È una soap opera

E quello no perchè anziché andare a lavorare beveva mojito con le cubiste al Papeete Beach.

E quello no perchè fa i capricci come un bambino che non vuole mollare la sua poltrona.

E Conte che intanto deve mediare con settecento persone, sgridare Salvini mentre bacia il rosario, placare Di Maio e i suoi dieci punti irrevocabili diventati venti, giustificare al PD la richiesta di alleanza dei pentastellati, che fino a un mese prima li insultavano come bestie infernali, interpretare l’appoggio solidale di Trump che non si capisce se sia una cosa positiva o meno… e il bello è che tutto questo potrebbe non servire a un bel niente: già, perché voi non lo sapete, non c’è scritto in Costituzione, ma a decidere se il governo si possa fare saranno gli iscritti alla piattaforma Russeau. Quando? Ai comodi suoi.

E l’economia è in stagnazione, è prevista crescita zero, aumenta la disoccupazione, calano i contratti a tempo indeterminato, mancano migliaia di insegnanti di ruolo, sono scesi gli ordinativi delle industrie, il Pil è rimasto invariato…

Ah ma una cosa è aumentata! Sì, i morti sul lavoro.

Sentite, facciamo che vi organizzo io un bel barcone per la Libia, vi schiarite le idee per qualche mese, e magari nel frattempo salta fuori qualcuno di competente dal cilindro magico, che non si faccia prendere dai deliri di onnipotenza e faccia ripartire il carretto impantanato dal 2008. Sembra che sia alle porte una nuova crisi ma noi siamo ancora fermi alla precedente. Ma neanche Internet Explorer, maddai.

Mi sembra una Soap opera della Rai.

14 pensieri su “È una soap opera

  1. Io ho già preparato birra e popcorn 🍺🍿

    P.s.: non sperare su Rousseau, è già stato manipolato a dovere ancor prima di far votare i militanti.

  2. Non esprimo giudizi ma solo una constatazione: viviamo in un’epoca di crisi di valori. Frase fatta? Può darsi ma, ripeto, lo prendo per un dato da accettare. Se mancano i contenuti altro non rimane che la distrazione di massa, distrAzione, esatto, e cercare di dare una forma a ciò che in realtà non esiste.

  3. Veramente fino al 3 marzo 2018 non andavamo tanto male: crescita (1,7%), aumento della produzione industriale, aumento dell’occupazione, spread poco sopra 100 … insomma dal 2008 stavamo finalmente uscendo, finchè non sono arrivati questi che in un anno ci hanno rimandato all’inizio, e senza passare dal via

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