Ho riempito il sabato pomeriggio

Dopo la sessione d’esame di settembre, dopo giorni sui libri e i sensi di colpa quando mi distraevo, è arrivato il sabato. Quel sabato che anticipa l’ultima settimana di vacanza prima che ricomincino le lezioni all’università. E l’ho riempito così, con semplicità. Un libro da leggere, lasciato a metà perché dovevo studiare, “La luna e i falò” di Pavese. Il computer, per finire di scrivere tutti quei pezzi di testo lasciati a metà. Mio padre in cucina, a preparare il pranzo della domenica, e una playlist anni Settanta, Ottanta e Novanta che dalle casse giunge fino in camera mia. Stasera andremo a cena fuori. Sì, a vent’anni trascorro ancora qualche sabato sera con i miei genitori. Qualcuno dice che sono fortunata, qualcuno che è normale, qualcun altro che è strano. Embè.

A volte abbiamo bisogno di questo. Delle cose che ci fanno stare bene. Del coraggio di ammettere che non si è mai troppo grandi per un bel libro, qualche canzone immortale, un quaderno e una penna, la famiglia. Se ci è concesso, perché non approfittarne?

8 pensieri su “Ho riempito il sabato pomeriggio

  1. Hai ragione, bisogna fare quello che ci sentiamo di fare, perché godiamo la nostra vita se riusciamo a fare le cose che ci piacciono e poi…ad ascoltare le critiche della gente si finisce per non fare nulla.

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