Letterina

Mi hai dato tu quest’idea, quando hai detto che nel 2019 avresti voluto scrivere una lettera ad ogni compleanno. E siccome non ci vedremo e non ti potrò fare i miei auguri di persona, ti rubo l’idea e ti scrivo qualche riga. Da quanto tempo ci conosciamo? Sei, sette anni? Non siamo le classiche amiche d’infanzia che giocavano nello stesso cortile, o quelle che vivono ad un isolato di distanza e si possono parlare dalla finestra. Non siamo le amiche che si telefonano per delle ore, o che si vedono tutti i giorni anche solo per pochi minuti. Non è quell’amicizia da serie televisiva, da improvvisate e pigiama party a casa. Ma non rimpiango niente. Sei la persona con cui condivido di più, quella che cerco se ho bisogno, quella a cui devo scrivere almeno una volta al giorno, quella che sa ascoltare, quella che mi sa dare i consigli giusti. La pensiamo uguale su tante cose, siamo cresciute con gli stessi valori, le stesse idee, probabilmente esperienze diverse, certo, ma questo non ci tiene lontane. Siamo cresciute senza sapere dell’esistenza dell’altra, poi al liceo il caso ci ha piazzate nella stessa classe. Ricordo perfettamente quanto io fossi spaesata, e tu che mi hai fatto cenno di raggiungerti per chiacchierare. Io non dimentico queste cose. Sei stata la prima ad invitarmi a casa propria, la prima con cui ho studiato assieme, la prima con cui ho iniziato a uscire la sera, la prima con cui ho vissuto la prima notte in discoteca. Prima riguardo a tante cose. Mi ricordo quando ancora ci scrivevamo gli sms perché la moda di whatsapp doveva ancora prendere piede. Mi ricordo quando ti raggiungevo in autobus, perché non avevo ancora la patente o l’auto. Mi ricordo quando ci siamo allontanate e poi ritrovate. Mi ricordo la quarta superiore, perché per entrambe è stato forse l’anno migliore, mi ricordo le nostre risate in faccia ai professori, io davanti e tu dietro, mi ricordo la complicità che c’era, e chi ci guardava male perché non ci capiva. Mi ricordo la gita di classe, e il nostro essere perennemente in camera insieme. Mi ricordo la mia prima vacanza senza i genitori, quella settimana a Riccione in tre, inseparabili come poche. Poi mi ricordo l’ultimo anno delle superiori, perché abbiamo affrontato tutto insieme, e se volevamo ridere ci parlavamo a distanza, guardandoci o scrivendoci al cellulare. Mi ricordo anche quel tema in classe su Leopardi, che ho letto ad alta voce per volere del prof, e tu ti sei commossa e mi hai chiesto la fotocopia. La decisione di studiare economia, ma in due corsi diversi, l’esame di ammissione fatto insieme, i diciotto anni festeggiati insieme, capodanno trascorso insieme, anche il viaggio di maturità lo abbiamo vissuto insieme, con altre undici persone, certo, ma di contorno. Siamo uscite dalle superiori con lo stesso voto, siamo state premiate con una pergamena, ed è nostra la foto insieme sotto i muri della scuola, alla fine dell’estate. Poi è iniziato un nuovo percorso, quello dell’università, e ricordo perfettamente quello che ci siamo promesse: di non sparire, di continuare a vederci, anche se avessimo conosciuto persone nuove. Per me non è mai stato facile fare amicizia, sono timida, mi apro agli altri solo quando gli altri si aprono a me, ma ho trovato il mio spazio e tu il tuo, com’era giusto che fosse. Non siamo sparite, anzi. Quel semplice scambiarsi gli auguri prima di ogni esame, è una cosa che ricevo solo dai miei genitori e da te. Quest’estate abbiamo discusso, per la prima volta ho pensato che non ci saremmo mai capite, ma dopo un giorno di silenzio e di telefoni lasciati squillare ci siamo ritrovate. Non sono state le vacanze che avevo immaginato, e ammetto senza problemi che avrei voluto fosse andata diversamente, ma poi siamo partite per Riccione, rinunciando anche ad un giorno in più per poter fare una sorpresa a un’amica, e ho capito che le occasioni sfuggono, è vero, ma poi ne arrivano sempre di nuove. Sono stati tre giorni normalissimi, di spiaggia, mare, passeggiate chilometriche lungo la riva, chiacchiere e silenzi che non chiedevano di essere riempiti, e poi qualche sera tranquilla, tra un cocktail al tavolino e un po’ di shopping. Nessuna discoteca, nessuna compagnia enorme, nessuna alba vista dalla spiaggia. Tre giorni in compagnia che non avrei scambiato con niente al mondo. E siamo arrivate ai giorni nostri, al secondo anno di università, ad un altro capodanno festeggiato insieme e al progetto di organizzare al meglio la prossima estate. Ci facciamo ancora gli auguri prima di ogni esame, e il buon compleanmo pochi minuti dopo la mezzanotte. Ci sentiamo ogni giorno o quasi, ci scambiamo immagini dolci di animali, per te i conigli e per me cani e gatti, o le battute divertenti che troviamo per caso. Sei sempre tu a pensare ai miei regali, perché in fondo nessuno mi conosce così. Abbiamo conosciuto nuove persone, come avevo previsto, e usciamo con queste nuove persone raccontandoci poi le nostre esperienze. Abbiamo idee uguali e idee diverse, progetti uguali e progetti diversi, ma è sempre stato così. Io chiudo il libri prima di cena, tu studi fino a notte fonda. Tu adori gli spoiler, io non li sopporto. Tu vorresti per sempre trentacinque gradi, io amo il clima primaverile. Tu adori il genere fantasy, io guardo spesso i film drammatici. Io vorrei vedere il Canada, tu no. Io dico che i gatti sono amorevoli, tu che sono infimi e bastardi. A te manca studiare la matematica, io sono felice di non rivederla mai più. Però entrambe veniamo malissimo in foto. Entrambe facciamo fatica a seguire le serie tv. Entrambe amiamo il cinema. Entrambe adoriamo camminare in riva al mare in estate. Entrambe amiamo leggere i classici. Ad entrambe piacciono i film di guerra. Entrambe diamo importanza alle cose semplici, e non ci serve andare in capo al mondo per divertirci. Entrambe adoriamo il succo all’ananas. Non è un caso se siamo amiche. Non è un caso se per qualsiasi cosa chiedo a te, che sia un consiglio sui vestiti o un chiarimento sullo studio, che sia un parere su un errore o un aiuto per rimediare, che sia per fare un viaggio insieme o per uscire per un gelato. L’amicizia per me è questo, e non te lo dirò mai di persona, perché io sono quella che scrive, e che le cose cerca di farle capire con poche parole e qualche gesto. E va beh, ti ho rubato l’idea della letterina di compleanno, per cui te la regalo. Tanti auguri! 💕

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. Stelletè🌟 ha detto:

    Veramente mi ha commosso. Fortunate le persone che non si lasciano sfuggire rapporti così, perché poi dopo li si rimpiange💕

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie mille davvero! Significa molto per me 😘

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore!

  2. Micio Alpha ha detto:

    La Penny ha sviluppato la pennyscienza, cioè l’abilità di influenzare tutti col marchio Penny.
    Mi piace la tua dolcezza.

  3. annaecamilla ha detto:

    Che lettera meravigliosa, che bella amicizia, siete fortunate ad aver l’un l’altra. Auguri alla tua amica💖💖💖💖

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore! Ci tengo tanto 💕

      1. annaecamilla ha detto:

        Lo immagino😍😍😍

  4. Diemme ha detto:

    Ma sai che somiglio tanto alla tua amica? L’unica differenza è per le serie tv 😉

    1. Ehipenny ha detto:

      Wow bello! Ecco perché andiamo d’accordo 😄😄

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