Il secondo parziale di economia industriale

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Come ho già detto due mesi fa, un esame bellissimo. Un esame che ho studiato a mala pena, perché le lezioni mi sono rimaste in testa, gli esercizi erano come un gioco, il professore era come un mentore, da ammirare. Lui si è sempre preoccupato per noi, anche se ci ha minacciati, ci ha fatti preoccupare, ci ha terrorizzati dicendo che il primo appello è per lui il solo che conta. Ha un’idea internazionale del mondo universitario, ma un’idea vera della vita, quella che ti dà una sola possibilità, e tu la devi cogliere al volo, dare il tuo massimo e accettare il risultato. Così dovrebbero essere gli esami. Non è stato facile capirlo, ma dopo questo corso di quattro mesi appena, sono convinta che qualcosa lo abbia lasciato. La materia intrigante, che analizza i comportamenti delle imprese nei casi più semplici, che studia giochi concreti di concorrenza, tra marchi di lusso e vecchie compagnie ormai scomparse, poi le lezioni, più tranquille il pomeriggio tardi e impegnative la mattina, perché la classe possa seguire. Il professore che si è rivelato a noi con carattere forte ma anche giovane, uno spirito libero che gioca a calcetto e viaggia tanto, che ci sprona a tentare nuove esperienze all’estero e a credere in una carriera. Lui che ha studiato scienze politiche, perché tutti fanno qualche cazzata nella propria vita. Lui che ha sempre sperato di promuovere tutti, e che dopo un fallimento generale del primo parziale si è messo in discussione per primo, chiedendosi cosa fosse andato storto. Io avevo preso un 30 e lode, ed oggi ho confermato quel voto. Ha corretto i compiti in due giorni appena, ed io mi trovo davanti alla mia prima lode del libretto universitario. Ci tenevo tanto. Ad iscriverci al secondo parziale siamo stati appena cinquantaquattro su duecentoventi, e lui ci ha detto che avrebbe voluto dare almeno cinque lodi. Una sono io. Mi sembra quasi di non crederci. L’esame che più mi è piaciuto studiare, facendo e rifacendo gli esercizi, sistemando gli appunti, capendo tutto senza bisogno del libro. E del resto, anche il professore che più mi è piaciuto seguire, tra una battuta da ragazzo della nostra età e una sgridata da professore intransigente, com’è giusto che sia. Un professore che un poco vorrei ritrovare, magari tra due anni, ad un corso di laurea magistrale, per tornare a studiare con questa passione che lui stesso ha saputo trasmettere. Mi porto dietro tanta consapevolezza, di economia industriale ma anche di vita. L’applauso dell’ultimo giorno di lezione è stato sincero: un unico enorme grazie.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mastro Pellecchia ha detto:

    Che bello trovare insegnanti così, che ci mettono passione nel trasmettere il tutto ai propri alunni perché gli piace e non perché devono farlo.

    1. Ehipenny ha detto:

      Sono tutto, veramente

  2. Posso sfruttare la tua immensa intelligenza e applicazione nello studio per aiutarmi ad un concorso? quando sei libera! ahahahah help me! 😛

    1. Ehipenny ha detto:

      Se posso certamente 😄

  3. Paola ha detto:

    Che bello, queste esperienze rimangono dentro per sempre. Gli insegnanti di valore non si dimenticano. Buon Natale Penny

    1. Ehipenny ha detto:

      Verissimo! Pensa che ci siamo seguiti su instagram, io e tanti altri del mio corso… ha saputo dare valore al suo mestiere, sarà sempre un ricordo molto bello :))

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