Marzo

il

È quel periodo dell’anno in cui splende il sole, dopo l’oblio dell’inverno, quel periodo in cui le giornate si allungano, e il tramonto prima dell’ora di cena colora di rosso il cielo, è quel periodo in cui la mattina fa ancora freddo, ma al pomeriggio la giacca invernale è soltanto un peso di troppo. È in questo periodo che rinasce il mondo. E rinasco io, che posso uscire di casa con il solo maglione addosso e non tremare, che posso aprire la finestra della cameretta e guardare i fogli svolazzare sul tavolo. Sapete che sono già nate le prime margherite? Il parco è sempre asciutto, brillante, baciato da un sole ancora timido che scalda il terreno. E le strade sono un percorso tra luci e ombre, con le biciclette che finalmente possono uscire dai garage, le auto con i finestrini abbassati e la musica, la gente con gli occhiali da sole, perché non c’è più la nebbia ad oscurare il cielo. È questo il periodo dell’anno in cui mi deconcentro da tutto, vorrei solo starmene fuori, a vagare senza una meta, e invece i doveri si accumulano, le responsabilità che ho si fanno sentire, e controvoglia devo allontanarmi dalla finestra aperta che illumina il pavimento. Andare all’università è totalmente diverso, in questo periodo dell’anno. Con gli auricolari nelle orecchie e la mia musica, con il sole che penetra dai vetri dell’autobus, con gli spifferi che rinfrescano l’aria pesante, è quasi un viaggio più leggero. A lezione non devo più avvolgermi nelle sciarpone di lana, cercare i soffioni dell’aria calda sul soffitto, sentirmi gelare ogni volta in bagno perché lì non funziona mai il riscaldamento. Ora posso vestirmi più leggera, e lasciare che il vento entri dalle finestre aperte e mi spettini un poco. Posso uscire durante le pause anche se non fumo, e senza giacca addosso, sedermi sui gradini al sole e sentirmi bruciare la faccia. Posso addirittura pranzare, lì seduta al sole, con la pasta tiepida portata da casa. Sono lezioni diverse, perché fuori l’azzurro chiama, si inizia a parlare di vacanze, di estate, di mare, ma al tempo stesso manca un mese alla sessione d’esame, e come si fa? Eppure anche studiare è più bello. Basta trovare la voglia di mettersi chini sui libri, con mezzo pensiero rivolto al tempo fuori di casa, la sensazione di essere soli in un parco, su quei tavoli in legno pieni di muschi e di schegge, ma profumati di piante. Adoro quella sensazione di fresco, che verso il tramonto comincia a farmi sentire freddo, ed è ancora piacevole accovacciarsi contro il calore delle stufe, o sotto il piumone imbottito con il pigiama. Siamo ancora in inverno, le notti sono rigide, anche se basta un maglioncino leggero sotto la giacca invernale, anche se non cade più un fiocco di neve, anche se il vento non vuole portarmi via. È inverno con i prati in fiore, i cani che giocano senza il peso dei cappottini, i bambini con i palloni nei cortili delle scuole, è come se un intero frammento della realtà fosse comparso adesso, in silenzio e all’imporvviso, ridandole vigore. Marzo, il mese del nuovo inizio, dei buoni propositi che da gennaio rimandiamo, la palestra per tornare in forma, la passeggiata a piedi per non inquinare, un bel viaggio da prenotare in anticipo, c’è uno spirito nuovo, il vigore per aver superato i tristi mesi invernali, il freddo, il buio, i vetri delle auto ghiacciati. Marzo è anche periodo di Carnevale, in mezzo ai fiori che già cominciano a nascere, sbocciano i coriandoli di carta lanciati in aria, le stelle filanti abbandonate dai bambini, puntini colorati lungo i marciapiedi sporchi, come nuove vite piene di gioia. I carri di Carnevale sfilano in festa per le strade dei centri, enormi, a distribuire palloni da calcio e noccioline, a cantare con gli altoparlanti accesi, e tutti sono riuniti in piazza, a fotografare le maschere della tradizione riprodotte in versione abnorme. I bambini travestiti a tema, truccati in volto, con le bombolette spray che sparano fili colorati in cielo… mi ricordano la me bambina, che ancora non poteva decidere di uscire senza una giacca addosso, e quindi il mio costume si intravedeva appena dalla vita in giù. Ricordo che c’ero anch’io, in piazza, a spingere per ricevere un pallone al volo, a lanciare coriandoli tra i capelli dei miei amici, a correre sotto il primo sole primaverile fuori stagione. Mi ha sempre resa felice, come oggi sorrido davanti alle vetrine dei negozi con i primi abiti estivi, o le pasticcerie allestite con i dolci del Carnevale. Marzo è un capodanno nuovo, diverso, più allegro, più intimo, più soggettivo e personale. E se potessi decidere io, vorrei vivere un anno di solo mesi di marzo, con questo equilibrio di temperature, questo sole ancora timido e riservato, queste strade della domenica prima deserte e poi affollate, di famiglie, artisti di strada, turisti e gruppi di amici. Sarebbe un bell’anno. Ma in mancanza di un genio che possa esaudire il mio desiderio, mi godrò questo mese di fine inverno in attesa della primavera, felice.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Tutto il contrario di quello che provo io…

    1. Ehipenny ha detto:

      Lo sospettavo 😅

  2. Oggi sono uscita con temperatura 18 e in ventaccio freddo che mi ha gelato la testa. Nevralgia e pizzico alla gola.

    1. Ehipenny ha detto:

      HAHAHA comee, peccato!

      1. Sono giorni che è così, un vero fastidio.

  3. J ha detto:

    Anche i cani col cappottino ringraziano il sole di marzo, anarchia e pelo in bella vista!!!
    Al netto del vento, condivido la tua visione e visto che ti sei presa Marzo, io prenoto il più snobbato e pacifico Maggio.

    1. Ehipenny ha detto:

      Ottimo accordo! Maggio mostra già l’estate lì che arriva, mette ansia 😅

  4. SaraTricoli ha detto:

    Anche se oggi qui piove (e dai un po’ ci voleva), capisco quel che dici e concordo sul bellissimo “equilibrio di temperature” che ti fa sentire bene. Bellissima l’immagine del Marzo-capodanno-colorato e allegro ^_^
    baci

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Qui non piove da settimane ormai, ci sarebbe bisogno 😄

  5. Paola ha detto:

    Amo marzo per le giornate lunghe, l’illusione di primavera, la natura che si sveglia o ci prova. Hai ragione, una sorta di inizio anno, quando finalmente si rimette il naso fuori (dalle sciarpe 😉

  6. fulvialuna1 ha detto:

    Che bella descrizione di questo mese che amo molto.

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore! 😍

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