Fenomeno paranormale e imbarazzante

Volevo esporre i miei studi empirici su di un particolare fenomeno che ho osservato nel mondo femminile: trattasi del fisiologico bisogno di compagnia durante le operazioni di liberazione della vescica nei bagni pubblici. Ho iniziato ad osservare tale fenomeno più o meno dall’età delle scuole medie, l’età in cui le femmine sono solite ricevere il dono divino del ciclo metruale. Ora, io ho sempre odiato i bagni pubblici, ma verso i bagni scolastici provavo un odio esasperato, per le porte di legno con dei crateri in espansione, per le serrature a prova di cricco, per la perpetua mancanza di carta igienica dai tempi dell’impero romano, per il sapone invisibile, ma soprattutto per loro. LORO, i greggi di ragazze appartate nei bagni, che dialogavano con il sottofondo dello sciacquone, che si davano il cambio appoggiandosi in massa alla porta, e squadrando come bodyguard chiunque osasse bussare. Pareva di entrare in un territorio controllato dalla Cia. Per un periodo ho perfino evitato di andarci, alimentando l’elasticità della mia vescica e la sua tenuta pari a circa otto ore. Poi ho capito che il bagno non mi avrebbe effettivamente squartata viva, e ho cominciato a frequentarlo anch’io. Al liceo la situazione é peggiorata, o meglio, si è evoluta. Il fenomeno della necessità di compagnia dietro la porta si é convertito nell’esigenza di una compagnia DENTRO la stanzetta del bagno. E così la fila di persone in attesa si estendeva fino all’ingresso, mentre tre o quattro ragazze assieme disquisivano sui massimi sistemi pisciando a turno nello stesso cesso, lanciando gridolini o risate da criceto, scattando selfie da pubblicare sui social, o magari facendo esercizi di ginnastica. Non mi stupirebbe. Mi sono sempre domandata il motivo di questo fenomeno paranormale. Forse che il cesso sia solito mordere i posteriori? Forse che lo scarico risucchi la gente? Forse che esista una fobia da pipì-in-solitudine-in-una-stanza-di-un-decimentro-quadrato? Perché vi assicuro che in quel bagno una persona sola ci stava stretta, e se aveva lo zaino doveva metterselo in testa per non pestarlo con entrambi i piedi. Tralasciando il fatto che le pareti dei cessi non mi sembrano le più pulite per strusciare le felpe da tutti e quattro i lati, perché a rotazione le tre o quattro in questione dovevano pur raggiungere il gabinetto. Era una setta. Le conoscevano tutte, e tutte noi in fila lungo il corridoio avremmo voluto noleggiare un bulldozer per scardinare la porta. Poi suonava la campanella di fine intervallo, e proprio allora si apriva magicamente la cella segreta liberando le quattro oche soddisfatte. L’apice del disagio mi ha coinvolta personalmente, e lasciate che vi racconti l’episodio. Stage estivo, con una ragazza conosciuta la mattina stessa. Tre ore appena di lavoro assieme, e di lei non sapevo nemmeno il cognome. Andiamo in bagno, e mi aspetto di doverla attendere come il palo durante una rapina, sugli attenti e con un revolver immaginario in tasca. E invece mi invita in bagno con lei. Dovrei essere onorata, è il primo passo per costruire una solida amicizia: entrare al cesso e guardarla urinare, chiacchierare del più e del meno mentre le gocce rumoreggiano nel wc, chi non sognerebbe una situazione del genere? “Vuoi entrare in bagno con me?”, oh, sono lusingata! È un rito di iniziazione per gli eletti. Ovviamente è poi venuto il mio turno, e vi giuro che ci ho messo almeno due minuti per convincere il mio fisico a non vergognarsi da morire. È stata la prima e ultima volta in cui ho accettato di entrare in bagno in compagnia. Non entro nemmeno con mia madre! È rimasta solo l’abitudine di accompagnarsi a vicenda, al liceo come all’università, e da un lato è comprensibile, visto che una volta sono rimasta quasi chiusa dentro, per colpa di una porta che pareva un macigno di piombo. L’ho aperta a spallate, tirando fuori tutto il karate che c’era in me. E dire che a me imbarazza uscire dal bagno, e trovare la folla ad aspettarmi come se tornassi da un fronte di guerra, magari in cerchio, con gli occhi puntati su di me a chiedermi “Fatta tutta?”. Poteva funzionare fino ai sei anni. Ma io ero precoce: alla materna una bidella osò aprire la porta del mio bagno, ricevendola indietro dritta sul naso con un grido terrorizzato “OCCUPATO!”. Oggi se qualcuno prova a bussare lo mangio vivo, “OCCUPATO GGGRRRRR”. Mi è anche capitato di dover usufruire di quei bagni con la serratura rotta, e di sentire la mancanza del cane da guardia accanto alla porta. Ma ho saputo arrangiarmi, con una mano saldata alla maniglia e l’altro braccio elasticizzato, con la giacca e il cellulare tra i denti e la borsa in equilibrio sulla testa. È un’abilità da circo. Non è da tutti, e una volta in aeroporto mi é stato chiesto da una sconosciuta di aspettare, di tenere chiusa la porta per una buona mezz’ora, perché a quanto pare anche a lei il bagno pubblico faceva venire l’ansia. Solidarietà femminile. Nell’altro bagno sono entrate in cinque, probabilmente una sulle spalle dell’altra, perché altrimenti nemmeno la fisica me lo spiega, con il risultato che la fila ha cominciato ad allungarsi, fino ad arrivare sotto il muso del Ryanair. Donne, e chi le capisce? Io che temo sempre che il rumore della mia pipì si possa sentire…

28 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mastro Pellecchia ha detto:

    Ahahahahahahah 😂😂😂😂😂

    No vabbè, stasera ti dedico un post 😂

  2. Emozioni ha detto:

    È vero🤣🤣🤣🤣🤣

    1. Ehipenny ha detto:

      Aha! Beccata 😁😁

  3. Ilaria Bho ha detto:

    😂😂😂😂 pensa che io sono rimasta chiusa in bagno alla scuola materna (che sfigata) e ancora adesso vorrei sempre che qualcuno mi accompagnasse 🙈
    Però dentro no!! Rimango sempre un po’ stranita quando vedo le ragazze che entrano in bagno in due o tre… bho ahahah

    1. Ehipenny ha detto:

      Beh ma allora sei giustificata dai 😂

      1. Ilaria Bho ha detto:

        forse dai ahahahahah

  4. alemarcotti ha detto:

    😂😂😂😂e poi ho letto quello di adri 😂

    1. Ehipenny ha detto:

      Di male in peggio 😂😂

  5. Sara Provasi ha detto:

    Come ti capisco! xD
    Faccio spesso pipì e anche io ho imparato tecniche ninja xDD
    La mia ansia maggiore è nel cercare di non toccare le maniglie (e l’asse ovviamente, ormai sto a mezz’aria xD) e soprattutto nel mio odiare quei wc elettronici che sparano acqua random, facendo bidet improvvisi!
    Sto stilando una nuova classifica di cose che odio, ed è al primo posto! 😀

    1. Ehipenny ha detto:

      Hahahahahahahaha i bidet improvvisi 😂😂😂😂
      La classifica vorrei leggerla però 😁

      1. Sara Provasi ha detto:

        Ahahah xDD
        Certo, la sto perfezionando e la vedrai a breve! xD Non voglio rischiare di dimenticarmi punti importanti 😀

      2. Ehipenny ha detto:

        Ottimo! 😁

  6. Gintoki ha detto:

    Però pensa a questo: a forza di stare appoggiate alle pareti e strusciarvisi contro quei muri del cesso in realtà saranno pulitissimi!

    1. Ehipenny ha detto:

      Non verificherò 😅

  7. guardianoflife1000 ha detto:

    Sei bravissima a scrivere. Anche un qualcosa di così breve e semplice, seppur possa apparire estenuante quando sei tu quella ad attendere o ad assistere, sei stata brava a descriverlo così minuziosamente. Potresti provare a scrivere un libro!
    Sai mi hai fatto tornare alla mente i miei primi anni di liceo dove non avevo individuato la tipologia di gruppi di persone squilibrate a cui appartenevo. Così all’inizio mi era approccia a diversi gruppi di ragazze e ve ne era uno in particolare con il quale il punto di ritrovo nelle ricreazioni era IL BAGNO.
    Lo erano di due anni più giovani di me e seppur avessimo le classi di fianco, loro l’unico posto che volevano vedere era il gabinetto, nel quale per di più non funzionavano le luci. Là dentro si tenevano le discussioni sui massimi sistemi…. di demenzialità e rindondanza assurda. Ricordo che ogni giorno mi sentivo in dovere a ridere come se non vi fosse un domani, come se non l’avessi mai sentito primo, allo STESSO, UGUALE ed IDENTICO scherzo con un delicato aroma di m***a come parfum de toilet che mi faceva desiderare ancora di più di scappare da quelle due ragazze e dal bagno.
    Fortunatamente un giorno è arrivato un ragazzo, che sarebbe stato in classe loro, a visitare la scuola. “Poverino, è spaesato, non conosce l’ambiente, dobbiamo fargli una buona impressione così sceglierà la nostra scuola etc”
    Con questa scusa ero riuscita a levarmele di mezzo, ottenendo invece una amico speciale con cui parlare davvero dei massimi sistemi.

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Pensa che a volte rileggendomi mi metto a ridere anche da sola 😂
      Parfum de toilette hahaha! Mai stato più azzeccato! Le compagnie dei bagni le avevo anch’io alle medie, anche perché del resto c’era praticamente tutta la Classe là 😁

      1. guardianoflife1000 ha detto:

        Ma perchè ridere, è un talento secondo me saper descrivere così minuziosamente quello che ai nostri occhi scorre veloce. Non è da tutti riuscirci.
        Per quanto mi riguarda, io ho fatto una cavolata ad aggregarmi a quelle là. Lo facevo solo per paura della solitudine, ma avevamo mentalità lontane anni luce, ma almeno leggermente più vicine rispetto a quelle degli altri studenti. XD

      2. Ehipenny ha detto:

        Rido perché mi fanno sorridere i post più ironici hahaha

      3. guardianoflife1000 ha detto:

        Scusa se continuo a mettere e togliere il like, ma non capivo se l’avevo messo oppure no hahaha
        Comunque ci sta, anch’io a volte rido rileggendo vecchi post, quante cavolate che ho scritto in passato

      4. Ehipenny ha detto:

        Tranquilla, anche a me sparisce e ricompare e io premo mille volte 😁

      5. guardianoflife1000 ha detto:

        Ecco non sono l’unica allora! Hahaha

  8. fulvialuna1 ha detto:

    😀 😀 😀 E’ veroooo…mi hai fatto morire.

    1. Ehipenny ha detto:

      È quello che speravo, grazie! 😁😁

  9. Diemme ha detto:

    L’ha ribloggato su Scelti per voie ha commentato:
    Mai fatto.

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