Come la caccia alle streghe

Avete presente quel periodo storico, quello di parecchi secoli addietro, quello in cui gli uomini puntavano il dito, e altri uomini agivano, armati, senza un processo e al centro della piazza?

Avete presente il passato, quello lontano, in cui l’uomo di potere poteva tutto, arrestare un innocente, umiliare il più debole, esiliare lo straniero, e fermare il suo braccio non era possibile, perché portava una divisa, uno stemma, un bastone in mano?

Avete presente la caccia alle streghe, picchiate, torturate, bruciate, soltanto perché qualcuno aveva detto un nome, soltanto per paura, per ignoranza, per cecità?

Avete presente la caccia agli ebrei, la reclusione nei ghetti, poi nei campi di concentramento, poi il loro sterminio?

Si inizia così.

Si inizia esercitando un potere che non ci spetta.

Si inizia oltrepassando i limiti, e nascondendosi dietro la maschera dell’uomo buono.

Si inizia così, fingendo che il cattivo sia lo straniero, il diverso, la voce fuori dal coro.

Si alzano muri al confine, si assumono esperti di menzogne, si mette alla gogna qualche capro espiatorio, perchè è così semplice dire al popolo che ha ragione, che quello là in piedi è un ignorante, che fanno bene loro a starsene seduti.

Ci si traveste da eroe, difensore dei deboli, avvocato dei giusti.

Ma anche da uomo comune, uno qualsiasi, che mangia pane e Nutella e porta i figli al mare.

Maschere, maschere, maschere.

Ammirevole è quella capacità di raggiro, perché è bastata una strategia, un malcontento da cavalcare, ed ora siamo arrivati a questo:

una signora che punta il dito, ed un politico che bussa alla porta di un uomo, colpevole?, forse, ma condannato in partenza.

Rigorosamente straniero, inquadrato dalle telecamere, perché il messaggio dell’eroe possa viaggiare più in fretta.

Ormai sono soltanto simboli, pacchetti regalo pieni d’oro.

I romani la chiamavano ars oratoria.

E che ci serva di lezione:

abbiamo creduto alle dita puntate di tanti eroi, abbiamo ammazzato streghe, ebrei, stranieri, ci siamo arrogati il diritto di condannare, di punire, di uccidere, soltanto perché abbiamo visto qualcun altro farlo,

ma oggi siamo di nuovo qui, a puntare il dito, a parlare di razze, certo, con più furbizia, perché sappiamo che l’ultima volta ci è andata male.

Ma il cattivo non erano le streghe, non gli ebrei, non gli stranieri.

L’odio è il cattivo.

Quell’odio che genera soltanto paura.

Quell’odio che non siamo riusciti a sconfiggere, e allora forse dovremmo ammettere che abbiamo fallito un po’ tutti.

E spaventa pensare che un nuovo eroe stia crescendo, perché non si sa mai come andrà a finire.

Sospetti, perquisizioni, violazione del domicilio, della persona, violenze autorizzate, arresti sulla base del nulla.

È così che la storia si è macchiata dei crimini più atroci.

Fingiamo di non vederlo, di non riconoscere quel pericolo, ci convinciamo che sarà diverso, che il passato è passato, che forse oggi è normale, ma no, non è normale, non è giusto, non è questo il futuro che ci meritiamo.

E dimentichiamo che i prossimi potremmo essere noi.

Per la religione, per la lingua, per l’orientamento sessuale, o per quello politico.

Dimentichiamo che un uomo potrebbe bussare anche alla nostra porta, e rendere noto al mondo il nostro nome e cognome, l’indirizzo di casa, le nostre presunte colpe, senza darci la possibilità di difenderci.

Potrebbe succedere.

Potrebbero entrare in casa e dire che siamo noi i cattivi.

E noi muti, perchè lo ha deciso un eroe, e l’eroe ha sempre ragione.

Ma non voglio credere a chi accusa senza avere la facoltà di farlo.

Non voglio credere ad un uomo che pretende di entrare in casa mia soltanto perché qualcuno gli ha detto di farlo.

Non voglio credere ad una giustizia senza processo, dove nessuno vuole ascoltare l’imputato, foss’anche il peggiore dei criminali del mondo.

Non voglio credere a chi punta il dito, io voglio credere a chi tende una mano al prossimo.

Io voglio credere nel futuro e nella pace.

Posso?

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Storia della colonna infame. Se Salvini, che è lombardo e ostenta una presunta fede cristiana, di degnasse almeno di leggere il buon vecchio don Lisander… Eh, ma è come chiedere a un asino di volare 🙂

    1. Ehipenny ha detto:

      “Leggere? Cos’è leggere?” 😂

  2. milesweetdiary ha detto:

    “Posso?” Devi, anzi dobbiamo credere e fare.
    Grazie!

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie a te! 🙂

  3. lisa ha detto:

    Miseria noi che ancora non abbiamo capito un cazzo e continuiamo a stare appresso a sta’ gente.
    “Date il potere a un idiota e otterrete un dittatore”.

    1. Ehipenny ha detto:

      Ecco, hai detto bene!

  4. Kikkakonekka ha detto:

    Spero che, tra qualche giorno, sappiate votare nel modo giusto.

    1. Ehipenny ha detto:

      So già come votare, speriamo..

  5. Evaporata ha detto:

    Gli si dà sempre troppa visibilità, ormai ha imparato che facenzo stronzate tutti parlano di lui. :-/

    1. Ehipenny ha detto:

      È una visibilità sbagliata, lo si esalta anziché condannarlo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.