Io dico SÌ al tortellino – ORRORE!

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Sono fiera bolognese, e mi sento oggi chiamata in causa da una discussione sorta tra vescovi e politici italiani. Il grande dilemma? Se i tortellini al pollo, creati per chi non mangia carne di maiale, siano un crimine contro l’umanità. Testuali parole di Matteo Salvini:

“Per il rispetto, il vescovo di Bologna, manco un passante, ha lanciato i tortellini senza carne di maiale. E’ come dire il vino rosso in Umbria senza uva per rispetto. Vi rendete conto che stanno cercando di cancellare la nostra storia, la nostra cultura?”.

Ora, forse mi sfugge un nesso logico tra la variante del tortellino e la distruzione della cultura. Premesso che secondo me, se avessero riempito il tortello di riso per rispetto dei cinesi, nessuno avrebbe mosso un dito. Ma vabbè. Qualcuno ha forse abolito la ricetta originale? Qualcuno ha bussato a casa sua e lo ha costretto a cuocere i tortellini al pollo? È stata approvata una legge per decretare che il ripieno è stato cambiato? No, davvero, sono curiosa, magari non sono abbastanza informata.

E dire che noi italiani siamo ben strani. Abbiamo importato i fastfood, il sushi, la cucina cinese, il kebab, i ristoranti indiani, la pizza americana con l’ananas e il ketchup, abbiamo creato la carbonara senza uova, le lasagne vegetariane, gli hamburger vegani, le granite di ghiaccio e sciroppo, i panettoni senza canditi, la frutta ogm, serviamo carne irlandese, french fries, fish and chips, pane arabo… Ma i tortellini al pollo no. Quelli no. Quelli ci fanno incazzare. Quelli cancellano la nostra storia e la nostra cultura.

Io, bolognese di nascita, trovo che sia un bel gesto. Non diverso dall’offrire una pizza all’ananas a quei figli di Satana che la ordinano. È forse stata cancellata la pizza dalla nostra cultura? No.

Ma poi, scusatemi, sono anni che noi bolognesi soffriamo davanti ai tortellini cotti in acqua, o riempiti di ricotta, di salmone, di zucca, o conditi nei modi più folli, con la panna, con il pomodoro, con il ragù, con le verdurine, con il pesce, con i pistacchi, additittura li ho trovati alla CARBONARA! Eh, ma il pollo no. Il pollo ci fa incazzare. Il pollo cancella la nostra storia e la nostra cultura.

Brutto pollo cattivo.

È proprio vero che non ci sono più i tortellini di una volta…

E comunque se fare il politico significa disquisire di merendine, tortellini e bibite gassate, quasi quasi mi candido anch’io. Anzi, voto direttamente Bruno Barbieri, mio compaesano, che magari riesce a fare arrestare chi non cuoce i tortellini nel brodo di carne.

#salviamoiltortellino

Ma ma ma… COSA VEDONO I MIEI OCCHI? Cos’è questa tortura rossastra? Quei pezzi di carne che spuntano?

CON LA SALSICCIA?! I TORTELLINI VANNO SERVITI IN BRODO. IN. BRODO. SI LEGGESSE IL RICETTARIO DELLA NONNA.

Se volete fare i conservatori intransigenti e fanatici, informatevi e non insultate la cultura del tortellino. O per lo meno evitate un inctus collettivo a noi bolognesi. Eccheccazz. Quando è troppo è troppo.

29 pensieri su “Io dico SÌ al tortellino – ORRORE!

  1. Sul cibo stanno sempre a litigare. Ognuno ha la propria ricetta unica e originale immodificabile e sacra e tutto il resto è bleh, orrore, sia mai!! 😅 Si litigava già tanto prima che diventasse arma politica, non sentivamo il bisogno di questa nuova polemica. Comunque non so, mi fa paura la velocità con cui anche i gesti più innocui con attenta manipolazione possano essere interpretati come minaccia della propria esistenza, cultura, storia, passione o che dir si voglia. Io mi sento minacciata da ben altro, son sincera!😅

    Aaah per Barbieri amore indiscusso, il mio voto ce l’avrebbe!!🖤

    • Guarda, mi bastavano le discussioni con i modenesi su chi ha inventato il tortellino, mo’ ci si mettono anche solo con le varianti… diamo un brevetto a chi di dovere e finiamola!
      Ormai le vere minacce vengono banalizzate come “piccoli problemi” e ste – passami il termine – cazzate sembrano il male dell’universo mondo, ma io boh 😂

  2. accoglienza, integrazione anche in cucina.
    si ok, ci sono le pizze all’ananas… ma io sono per la non globalizzazione.
    anche nel cibo. infatti il sushi, la cucina cinese, il kebab, i ristoranti indiani, per me potrebbero chiudere tutti…sono in italia e mangio e bevo italiano, sono in giappone mangerò sushi, e se non mi piace dieta! 🙂

    • Anch’io preferisco il cibo del luogo, ma già che abbiamo importato da tutto il mondo e modificato ricette storiche, sono allibita da questa discussione divenuta politica, non ha senso 😅 detto questo sono una fanatica del sushi e fin quando non andrò in Giappone mi accontento di quello italiano hahah

  3. Bah, tortellini, tortelli, agnolotti, anolini, casozei, casoncelli, … tutte le paste ripiene con ogni ben di Dio, quelli cinesi, quelli mantovani, quelli bolognesi, piacentini, del monferrato, bresciani, ognuno ha la propria ricetta e ognuno può scegliere quello che preferisce o farseli in casa con gli avanzi degli arrosti, dei bolliti, delle verdure, con la ricotta, le patate, i fegatini, i funghi e quant’altro.
    E meno male che al giorno d’oggi abbiamo questa grande scelta…ma c’è sempre qualcuno che ci deve mettere il becco: fosse il povero pollo lo potrei capire.

  4. A me capitò un episodio simile alla recita di Natale di uno dei miei figli quando era in quarta elementare. Per iniziativa delle insegnanti fu modificato il testo di alcune canzoncine perché fossero inclusive per bambini e bambine di altre religioni. Ci fu anche lì lo scandalo (sollevato da pochi, strambi elementi per fortuna) e con lo stesso identico tono: “Ci vogliono rubare il Natale e le nostre tradizioni!” Bene: se anche il Natale deve essere fonte di divisioni, ma veramente al diavolo tutto, non ci meritiamo niente!

  5. Complimenti, proprio un bell’articolo: sei riuscita a spiegare e dipanare perfettamente il problema. Purtroppo c’è troppa gente ignorante in questo paese, pronta a fare polemiche inutilil così da non vedere i problemi seri – e non risolti. Ma l tortellino con la salsiccia è meraviglioso! Quello non gliel’ha contestato nessuno?

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