Complicate persone

Circondatevi di persone che hanno tanta voglia di ridere e non da ridire

(Frank Virzi)

Sarebbe bello poterlo capire subito, e sarebbe tutto più facile se le persone mostrassero sempre l’intera propria faccia, sin dall’inizio. Ma forse è impossibile comprendere una persona in un minuto, perché la verità molto spesso ha bisogno di tempo, ha bisogno di essere guadagnata, di essere elaborata, perché non faccia troppo male. E’ così sottile il divario tra l’illusione e l’inganno, l’uno è una bella fantasia, l’altro è un sogno che ti incatena, e ti fa rendere conto di quanto non si possa giudicare un libro prima di aver letto fino all’ultima pagina. Capita di accorgersi troppo tardi di aver riso nell’illusione o nell’inganno, o forse in entrambi, miscelati assieme, capita e ti senti quasi decerebrata, perché il tempo passava, e nessuno toglieva la maschera dal viso. La cosa che fa più male è sentirsi improvvisamente oggetto, non più soggetto, ma preda del più forte, che ha vinto nella nostra mente usando sguardi e parole taglienti, e che ora ci sovrasta con il suo “ridire” che ferisce nell’orgoglio.

La gente piccola la riconosci: è quella che cerca di spiegarti quanto è grande

(Mauro Soldano)

E la riconosco, ma a volte la riconosco troppo tardi, sarà che mi affascinano i trucchi di magia, gli spettacoli pirotecnici per costruire la propria immagine, e sarà che è difficile guardare oltre il tramonto, quando il sole emana una luce violenta e rossastra, ma capita di capire male le persone, di non capire affatto. Sono brave bugiarde, o minuscola gente, di quelle che ti lasciano illudere e ti feriscono un colpo dopo l’altro, lasciando ogni lacerazione bruciare. Forse non vogliono nemmeno convincere me, vogliono convincere sé stesse di essere grandi, onnipotenti, migliori, quando si sa perfettamente che il meglio ha generato l’odio che ha generato guerre e battaglie. Eppure dice Antony De Mello “Sii pronto a capire, ad ascoltare, a mettere in discussione il tuo intero sistema di convinzioni“. Non dico sia cosa facile, ma è cosa dell’uomo, per vivere in comunità. Ci sono persone che non lo sanno fare, non so nemmeno se sia una colpa o soltanto un limite che non vedono, e che non possono dunque superare. Ma anziché mettere in discussione sé stesse, criticano gli altri, come se per una sbavatura si rifacesse da capo l’intero disegno, attorno all’immutata ed essenziale sbavatura. Poveri? Ciechi? Ignoranti? Forse tutte e tre le cose. Ma la cosa che fa più male è la determinazione con cui sfondano gli schemi come fossero specchi, senza preoccuparsi delle conseguenze che le proprie azioni possono avere, convinte che il mondo cominci dai loro piedi e finisca nello stesso medesimo punto. La cosa che fa più male è capire di essere per loro come una strada da percorrere per giungere sempre alla sola destinazione possibile: sé stesse.

La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall’avere una domanda per ogni cosa

(Milan Kundera)

E’ il solo modo per aprire una porta al mondo esterno, per imparare a conoscerlo nelle sue leggi universali, per uscire dal guscio che da soli ci costruiamo e intraprendere un viaggio, lungo una vita, tra le meraviglie della natura. Basterebbe di non sapere tante cose, di avere tante lacune, tanti ricordi dimenticati, tanti problemi irrisolti. Basterebbe dirsi, guardandosi negli occhi: “Io non sono Dio”.

“La libertà inizia dove finisce l’ignoranza”

(Victor Hugo)

Perché quando sei ignorante, quando ignori perfino la natura di te stesso, sei dipendente dalla paura, dal timore di non essere abbastanza, o troppo piccolo rispetto agli altri. Basta pochissimo, e si cade nella trappola della diffidenza, della provocazione, della personalità offensiva, e ci si ritrova come acide zitelle in conflitto con il mondo, incapaci di trovare il proprio posto. Senza rendersene conto, si finisce per allontanare tutti, perché all’inizio si ride, come si ride di uno scherzo, ma il tempo scorre, l’abitudine stuzzica la pazienza, ci si stanca, sì. Ma scrive Alberto Moravia che “Sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia“. Sembra quasi facile. Ma in qualche modo finisco per affezionarmi a certe persone, e un poco lo so, non è per cattiveria se si comportano in un certo modo, non sempre, l’ignoranza non è soltanto una colpa, ma forse anche una gabbia da cui è difficile uscire. E non riesco ad abbandonare certe persone, non così, non riesco ad attaccarle come loro attaccano me, perché non voglio cadere in un errore, forse il più grande: non voglio superare il limite del rispetto. E non importa se ci sono persone che ci pugnalano muscolo dopo muscolo, soltanto per il gusto di sentirsi migliori, non importa se la competizione ci spinge oltre l’evidenza, e coinvolge le certezze più intime, i sentimenti, il cuore, non importa, perché io vorrei essere leale. Ci provo. Mi hanno insegnato così.

Sostituiamo le persone che ci fanno perdere tempo con quelle che ci fanno perdere la nozione del tempo

(Antonio Curnetta)

Lo faccio, e con queste ultime persone vivo la mia vita con felicità. Ho conosciuto tanti che mi hanno ingannata, tanti che mi hanno usata, illudendomi e ingannandomi con finte promesse, e quando ero sola, non ho mai smesso di crederci. Sarà perché abbiamo tutti bisogno di avere qualcuno accanto, e allora si finisce per arrendersi all’ignoranza, all’asservimento. Sono così brave, certe persone, a stringerti lo stomaco fino a farti vomitare rabbia e parole che non ti appartengono. Tirano fuori il peggio di me. Ma credo che una persona possa dirsi veramente grande, non quando mortifica gli altri, non quando s’innalza a essere superiore, ma quando riesce a trovare il meglio di queste genti ignoranti, e da questo meglio a indirizzarle verso la verità. Da quel momento, la scelta è soltanto loro. Fermarsi o proseguire. E non è più compito nostro starci male.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Daniela ha detto:

    beh qui hai aperto degli spunti di riflessione infiniti, comunque le persone semplici e vere sono rare come mosche bianche, c’è un gran ginepraio di menti contorte che vivono solo col desiderio di provocare e polemizzare su tutto, e sono le meno concrete.

    1. Ehipenny ha detto:

      È verissimo, e purtroppo ci vuole perseveranza e fortuna per trovare le persone vere, però è una ricerca che merita :))

      1. Daniela ha detto:

        assolutamente si, probabilmente ce ne sono più di quanto si pensi, il problema è incrociarle sul proprio cammino, ciao Penny 🙂

      2. Ehipenny ha detto:

        Buona serata!

      3. Daniela ha detto:

        anche a te ❤

  2. SaraTricoli ha detto:

    Hai ragione quando dici che sarebbe bello conoscere o meglio riconoscere subito le persone per determinare se sono giuste per fare un pezzo di strada con noi… Non è facile, perché non si rivelano o perché a volte cambiano o cambiamo noi… Comunque secondo me l’importante è imparare a selezionare appena è possibile, senza insistere in frequentazioni inutili ^_^

    1. Ehipenny ha detto:

      Verissimo, anche il fatto che cambiamo noi e cambiano loro… ce ne accorgiamo dopo, quando quelle cose che prima univano ora dividono, e bisogna prenderne consapevolezza per non continuare rapporti ormai deteriorati..

  3. Micio Alpha ha detto:

    Ottima citazione di Hugo!

    1. Ehipenny ha detto:

      Sarebbe da diffondere

      1. Micio Alpha ha detto:

        Diffondiamo la Penny o meglio: la leggerezza d’esser Penny 😘😘😘😍😄

      2. Micio Alpha ha detto:

        😘😘😍😎

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