Definizione di “compleanno”

Compleanno. Dallo spagnolo cumpleaños, composto di cumplir e años, compiere gli anni.

Una giornata come le altre, cominciata a mezzanotte in punto, in strada davanti alla pizzeria, dopo i festeggiamenti di un compleanno che non era il mio. Una giornata iniziata con persone amiche ed altre che nemmeno conoscevo, con un coro intonante la canzoncina di auguri, ed io che speravo dentro di me che finisse presto. Ho finto con me stessa di non essere felice per questo, o a mio agio, o debitrice a chi ha voluto aspettare per me, ma la verità è che quella mezzanotte, quella canzoncina, sono state il mio inizio di compleanno più bello e sincero. Il giorno dopo, alle otto in punto, ero a lezione all’università, dopo cinque ore e qualcosa di sonno, in segreta e trepidante attesa di qualcuno che mi facesse gli auguri. E sembrava che qualcuno se ne fosse quasi dimenticato, ma la memoria gioca brutti scherzi, perfino la mia che si è sempre ricordata di tutti. Ho ricevuto i miei auguri, come gocce di pioggia che sono quasi andata a cercare, senza ombrello e con il naso all’insù ad occhi chiusi. Ho ricevuto gli auguri delle amiche, anche di quella a casa malata, e degli amici, che ultimamente hanno l’agenda troppo piena per uscire. Ho ricevuto gli auguri di chi poteva solo scrivermi un messaggio affettuoso, e di chi ho conosciuto da poco ma mi ha abbracciata come fossi un’amica. Ho ricevuto la telefonata della zia e il messaggino sciocco dello zio. Sono stata sorpresa dalle persone, persone che conosco da poco più di un anno, ed hanno già imparato il giorno del mio compleanno. Il giorno dopo ho festeggiato, con due di quelle amiche che ho incontrato all’università, e probabilmente sembrerà la cosa più banale da dire, ma scoprire che mi avevano comprato un regalo è stata la gioia più grande. So esattamente chi ha avuto il pensiero e l’idea, immagino chi lo sia andato a comprare, ma non importa. Non importava il prezzo, non importava cosa fosse, non importava se fosse incartato o piegato male. Mi hanno regalato uno sciarpone caldo, di quelli in cui ci si avvolge piacevolmente in inverno, e mai regalo fu più azzeccato di questo. Me la sarei comprata da sola. Davvero. E allora mi chiedo con un sorriso inarrestabile come sia possibile: queste persone mi conoscono da un anno appena, e sanno già i miei gusti, sanno i miei colori, sanno il mio compleanno, hanno incontrato parte del mio carattere e soltanto perché mi proteggo, sbagliando. Ed io vorrei non perderle mai. Chi non ha potuto festeggiare con me quella sera, è stato presente sabato insieme alle mie più care amiche di sempre, quelle che dopo alti e bassi, incomprensioni e rospi ingoiati, sono ancora qui per me, ancora qui accanto a me, al mio fianco. Una pizzata in compagnia, una bottiglia di vino per brindare, la torta al cioccolato fatta in casa, e l’aver unito due mondi che per me sono due rifugi bellissimi. Ho scartato l’ultimo regalo del mio compleanno, quel vestito che la mia migliore amica conosceva bene, perchè l’ho seguito nella speranza di uno sconto sul prezzo che non è mai arrivato. È stata una serata particolare, una serata che mi ha fatto capire quanto siano importanti per me le nuove amicizie, quelle che per assurdo hanno forse riempito ogni momento delle mie giornate. È stata una serata semplice, di quelle che piacciono a me, passata a chiacchierare senza nemmeno alzarsi dalle sedie. Forse sarebbe potuta essere diversa. Avrei potuto fare scelte diverse. Gestirla in maniera diversa. Ma è stato tutto un compleanno impensato, fatto di sorprese vere e certezze, di vecchie amiche un po’ più lontane e nuove persone sempre al mio fianco. È buffo, pensarci. Perché temevo questo compleanno, temevo l’ansia di aver superato un quinto di secolo, e invece mi sento ancora immersa nelle possibilità da costruire e nei rapporti da curare. Ringrazio in silenzio chi c’è stato, chi ha fatto un piccolo gesto per me, anche chi lo ha fatto perché un tempo era la nostra vita, mentre oggi le strade si stanno allontanando come a un bivio. È normale che sia così.

Intanto ho compiuto vent’anni anche con loro.

I miei genitori mi hanno comprato un telefono nuovo, lo sospettavo, perchè da tempo mi chiedevano se non lo volessi cambiare. La verità è che sono felice come prima, e il regalo più bello è stato il biglietto, una dimostrazione di amore che ogni anno mi fa commuovere più di un abbraccio. Sono la luce della loro vita. E credo non ci sia niente di più bello da essere per qualcuno.

11 commenti Aggiungi il tuo

    1. Ehipenny ha detto:

      Per ora non sono male 😄

  1. L'Uomo dei Mici ha detto:

    Sto piangendo… Penny la toccante!

    1. Ehipenny ha detto:

      Ho commosso l’imperturbabile! 😂

  2. silvia ha detto:

    E che ti potevano dire? Non si può non essere orgogliosi di una figlia come te! 😉

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