Il MIO festival di Sanremo

Adesso mi improvviserò Alessandro Borghese, che con i suoi voti può confermare o ribaltare il risultato, e assegnerò i premi della mia critica agli artisti del 69esimo festival di Sanremo.

Migliore vittoria rubata dalla giuria – Ultimo:

Ha ricevuto il 46% dei voti da parte del pubblico, ma la giuria l’ha demolito.

È da tempo che non sento più
La tua voce al mattino che grida «bu»
E mi faceva svegliare nervoso ma
Adesso invece mi sveglio e sento che
Mi mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
«Sei sempre stanco perché tu non hai orari…»
È da tempo che cucino e
Metto sempre un piatto in più per te
Sono rimasto quello chiuso in sé
Che quando piove ride per nascondere
Mi mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
«Ti senti solo perché non sei come appari»
Oh, fa male dirtelo adesso
Ma non so più cosa sento
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui
È da tempo che cammino e
Sento sempre rumori dietro me
Poi mi giro pensando che ci sei te
E mi accorgo che oltre a me non so che c’è
Che mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
«Sei sempre stanco perché tu non hai orari…»
Oh, fa male dirtelo adesso
Ma non so più cosa sento
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui
Fra i miei e i tuoi particolari
Potrei cantartele qui
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui

Miglior testo impegnato – Daniele Silvestri e Rancore:

Giustamente premiato dalla critica, ma lo vedo comunque come una mera consolazione.

Ho sedici anni
Ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
Costretto a rimanere seduto per ore
Immobile e muto per ore
Io, che ero argento vivo

Signore
Che ero argento vivo
E qui dentro si muore.
Questa prigione corregge e
Prepara una vita
Che non esiste più da
Almeno vent’anni
A volte penso di farla finita
E a volte penso che dovrei vendicarmi
Però la sera mi rimandano a casa
Lo sai
Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari
Come se casa non fosse una gabbia anche lei
E la famiglia non fossero i domiciliari
Ho sedici anni ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
E il tempo scorre di lato ma
Non lo guardo nemmeno
E mi mantengo sedato per
Non sentire nessuno
Tengo la musica al massimo
E volo
Che con la musica al massimo
Rimango solo
E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
Ma non capiscono un cazzo, no
Io non mi ci riconosco
E non li voglio imitare
Avete preso un bambino che
Non stava mai fermo
L’avete messo da solo
Davanti a uno schermo
E adesso vi domandate se sia normale
Se il solo mondo che apprezzo
È un mondo
Virtuale
Io che ero argento vivo

Dottore
Io così agitato, così sbagliato
Con così poca attenzione
Ma mi avete curato
E adesso
Mi resta solo il rancore
Ho sedici anni
Ma è già più di dieci
Che ho smesso di credere
Che ci sia ancora qualcosa là
Fuori
E voi lasciatemi perdere
Così facile da spiegare
Come si nuota in mare
Ma è una bugia, non si può imparare
A attraversare
Quel che sarò
Nella testa girano pensieri
Che io non spengo
Non è uno schermo
Non interagiscono se li tocchi
Nella tasca un apparecchio
Specchio di quest’inferno
Dove viaggio, dove vivo, dove mangio
Con gli occhi
Sono fiori e scarabocchi in un quaderno
Uno zaino come palla al piede
Un’aula come cella
Suonerà come un richiamo
Paterno il mio nome dentro l’appello
E come una voce materna la
Campanella suonerà
È un mondo nato dall’arte
Per questo artificiale
In fondo è un mondo
Virtuoso
Forse per questo virtuale
Non è una specie a renderlo
Speciale
E dicono
Che tanto è un movimento
Chimico
Un fatto mentale
Io che non mentivo
Che ringraziavo ad ogni mio
Respiro
Ad ogni bivio, ad ogni brivido
Della natura
Io che ero argento vivo in

Questo mondo vampiro
Mercurio liquido se leggi la
Nomenclatura.
Ho, sedici anni ma già da
Più di dieci vivo in un
Carcere
E c’è un equivoco nella
Struttura
E fingono ci sia una cura
Un farmaco ma su misura
E parlano parlano parlano
Parlano
Mentre mio padre mi spiega
Perché è importante studiare
Mentre mia madre annega
Nelle sue stesse parole
Tengo la musica al massimo
Ancora
Ma non capiscono un cazzo, no
E allora
Ti dico un trucco per
Comunicare
Trattare il mondo intero
Come un bambino distratto
Con un bambino distratto
Davvero
È normale
Che sia più facile spegnere
Che cercare un contatto
Io che ero argento vivo

Signore
Io così agitato
Così sbagliato
Da continuare a pagare in
Un modo esemplare
Qualcosa che non ricordo di
Avere mai fatto
Ho sedici anni
Ho sedici anni e vivo in un carcere
Se c’è un reato commesso là
Fuori
È stato quello di nascere

Artista più sfortunato perchè sempre in fondo alla scaletta e forse anche per questo dimenticato dal mondo – Enrico Nigiotti:

La sua arma non è la voce, la sua arma sono le parole. Dopo la mezzanotte c’è chi non le ascolta più.

Certe cose fanno male

Mica le puoi trattenere

Non c’è modo di cambiare quello che non ti va bene

Dicono che con il tempo tutto quanto passa

Ma quand’è che passa?

Perché non mi passa…

E ricordo proprio adesso

Ogni volta che ridevi

Ogni volta che per strada ti fermavi e litigavi

Con la gente che agli incroci ti suonava il clacson

Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile

Centri commerciali al posto del cortile

Una generazione con nuovi discorsi

Si parla più l’inglese che i dialetti nostri

Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare

Mi manca la Livorno che sai raccontare

Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò

Non dormirò, non dormirò

Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò

Non dormirò e non lo so

Quanto è bella la campagna

E quanto è bello bere vino

Quante donne abbiam guardato

Abbassando il finestrino

La ricchezza sta nel semplice, semplice…

Nel semplice sorridere in un giorno

Che non vale niente

Sembra un po’ il secondo tempo

Di una finale da scordare

Come un taxi alla stazione

Che non riesci a prenotare

Siamo ostaggi di una rete che non prende pesci

Ma prende noi

Nonno sogno sempre prima di dormire

Cerco di trovare un modo per capire

Corriamo tra i sorrisi dei colletti giusti

Ma se cadiamo a terra poi son cazzi nostri

La vita adesso è un ponte che ci può crollare

La vita è un nuovo idolo da scaricare

Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò

Non dormirò, non dormirò

Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò

Non lo so

E quindi

Mi tengo stretto addosso i tuoi consigli

Perché lo sai che qua non è mai facile

Per chi fa muso contro, ancora

E quindi

Per ogni volta che vorrò sentirti

Chiuderò gli occhi su questa realtà

Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile

Una generazione che non so sentire

Ma in fondo siamo storie con mille dettagli

Fragili e bellissimi tra i nostri sbagli

Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare

Mi manca la Livorno che sai raccontare

Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò

Non dormirò, non dormirò

Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò

Non dormirò, non dormirò

Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò

Non dormirò e non lo so

Migliore performance nella sua semplicità – Simone Cristicchi:

Quasi una poesia recitata, la musica solo un sottofondo.

Adesso chiudi dolcemente gli occhi

E stammi ad ascoltare

Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole

Più che perle di saggezza sono sassi di miniera

Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera

Non cercare un senso a tutto

Perché tutto ha senso

Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo

Perché la natura è un libro di parole misteriose

Dove niente è più grande delle piccole cose

È il fiore tra l’asfalto

Lo spettacolo del firmamento

È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento

È la legna che brucia che scalda e torna cenere

La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere

Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi

E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri

Tu allora vivilo adesso

Come se fosse l’ultimo

E dai valore ad ogni singolo attimo

Ti immagini se cominciassimo a volare

Tra le montagne e il mare

Dimmi dove vorresti andare

Abbracciami se avrò paura di cadere

Che siamo in equilibrio

Sulla parola insieme

Abbi cura di me

Abbi cura di me

Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro

Basta mettersi al fianco invece di stare al centro

L’amore è l’unica strada, è l’unico motore

È la scintilla divina che custodisci nel cuore

Tu non cercare la felicità semmai proteggila

È solo luce che brilla sull’altra faccia di una lacrima

È una manciata di semi che lasci alle spalle

Come crisalidi che diventeranno farfalle

Ognuno combatte la propria battaglia

Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia

Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso

Perché l’impresa più grande è perdonare se stesso

Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo

Anche se sarà pesante

Come sollevare il mondo

E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte

E ti basta solo un passo per andare oltre

Ti immagini se cominciassimo a volare

Tra le montagne e il mare

Dimmi dove vorresti andare

Abbracciami se avrai paura di cadere

Che nonostante tutto

Noi siamo ancora insieme

Abbi cura di me

Qualunque strada sceglierai, amore

Abbi cura di me

Abbi cura di me

Che tutto è così fragile

Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino

Perché mi trema la voce come se fossi un bambino

Ma fino all’ultimo giorno in cui potrò respirare

Tu stringimi forte

E non lasciarmi andare

Abbi cura di me

Miglior prodotto sanremese proveniente da un talent show – Irama:

E chi lo avrebbe mai detto che Amici di Maria De Filippi avrebbe portato sul palco, oltre all’intonazione, anche un bel testo!

Fare l’amore è così facile credo
Amare una persona fragile meno
Linda è cresciuta con un cuore che non batte a tempo
E quando era piccola sognava di aggiustarsi dentro
Diceva di essere diversa

Cercava le farfalle lì appoggiata alla finestra
Vedeva i suoi compagni che correvano in cortile
E lei che non poteva si sedeva e ci pensava bene a cosa dire
E se ogni tanto le chiedevo come mai non giochi
Diceva siediti qui affianco ed indicava su
Io in quella nuvola ci vedo solo un cuore vero
Perché il mio a volte si dimentica e non batte più
Così cercando di salvarla
A sedici anni il suo papà le regalò un cuore di latta
Però rubò il suo vero cuore con freddezza
In cambio della vita
E non lo senti che

Questo cuore già batte per tutti e due
Che il dolore che hai addosso non passa più
Ma non sei più da sola ora siamo in due
Io ci sarò comunque vada
Ci sarò comunque vada
Fare l’amore è così facile credo
Amare una persona fragile meno
Linda è cresciuta così in fretta da truccarsi presto
Talmente in fretta che suo padre non fu più lo stesso
A scuola nascondeva i lividi
A volte la picchiava e le gridava soddisfatta

Linda sentiva i brividi quando quel verme entrava in casa sbronzo
E si toglieva come prima cosa solo la cravatta
E se ogni tanto le chiedevo come mai non esci
Diceva siediti qui affianco ed indicava su
Io in quella nuvola ci vedo solo un cuore vero
Adesso dimmi in quella accanto cosa vedi tu
Ma chi ha sofferto non dimentica
Può solo condividerlo se incrocia un’altra strada
Per ragazza più bella del mondo con il cuore di latta
Sappi che io ci sarò
Comunque vada
E non lo senti che

Questo cuore già batte per tutti e due
Che il dolore che hai addosso non passa più
Ma non sei più da sola ora siamo in due
Io ci sarò comunque vada
Ci sarò comunque vada
Fare l’amore è così facile credo
Amare una persona fragile meno
Linda è cresciuta con un cuore che non batte a tempo
Ma adesso dentro la sua pancia batte un cuore in più
E non lo senti che
Questo cuore già batte per tutti e due
Che il dolore che hai addosso non passa più
Ma non sei più da sola ora siamo in due
Io ci sarò comunque vada
Ci sarò comunque vada

Migliore canzone scritta da un ragazzo di ventisei anni – Francesco Renga:

Si chiama Giacomo Eva, cosentino di nascita, rifiutato da due talent su due come X factor e Amici, ma intanto lui scrive per artisti di fama nazionale e si prende le sue rivincite.

Io che guardo sempre il cielo

E sogno ancora di volare

Ogni volta più lontano e poi

Non so più come tornare

Con un poco di fortuna

E due stelle da seguire

Ho trovato le tue braccia ad aspettare

Cerco ancora nei miei occhi

Il sorriso di mia madre

Mi manca da trent’anni e

Vorrei dirle tante cose

Che mio padre adesso è stanco

E forse sta per arrivare

Che la ama più di prima

Ed è l’unica cosa che sa ricordare

C’è un universo che mi riempie le mani

Il mondo si perde

Tu invece rimani

C’è un mare dentro negli esseri umani

Aspetto che torni stasera

Per stare con te

Oggi voglio camminare

Come un treno sui binari

Diventare un’emozione

Che attraversa i tuoi pensieri

E seguirti tra le cose

Che ogni giorno devi fare

Come vento per poterti accarezzare

E guardarti mentre dormi

Che mi sembra che sorridi

Ed entrare nei tuoi sogni

Di nascosto come i ladri

Per rubarti la bellezza

Che nemmeno sai di avere

C’è un universo che mi riempie le mani

Il mondo si perde

Tu invece rimani

C’è un mare dentro negli esseri umani

Aspetto che torni stasera

Sei l’ossigeno che cerco

Quando resto senza fiato

Il coraggio che mi serve

Quando sono disperato

La sorpresa che ogni volta

Mi fa sentire vivo

Tu sei

Tu sei

Tu sei

Tu sei

Un universo che mi riempie le mani

Il mondo si è perso

Tu invece rimani

Un mare dentro nei nostri destini

Io aspetto che torni stasera

Aspetto che torni

Canzone vincitrice mancata con un messaggio importante – Pierdavide Carone e Dear Jack:

E’ mancato il coraggio di portare sul palco dell’Ariston una canzone così forte. Peccato. Si è preferito lasciarla nell’ombra, a comunicare con la sua delicata violenza a chi ha voglia di ascoltare. Peccato. Perché avrebbe potuto dire tanto. Parla dello stupro di un bambino. Sì, proprio così. Forse troppo scomoda, forse troppo vera, forse troppo e basta. Ma per me resta un bel capolavoro e un’occasione sprecata.

Ciao, sono Marco e dieci anni è la mia età
Ho i capelli biondi e vado in quarta A
Tranne matematica a me piace studiare
Mio papà e mia mamma hanno un negozio alimentare
Ho una sorella cinque anni più di me
Ed un fratellino che sta per nascere
E non vedo l’ora che arrivi in fretta maggio
Che se farò il bravo potrò tenerlo in braccio
Il mio migliore amico si chiama Giosuè
Pensa che anche in classe siede vicino a me
Poi alla campanella voliamo come piume
E finché fa buio tiriamo sassi al fiume
Ieri pomeriggio però lui si è ammalato
E perciò alla fine da solo sono andato
E mentre giocavo uno strano sconosciuto
Prima mi ha guardato e poi si è avvicinato
E con fare misterioso ma gentile
Si è seduto accanto a me sopra il pontile
E prima che io prendessi un sasso da tirare
Lo strano sconosciuto ha cominciato a dire
“Dammi la mano bambino e vieni nel bosco
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
Ciao, sono Marica e ho fatto quindici anni
Sono già un’adulta e ho fatto molti sbagli
Primo, mettermi con Luca invece che con Dario
Sì, forse è più bello ma troppo autoritario
E così per dispetto sono uscita con le amiche
E dopo una per una a casa siam tornate
Che palle, casa mia è sempre l’ultima
In fondo a quella via buia e torbida
E come non bastasse è anche scoppiato il temporale
Ho fatto anche lo shampoo stamattina, porco cane
Perché da qualche tempo il mondo è un’agonia
Qualsiasi cosa faccia è sempre colpa mia
Fortuna che un signore mi ha offerto un passaggio
Non l’ho mai visto prima però mi sembra saggio
La vita non è un film, cosa vuoi che mi succeda
E mentre penso questo all’improvviso cambia strada
“Dammi la mano bambina e vieni nel bosco,
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
Due caramelle
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare
Ti prego, fallo in fretta senza farmi male
Ti giuro, non avrò niente da raccontare
Però fa’ in fretta così torno a respirare
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare
Ti prego, fallo in fretta senza farmi male
Ti giuro, non avrò niente da raccontare
Però fa’ in fretta così torno a respirare
“Dammi la mano bambino e vieni nel bosco,
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
“Dammi la mano bambina e vieni nel bosco
No che non sono un estraneo, io ti conosco
Vengo dal tuo stesso posto”
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle
In cambio un sorriso e due caramelle
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare
Ti prego, fallo in fretta senza farmi male
Ti giuro, non avrò niente da raccontare
Però fa’ in fretta così torno a respirare

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. valter Scarfia ha detto:

    Qualcuno diceva che le canzoni sono le poesie dei poveri, ma non è proprio così. Certo che in un festival testi così non possono essere subito graditi e non ci si può fare molto. Per fortuna è una vetrina e chiunque poi apprezzerà quello che sarà più vicino alla sua sensibilità.

    1. Ehipenny ha detto:

      Beh io credo che basterebbe ascoltare bene le canzoni per capirne il testo, è la nostra lingua madre… Poi per essere apprezzate ci vuole forse uno sforzo in più, e dipende sempre dai gusti come dici tu 🙂

  2. Diemme ha detto:

    Concordo con Valter Scarfia.

  3. Paolo Albera ha detto:

    Ok, abbiamo gusti un po’ diversi… ma dimmi delle donne, secondo me erano veramente poche in questa edizione. Io dico Paola Turci, seconda Loredana, terza non so proprio

    1. Ehipenny ha detto:

      Anche secondo me, e ammetto che a me Arisa non piace, Paola Turci non l’ho trovata memorabile, la Bertè è l’unica che mi è rimasta impressa ma non so se per il personaggio o la canzone..

  4. flyaway2018 ha detto:

    Il mio podio
    1 “Caramelle”
    2 “Abbi cura di me”
    3 “Argento vivo”

    1. Ehipenny ha detto:

      Caramelle aveva fatto breccia in tanti, è bello che non sia stata silurata anche dal pubblico 😀

      1. flyaway2018 ha detto:

        Forse è stata la sua fortuna

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