentate, le emozioni ad esplodere. Con il senno di poi… Ah, con il senno di poi ognuno vivrebbe un’altra vita. Ma chi è sensibile rimarrebbe sensibile. No? Io lo sono. Al sale e allo zucchero. All’aspro e all’amaro. Sono sensibile anche se so chi mi vuole bene, chi resta al mio fianco, chi sarebbe disposto a rimanere sveglio per me. Non è bello: ti fa apparire la persona più insicura del mondo, ti fa sentire la persona più stupida del mondo. E forse la verità è che sono insicura, ma non lo voglio dimostrare. Forse la verità è che sono anche stupida, perché non lo voglio dimostrare. Non mi piace la parola: insicura. È come un invito a travolgermi, perché tanto non saprei difendermi. Così preferisco dirmi sensibile, senza spiegare che io ho semplicemente paura di perdere. Non di perdere un gioco. Di perdere una persona. Di perdere un’occasione. Di perdere tempo. Di perdere pezzi di vita. O la vita.

20 pensieri su “Ad essere sinceri, sono sensibile

  1. Come siamo simili cara Penny! 😀
    Ti dico ciò che mai nessuno mi ha detto: sei speciale e unica così come sei, perché sei te stessa.
    Non è colpa di nessuno se ognuno di noi ha il proprio percorso, è difficile levigare il proprio carattere per stare bene con gli altri e non sempre ci si riesce. Io per prima. Imparerai tante cose restando sulla tua strada, non preoccuparti.
    Non dimenticarti mai dei tuoi valori e del tuo valore. 🤗

    • Grazie mille del messaggio davvero!E dovresti rivolgerlo anche a te stessa, so che è difficile perché io sono la prima quindi te lo rigiro io: difendiamo i nostri valori che ne vale la pena 😘

  2. Sei solo molto giovane. Diceva Milan Kundera nell’Insostenibile leggerezza dell’essere, come andrebbero diversamente le cose, e la vita, se si avesse una seconda occasione. Sei una bella persona, e questo tienitelo stretto, vedrai che piano piano tutto si dipanerà. Ti abbraccio 🙂

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