Le caramelle di Trenitalia

Marzo significa sempre l’avvicinarsi di due cose: la primavera e la giornata dedicata alle donne. L’ottavo giorno del mese è intitolato a tutte le donne, che ancora oggi lottano per avere pari diritti, per difendersi dagli uomini violenti, per scardinare sempre di più l’immagine delle casalinghe senza ambizioni, perché ogni donna ha dei sogni e vuole combattere per realizzarli. È una giornata importante, di riflessione, un’occasione in cui per una volta tutti ci pensano, anche solo di sfuggita guardando il calendario.

Poi c’è Trenitalia.

Ed io, esterrefatta, ho dovuto rileggere cinque volte la pagina prima di crederci. Trenitalia offre generosamente alle sue clienti più ricche l’onore di una caramella al limone, magari servita su un vassoio d’argento tra un ritardo e l’altro del treno. Io? Oh no, io sono una poveraccia, viaggio in economy, sui regionali scassati e pieni fino al soffitto, e mi siedo sui gradini in mezzo ai piedi altrui. Il servizio ristorante? A costo di morire disidratata non compro nemmeno la bottiglia d’acqua da 33 centilitri: ‘na lattina. E la caramella? ODDIO, LA CARAMELLA! Aspetta che corro a prenotarmi un posto in prima classe, zona silenzio, con il sedile reclinabile, lato finestrino. Lo prenoto proprio in orario di pranzo, così mi gusterò un menu gourmet coi fiocchi a base di Emmentaler confezionato e fagioli in scatola, in micro-porzioni della grandezza di un cucchiaio, ma colorate come un Picasso. Ed ecco, a fine pasto, la mia premiazione. La caramella! L’ho sempre desiderata, non ho mai potuto permettermi una gelee al limone prima d’ora, a casa mia tutti volevano solo caramelle alla menta! È arrivato il momento della giustizia. A fronte di una spesa di trecento euro tondi, avrò in cambio una caramella del valore di quindici centesimi: un affarone. E a meno che non ci fosse Zio Paperone a sostituire il comparto decisionale di Treniaia, chi ha avuto questa pensata non può avere più di sette anni di età. Notare che però sono stati previdenti: la caramella ci sarà, ma salvo esaurimento scorte. Cioè ne hanno pure poche! Mi devo affrettare, ci sarà già stata la corsa all’ultimo biglietto in carrozza personalizzata, con possibilità di incontrare il capotreno dietro le quinte. ODDIO! Per la caramella al limone questo ed altro.

In tutta onestà: anch’io preferisco le caramelle alla menta.

Ma oltre al danno, la beffa: venerdì 8 marzo è stato proclamato giorno di sciopero. E fu così che le promesse caramelle al limone finirono accatastate nei magazzini di Trenitalia fino alla data di scadenza, e date in pasto ai cinghiali cittadini nei tempi di fame. Che vergogna. Un’iniziativa che poteva cambiare il paese, rivoluzionare la condizione della donna, addirittura rendere felici intere generazioni di bambini in viaggio, e con uno sciopero e qualche polemica sui social la facciamo cancellare.

Ah, se ci mettessimo lo stesso entusiasmo per le cose che contano davvero…

16 pensieri su “Le caramelle di Trenitalia

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