Giornata fortunata per gli insetti

Chi mi conosce di persona SA. Sa della mia fobia per gli insetti o qualunque altro animale piccolo e alato che sfiora i dieci chilometri orari. Provo un odio profondo verso codeste specie, e credo che ieri lo abbiano percepito. Altrimenti non mi spiego la crudele vendetta che hanno messo in atto, un vero e proprio attentato alla mia persona in tre fasi successive. Tre fasi = tre infarti. E nessun defibrillatore può intervenire.

Atto primo scena prima. È pomeriggio, con quaranta gradi giaccio a peso morto sul letto, stesa di pancia e con le gambe all’aria a dondolare, in cerca di refrigerio. Sento uno strano solletico al polpaccio. Sarà una mosca. ILLUSA. Oso appena voltare lo sguardo e in tre millisecondi la mia gamba si è immobilizzata. Urlo. UN’APE! VAI VIA! La fisso con lo sguardo di fuoco ma lei continua imperterrita a fare su e giù lungo il mio polpaccio, su e giù senza fermarsi un attimo, senza sollevarsi in volo, niente. È la fine, sta decidendo dove pungermi. Poi scompare. Improvvisamente non la vedo più. Mi alzo di scatto e mi armo di ciabatta di gomma in una mano e cuscino nell’altra. FATTI VEDERE, BASTARDA! La individuo mentre arranca sul pavimento, mi preparo a colpirla, in fondo è già mezza mort… AAAAHH! Improvvisamente torna a volare e mi sfiora pericolosamente la faccia. Mi sbraccio col cuscino e riesco a spedirla fuori dalla finestra, rischiando di distruggere il lampadario e due quadri.

Atto secondo scena prima. Sono sul divano davanti alla televisione con mio padre, quando un insetto nero e ovale piomba esattamente dietro la sua testa. Faccio appena in tempo a vederlo, a urlare indicando terrorizzata il muro, che subito quello scompare in chissà quale pertugio. E mio padre cerca, ricerca, sposta i mobili, ribalta il copridivano, ma dell’insetto nemmeno l’ombra. ILLUSA.

Atto secondo scena seconda. Mezz’ora dopo me lo ritrovo sul braccio, nero e ovale, con un motore turbo che lo fa correre a ottanta chilometri orari da un cuscino all’altro. Mio padre si arma di giornale e comincia ad inseguirlo. Ha inizio il gran premio del divano: insetto contro giornale, chi vincerà? Dopo dieci minuti di tentativi mi armo di ciabatta, faccio scaraventare la bestia sul pavimento e la prendo a randellate. MUORI! MUORI! MUORI! Sembra morta. C’è qualche zampa dispersa a terra. ILLUSA. Quel coso si muove ancora, anzi, prova a scappare, ma per fortuna il piede lesto di mio padre lo disintegra in un secondo.

Atto terzo scena prima. E drammatica. Come ho detto, ci sono quaranta gradi all’ombra e di notte non si riesce a dormire con le tapparelle abbassate. Me lo hanno detto eh, non aprire perché entrano gli insetti, e io testarda non è mai entrato niente. ILLUSA E DEFICIENTE. Ore due e cinquanta di notte. Un elicottero ronzante entra dalla mia finestra della camera e atterra a mezzo centimetro dalla mia testa, sul cuscino. Vi devo descrivere cosa sia successo nell’immediato? Scene di panico che neanche nei peggiori film apocalittici durante un incendio. Urlo e nel contempo mi ribalto cadendo dal letto, mio padre si sveglia di soprassalto e corre in mio soccorso pensando ad un mio malore, ma mi trova in mezzo alla stanza con la torcia accesa e il cuscino lanciato nel corridoio. E poi? Eh. Poi l’elicottero ha ripreso ha volare. Una cavalletta grande quanto un tubetto di colla stick, schifosamente verde, rumorosa e veloce. Quell’essere spregevole decide di volare senza controllo, inizia a sbattere contro i muri, si attacca alla mia gamba, lo rispedisco indietro con un rinculo che mi fa precipitare dalla parte opposta della casa. Ma niente. Non esce. Quel coso non esce. Io sto correndo per casa alle tre di notte, con mio padre armato di straccio e catinella contro l’insetto, mia madre spettatrice divertita e i vicini incavolati neri. Quando finalmente ricevo il via libera sbarro la finestra con tanto di vetri chiusi, a costo di morire asfissiata. E con l’obiettivo di bonificare la stanza l’indomani mattina.

Morale della favola? Potrò raccontare ai miei figli di essere stata assalita da una cavalletta abnorme, ma di aver vinto la battaglia. E mi assicurerò che non facciano la follia di alzare la tapparella in piena notte.

Non fatelo mai.

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. Il Rag. ha detto:

    sei la copia esatta di mia figlia…papààààààà un insettoooooo ( 21anni) hhaaaaaaaa.

    1. Ehipenny ha detto:

      HAHAHAH io ho 20 anni e la capisco perfettamente 😂

  2. Kikkakonekka ha detto:

    Io ho un terrore folle ma solo della cavallette. Le immagino che mi saltino addosso e rimangano appiccicate tra i capelli…

    Ad ogni modo, anche io ieri sera ho avuto a che fare con un insetto, un piccolo grillo.
    Questo grillo era entrato in casa, e saltava tra la cucina ed il soggiorno. Il problema era il gatto Clash il quale, vedendo l’insetto, lo inseguiva tentando di acchiapparlo, e nel farlo rischiava di buttare per terra e rompere qualsiasi cosa: fotografie, piattini ricordo, vasetti.
    Così ho dovuto rincorrere io il grillo, prenderlo (salvandogli la vita) e portarlo fuori in terrazza lontano dagli artigli del gatto.

    1. Ehipenny ha detto:

      Ugh non mi dire che si attaccano ai capelli, che schifo!
      Mia zia ha lo stesso problema con la micia, solo che lei cerca di catturare le api e le vespe, mia zia cerca di catturare lei e l’ape o la Vespa si incazzano

  3. Adriano ha detto:

    Immagino le varie scene 😂

    1. Ehipenny ha detto:

      Esilarante per chi ha assistito 😂

      1. Adriano ha detto:

        Ci credo 😀

  4. Ilaria Bho ha detto:

    Super schifo le cavallette!!! Ti consiglio di mettere le zanzariere comunque, aiutano abbastanza contro questo genere di insetti, soprattutto se grandi 💪😊

    1. Ehipenny ha detto:

      Me lo avevano già consigliato in effetti, ma io so’ testona 😅

  5. alemarcotti ha detto:

    Pensa che io li adoro😊

    1. Ehipenny ha detto:

      Via dal mio blog! Sciò! 😂😂😂

  6. loredana ha detto:

    Mio marito uguale. Tempo addietro si tolse la camicia al supermercato perché un’ape si era appoggiata sul colletto…lo presero per matto 😂

    1. Ehipenny ha detto:

      HAHAH mi immagino la scena! Io lo capisco 😅

  7. Paola Bortolani ha detto:

    Mai senza zanzariere. L’ultima avventura è una cavalletta che mi si è posata praticamente in testa, vicino all’orecchio, mentre ero in spiaggia. Ho sentito un ssshhhhhhhhh e istintivamente l’ho allontanata con la mano, ma non avevo capito cos’era. Brrrr

    1. Ehipenny ha detto:

      Uhmamma ho i brividi, non posso leggere queste cose 😱

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