In famiglia

Ho scoperto che il 25 dicembre molti ragazzi e ragazze vanno a ballare in discoteca. Fino alle tre o quattro del mattino. Dopo il pranzo di famiglia e i regali da scartare. Il giorno di Natale.

Io finisco di mangiare alle quattro, torno a casa alle cinque, mi spiaggio sul letto, e la sera guardo un film con i miei genitori. Con quale forza e quale voglia dovrei uscire, vestirmi elegante, scatenarmi in mezzo alla calca e tornare alle quattro del mattino, io non lo so.

Va bene tutto, ma non il giorno di Natale. Ci sono 364 altre serate a cui prendere parte, e non muore certo nessuno se per una volta restiamo a casa, in tranquillità, con la famiglia accanto a noi. Non comprendo la necessità di uscire ad ogni costo, il bisogno impellente di andare a ballare, e non capisco come gli altri genitori non ci restino male, perché la prima a sentirsi in colpa sarei proprio io. È la rinuncia di una sera, e lo faccio con il cuore. Un giorno forse passeremo il Natale lontani, in fondo succede, è la vita, e penso che allora sarò fiera di essere rimasta a casa, a guardare un film insieme a loro, e di essermi goduta appieno quella giornata cosi speciale. Non lo capisce quasi nessuno, ma non importa. Forse ci sono valori che vedo soltanto io. Forse siamo tutti chiusi nelle nostre idee, e ci riesce difficile metterci nei panni dell’altro. Forse dev’essere così.

Ma sono felice di sentirmi un alieno in casa mia. Circondata di affetto da parte della mia famiglia, e degli amici che, come me, sono rimasti a casa.

7 pensieri su “In famiglia

  1. Premetto che non non vado in discoteca e non lo ritengo divertente, a difesa di chi si svaga il 25 dicembre devo dire che è un giorno festivo seguito da un giorno festivo: un caso abbastanza raro nel corso dell’anno. Non penso si possa davvero parlare di altre 364 serate libere… Dove lavoro io siamo chiusi solo 5 giorni l’anno, per esempio, è normale lavorare sabato e/o domenica: in molte sere non sarebbe fisicamente fattibile uscire, troppa stanchezza o necessità di alzarsi presto. Paradossalmente, è più facile stare con la propria famiglia per una serata tranquilla anche se il giorno dopo si va a lavorare, ma divertirsi fino a notte fonda no. Ribadisco, io Natale sto con la famiglia, ma posso capire chi decide di “invertire” la regola. Poi se non badano MAI agli affetti per andare a sballarsi sempre, quello è un altro discorso.

    • Certo, è un discorso giustissimo in questo caso, il mio andrebbe contestualizzato perchè parlavo di mie coetanee, la vita all’università è diversa e ti lascia ancora molto tempo libero, per questo mi è risultato strano 🙂

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