Contatto fisico

Non sono una persona da contatto fisico con gli altri, anche se adoro gli abbracci e non lo dico, anche se a ballare sono gelosa delle coppie, anche se qualcuno prova a scuotermi con l’entusiasmo della giovinezza, ma io rispondo con una prima impressione da statua di marmo. Io ci provo, provo a lasciarmi andare, provo a farmi stuzzicare dal solletico, dalle pacche sulle spalle, dalle prese di peso di ragazzi più alti di me. Ne ho conosciuti, alla tenera età di vent’anni, dopo una vita passata a chiedermi se non fossi destinata a sole compagnie di donne. La verità è che sono piombata in un mondo ancora nuovo, e ci si aspetta da me quell’entusiasmo della giovinezza che ho tenuto per troppo tempo nascosto, e che ora posso solo tirare fuori pian piano. Vorrei solo che gli abbracci non finissero, che le persone non smettessero di cercare anche me, perchè ho bisogno di quel contatto fisico a cui il mio corpo non è avvezzo. Vorrei trovare quella spontaneità che raramente ha fatto parte di me, e che non mi permette nemmeno di ballare qualche vecchio tormentone estivo in un piccolo salotto di casa. È in quei momenti che mi sembra di essere così diversa da tutti. Probabilmente io non mi divertirei con me stessa. Non così. Non mi abbraccerei. Del resto la sola persona che abbraccio è mio nonno, e mi lascio stringere da pochi amici, di quelli un po’ maneschi e iperattivi che fino a un anno fa schivavo come malattie infettive. Ma si è destinati a trovare ciò che inconsciamente cerchiamo, probabilmente ho capito di aver bisogno di un po’ di casino, di grida, di cantare insieme, di essere sollevata e lanciata verso il soffitto. Non lo dico mai a nessuno, ma è tutto nuovo per me. Ogni giorno. E nonostante io sia lenta ad abituarmi, nonostante attorno a me si crei a volte imbarazzo, nonostante all’inizio io racconti poco di me, voglio proprio questo, questo mondo, questo ennesimo regalo che la crescita mi ha lasciato. Pensavo di aver già scoperto quasi tutto, e invece il contatto fisico mi mancava, era per me un semplice doppio bacio sulla guancia alle mie amiche, niente di più. Ma l’abbraccio mi è stato portato da tante altre amiche, da ogni parte d’Italia, e quel calore è per me praticamente unico. Ho solo bisogno di tempo per aprirmi, perchè alla prima stretta di mano non mi ricordo più nemmeno il nome. Ho paura di perdere le occasioni, o che gli altri perdano l’interesse in me. La realtà è che ci sono persone che quasi non digerisco, con cui la mia mente razionale vorrebbe stringere un’amicizia, ma il mio istinto selettivo mi concede appena due parole. Non c’è contatto fisico, con loro. Non c’è nemmeno un contatto tra i nostri sguardi, a volte nemmeno il classico e formale bacio sulla guancia. Certo, ci sono anime più espansive di altre, non siamo tutti uguali ed è bello così, con la persona che abbraccia e quella che viene abbracciata. È un po’ come quando si è bambini, all’asilo; c’è quello che corre da solo e quello che si fa spingere sull’altalena, quello che si siede in disparte e quello che prende per mano gli altri, quello che gioca con le costruzioni e quello che fa la lotta con i compagni. Caratteri opposti che difficilmente si tradiranno del tutto. Crescendo impari a capire quello che sei, con tante di quelle approssimazioni che dimostrano quanto siamo fallibili, perfino a scommettere con noi stessi. Non avrei mai detto che sarei finita tra le braccia di amici, o presa di peso e portata in giro per una stanza. L’ho sempre visto nei film, mai nella mia vita. Mi domando se sia vero, se sia destinato a durare, perchè mi spaventa la precarietà del tutto, la capacità delle cose di cambiare in un attimo o di sparire. Mi domando se io sarò capace di farlo durare. Eppure mi rendo conto che penso sempre le stesse cose, mi preoccupo sempre delle stesse cose, mi lamento di un carattere schivo che più di tanto non riesco a cambiare, so che dovrei apprezzarlo così, e che gli altri dovrebbero apprezzarmi così. Sono solo flussi di coscienza che partono da un abbraccio, da una schiena contro schiena sulla base musicale, da quando mi aspetto un bacio formale sulla guancia, ma l’altra persona mi getta le braccia al collo, ed io mi ricordo allora che lì, al caldo e protetta, sto bene. Un abbraccio come fonte di amore.

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. vivi il momento, contestualizzando certamente il contesto e le persone… ma sii spontanea sempre…. sarà sempre piu’ bello avvicinarsi e farsi avvicinare….. detto da una che da piccola era chiamata “selvaggia”… kissss 🙂

    1. Ehipenny ha detto:

      Accolgo più che volentieri il tuo consiglio, grazie! 😘

  2. Io prima di lasciarmi andare ed essere quel rompiscatole sono molto riservato e schivo all’inizio. Per salutare nuove persone certo lo faccio ma all’inizio tendo a chiudermi, evitare abbracci e sorrisi e quante volte ragazze mi hanno chiesto di ballare insieme a loro ma io ho rifiutato ahimè perchè mi ritenevo meno sinuoso nei movimenti della vita come fossi un tricheco 😛 ci rido su!

    1. Ehipenny ha detto:

      Sono esattamente così! Anche per il sinuoso, sono una ragazza che se deve ballare impersona un tronco d’albero, non ho senso del ritmo nè eleganza hahah

      1. Mi ha appena chiamato la Carlucci… dice se siamo disponibili per “Ballando…” che gli dico? ahahah

      2. Zitta che il mio blog oggi ho avuto e sto avendo visualizzazioni e like e seguaci dal Bangladesh e dall’india …. ahi sorte mea! 😛 😛

      3. Ehipenny ha detto:

        HAHAHA beh quelle anch’io, da posti che chissà in che lingua mi leggono

      4. siamo internazionali Penny! 😀

  3. Erik ha detto:

    Ancora una volta leggendoti ho ritrovato parte del mio passato…anch’io ho sofferto da matti il contatto fisico ed in buona parte lo soffro ancora… dico che non amo essere toccato o avvicinato dalle persone ma non è sempre vero, oggi colmo il vuoto con i miei bambini ma leggendoti ho risentito quelle sensazioni e mi ritrovo perfettamente in tutto ciò che hai descritto sugli abbracci… è un modo per comunicare che probabilmente è molto meno protetto delle parole, è un modo per parlare di se e sentire e sentirsi, spero che tu riesca a lasciarti andare ogni volta che hai la sensazione che sia giusto farlo ma magari non trovi il coraggio… non saprei dirti come si fa e non sono in grado di darti consigli ma posso dirti che mi auguro che tu possa farlo… con affetto e un sacco di rispettto… ti mando un abbraccio… che tanto da qui è abbastanza facile!!

    1. Ehipenny ha detto:

      Ancora una volta sono contenta di leggere l’esperienza di qualcuno più grande di me che riesce a capirmi, è anche il bello di lasciar scritti questi pensieri… so che crescerò ancora e farò ulteriori esperienze, tempo fa ero ancora più schiva di ora e di passi avanti ne ho fatti.. è un percorso, che credo non finisca mai
      Ti ringrazio del commento e ricambio l’abbraccio, volentieri! 😍

      1. Erik ha detto:

        Grazie, mi fa piacere che lo scambio di esperienze raccontato possa in qualche modo esser utile e possa unire anche solo per un istante persone che si conoscono solamente per estratti di anima e vita… 🙂

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