Thelma Fardin #miracomonosponemos

L’infanzia è un’età magica, innocente, un ricordo che ci portiamo dietro, e che a volte ritorna, come una pagina bellissima di un libro già letto. La nostra infanzia è unica, solo noi la possiamo comprendere, solo noi la possiamo tenere in vita per anni e raccontarla agli altri, per condividerla, come un frammento di vita che ci ha insegnato tanto. La mia infanzia è inevitabilmente legata alla televisione, perché sono nata e cresciuta con lei, e le serie televisive per bambini trasmesse su Disney Channel erano il mio momento di condivisione con il mondo: le guardavano tutti, le guardavo anche io, si commentavano insieme le puntate, ed oggi tutti insieme le rimpiangiamo, perché gli attori che all’epoca erano adolescenti oggi si sono sposati, hanno cambiato mestiere, o sono scomparsi dalla vita pubblica così come sono arrivati.  Tra tutti quelle serie televisive, c’era “Il mondo di Patty”: una telenovela argentina trasmessa in Italia dal 2008 al 2010, che raccontava le giornate dei ragazzi protagonisti, studenti di una scuola musicale e alle prese con i primi amori, le prime diatribe familiari, i sogni di un futuro migliore, le amicizie a volte complicate, le malattie, i tradimenti, le bugie. Avevo dieci anni, quando ho cominciato a vederla, e mi sono immersa come una bambina in quel mondo di ragazze e ragazzi grandi, ho visto i primi baci sullo schermo, ho sognato quel tipo di vita che sembrava quasi idilliaco, nonostante le mille avventure e i mille problemi da risolvere ad ogni stagione. Patty era la classica protagonista brutta e sfortunata, presa di mira dalle persone arroganti, buona più del dovuto, ma circondata da amiche insostituibili e amata da un ragazzo bello e gentile. Mi sono rivista nella sua persona, perché entrambe eravamo portatrici di valori buoni, entrambe rischiavamo di essere schiacciate dagli altri, zerbini per chi voleva soltanto approfittare di noi. Il lieto fine della telenovela ha visto Patty riconciliarsi con il padre, tenuto segreto dalla madre per anni ma rivelatosi una brava persona, e con il successo della sua carriera da cantante al pari dell’antagonista. Tutto è bene quel che finisce bene.

Una notizia che ha cominciato a circolare alla fine del 2018 ha riaperto le pagine di questo mio ricordo, andandolo quasi a rovinare. Thelma Fardin interpretava all’epoca Giusy, la migliore amica di Patty. Nel 2009 aveva appena 16 anni. L’attore Juan Darthès indossava i panni di Leandro, il padre di Patty. Aveva 45 anni. Oggi il caso è esploso, sconvolgendo tutti coloro che hanno visto questi attori crescere, certo, da un televisore, ma forse la mia generazione sa cosa vuole dire affezionarsi ad un personaggio dello schermo. Thelma Fardin ha pubblicato sui social un video di denuncia nei confronti dell’uomo, che immediatamente ha fatto il giro dell’Argentina e dell’Italia.

Per nove anni ho cercato di rimuoverlo dalla mente per poter andare avanti. Fino a quando qualche mese fa ho sentito altre ragazze accusare la stessa persona. E quello è stato come uno schiaffo sulla faccia. Nell’anno 2009 ero in viaggio per uno spettacolo teatrale su un famoso programma televisivo per bambini. Avevo sedici anni. Ero una ragazzina… E l’unico attore adulto che viaggiava insieme a noi aveva quarantacinque anni. Una notte ha iniziato a baciarmi sul collo, e io gli ho detto di no… Io lo scostavo ma lui insisteva, sempre di più. Mi ha preso la mano, costringendomi a toccarlo. E mi disse “Guarda come mi fai diventare”, facendomi sentire la sua erezione. Io continuavo a dire di no. Mi sono ribellata, ma ero impietrita. Avevo paura, non sapevo cosa fare, ma lui sì. Mi ha buttata sul letto, mi ha tolto i pantaloncini, e ha iniziato a praticarmi sesso orale. Io continuavo a dirgli di no. Mi ha infilatole dita e io continuavo a dire di no. Gli dissi “I tuoi figli hanno la mia età”. Ma a lui non importava. Si mise sopra di me e mi penetrò. In quel momento qualcuno bussò alla porta e io riuscii a uscire dalla stanza. Grazie a chi ha parlato prima, io oggi sono riuscita a parlare. E quando l’ho detto, ho trovato moltissime persone che erano disposte ad accompagnarmi, a prendersi cura di me, e soprattutto a riempirmi d’amore.

La prima a parlare è stata infatti Calu Rivero, collega di Thelma, che però ha denunciato un abuso risalente al periodo trascorso sul set di “Dulce amor”.

Dopo cinque anni ho preso coraggio e ho deciso di parlare. Sono sollevata e orgogliosa di averlo fatto, di aver tirato fuori tutto questo malessere.

A queste due testimonianze tra le lacrime ne sono seguite altre, di attori e collaboratori imbrigliati nelle registrazioni de “Il mondo di Patty” e non solo, che hanno oscurato in maniera drammatica lo spettacolo allegro e innocente andato in onda.

Ana Coracci era impegnata con Juan nelle riprese di “Gasolerosnel” nel 1998, e ha raccontato un episodio accaduto mentre si trovava in camerino:

Ad un certo punto si è alzato dalla sedia, mi ha afferrata, lanciata contro il muro e mi ha baciata.

A salvare Ana è stata la sola fortuna, perché una persona che passava per caso è entrata nel camerino ed ha interrotto la violenza. Era il periodo in cui la moglie di Juan era incinta.

Natalia Juncos ha invece recitato con Juan nel 2005, in “Se dice amor”:

Indossavo un vestito molto corto e sexy per le riprese e durante la pausa ha iniziato a toccarmi, mostrandomi la sua eccitazione. Sono rimasta sconvolta, ma sono riuscita ad allontanarmi mentre arrivava qualcuno.

Brenda Siciliani ha indossato i panni di Antonella ne “Il mondo di Patty”, e lo scorso novembre, parlando della denuncia di Calu, ha raccontato un episodio avvenuto quando aveva ancora sedici anni:

Un attore una volta mi ha detto che voleva farmi perdere la verginità quando eravamo sul set, era un collega del cast: lui aveva trentasette anni e io sedici. […] allora avevo pensato fosse una cosa bella, ciò che mi aveva detto, e ne ero lusingata, a quell’età noi donne abbiamo un risveglio e vogliamo sentirci desiderate, ma in verità siamo ancora ragazzine. Ora ci penso e dico “fermo, qualsiasi persona me l’abbia detto”. Se avessi detto di sì sarebbe successo ed io ero una minorenne”.

Purtroppo le testimonianze da dietro le quinte di questa serie non si sono fermate, e questa volta si sono scagliate contro uno dei produttori. Rodrigo Velilla, Felipe nella telenovela, ha raccontato:

Inizialmente dovevo interpretare un personaggio che sarebbe stato protagonista perché fidanzato di Patty. Ognuno dei ragazzi aveva il suo ruolo durante il workshop dei personaggi… All’epoca, dieci anni fa, quel produttore che ancora oggi continua a lavorare nel mondo dello spettacolo e che è considerato molto importante nell’ambiente, mi faceva delle avance… Sembravano super strane… I commenti mi venivano ripetuti ancora e ancora, io ero un ragazzo e lui un vecchio. […] Di fronte alla mia non risposta, la prima cosa che mi succede prima di iniziare a fare le riprese è che mi cambiano il personaggio, scegliendo un protagonista meno qualificato di me. I commenti poi non si sono fermati e non è successo solo a me… Ma anche ad altri miei colleghi. […] In seguito ci sono state altre vittime tra cui alcuni miei colleghi quando si aggiungevano personaggi … tutto è stato gestito in quel modo. Tuttavia io in quel momento ero contento di quel che avevo e ho cercato di dimenticare tutto il resto… è stata la mia prima esperienza in TV, ma quando una volta ho rivisto quello stesso produttore ho sofferto molto, sentendomi a disagio, non sapendo nemmeno dove guardare o come parlargli”.

Anche Nico Torca, che ha dato il volto a Santiago nella serie, ha confessato riferendosi al produttore Rudolfo Stoessel:

Non ho avuto una bella esperienza, con Rodolfo subivo violenze in modo sistematico in molte occasioni. Era una persona che legittimava la violenza. Una volta mi ha colpito mentre eravamo in aereo per raggiungere l’Ecuador. In aereo si accende l’allarme delle cinture e ci dobbiamo sedere, solo che siamo dispersi per l’aereo a chiacchierare e quando arrivo al mio posto la spia si spegne di nuovo, e vedo che sta venendo verso di me. Mi afferra il volto, inizia a urlarmi contro, a riempirmi di m**** e poi finisce per prendermi a schiaffi. Avevo 14 anni”
Nico ammette, inoltre, che anche il comportamento di Juan Darthés non era adeguato. Non faceva l’adulto ma l’amico di tutti, soprattutto degli adolescenti. […] Ora, analizzando la situazione con altri occhi, mi rendo conto che il legame che Juan Darthés aveva con noi non era normale. Juan era sempre co noi, e soprattutto con i maschi condivideva molta complicità e amicizia, come fosse uno di noi.

Tutto questo mi ha lasciata interdetta, con un senso di profonda amarezza per le tante ombre rimaste nascoste fino ad ora. Mi ha fatto capire quanto sia falso e costruito, come un’impenetrabile ed unica scenografia, tutto ciò che scorre sullo schermo del televisore. Ti spinge a dubitare di tutto, perché in fondo era soltanto un programma per ragazzine, ma ciò che è emerso è un orrore, che ha coinvolto delle minorenni con il sogno innocente di dedicarsi all’arte, alla recitazione. Tutto questo mi lascia un senso di delusione, perché purtroppo il male si annida perfino là dove tutto appare perfetto.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mastro Pellecchia ha detto:

    Domanda: perché hanno aspettato anni e anni prima di denunciare il tutto e non lo hanno fatto sul momento? Essendo all’epoca minorenni avrebbero avuto molte più tutele e avrebbero arrestato fin da subito i personaggi coinvolti, e sopratutto sarebbe scoppiato uno scandalo allucinante. Ma facendo così si sarebbe interrotto lo show con la fine anticipata delle carriere (?).

    Spesso penso che faccia comodo parlare dopo, quando ormai i personaggi sono finiti nel dimenticatoio o quasi.

    Stesso discorso per tutte quelle attrici e attricette varie che a distanza di 10-20-30 o più anni “si sono ricordate” (ma guarda tu il caso…) di essere state molestate quando erano più giovani. Anche lì silenzio, facendo le santarelline quando sapevano benissimo cosa facevano e sopratutto potevano rifiutare ma non lo hanno fatto. Il loro silenzio avrà giovato alla loro brillante carriera ma non hanno impedito così di far violentare altre ragazze nella stessa situazione.

    Solo pochissime avevano denunciato realmente nel momento dei fatti e infatti sono state tutte messe da parte, costringendole a fare altri lavori per andare avanti nella vita.

    #MeToo? Ma va…..

    Spiacente, non ci credo molto a questi pseudo traumi postumi sbandierati in ogni dove (per moda?), e se le cose dette sono successe per davvero, hanno scelto il momento sbagliato per farlo.

    Troppo tardi!

    1. loredana ha detto:

      Tanto più che molte di questi episodi erano solo “molestie”, assai differenti da uno stupro…uno schiaffone da parte della malcapitata (?), e si sarebbe risolto tutto. Senza considerare che in moltissimi casi molte “ci stavano” per la carriera. I pentimenti e le denunce tardive? Non ci credo molto.

      1. Mastro Pellecchia ha detto:

        Infatti. A troppe ha fatto comodo la cosa.

      2. Ehipenny ha detto:

        Come ho scritto nel commento a Mastro Pennecchia, non escludo la possibilità che ci sia stato dell’interesse dietro il silenzio e la denuncia tardiva, ci sono molte ombre nel mondo delle celebrità… Però credo anche che nessuno possa giudicare realmente quello che è accaduto, una molestia può avere i suoi effetti, magari inferiori allo stupro, certo, ma perché minimizzare?

    2. Ehipenny ha detto:

      Non lo so, non c’è niente di certo ed io ho riportato e interpretato quello che ho letto… Credo in generale nessuno possa giudicare il vissuto di una persona, se ha subito o non subito certi traumi, e non possiamo nemmeno dire quanto questi traumi durino, se un anno o trent’anni… poi che ci sia dietro dell’interesse lo vedo possibile visto il mondo delle celebrità… Però che sia tutto inventato mi riesce più difficile
      Del resto staremo a vedere come evolve la cosa

      1. Mastro Pellecchia ha detto:

        Certo, bisogna vedere come evolverà la cosa, ma mi risulta difficile credere a chi dice di aver subìto molestie e allo stesso tempo continuare a lavorare con gli stessi molestatori facendo finta di niente, salvo poi ricordarsi anni dopo della faccenda.

        Se ad esempio ti avessero molestata tu avresti continuato a stare ogni giorno a stretto contatto con le stesse persone che lo hanno fatto? Sarò strano io, ma la cosa la vedo molto improbabile, a meno che non faccia comodo.

      2. Ehipenny ha detto:

        Sì la vedo improbabile anch’io, ma non ho mai vissuto situazioni del genere quindi mi sono astenuta dal valutare questo aspetto… può anche essere che avesse ricevuto pressioni da qualcuno

  2. Vittorio Tatti ha detto:

    A volte è finzione anche quella che crediamo essere realtà.

    1. Ehipenny ha detto:

      Lo so, infatti staremo a vedere come andrà a finire questa storia… per ora ho riportato quello che ho letto, perché mi aveva colpito 🙂

Rispondi a Vittorio Tatti Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.