Sovrapposizione

È assurdo pensare di averti quasi dimenticata, io, che un anno fa ti aspettavo anche invano tormentandomi le dita.

È assurdo che oggi io ti riveda, nel volto di un’altra.

Stessi capelli un tempo ricci, oggi appesantiti dalla lunghezza, tra le sfumature delle punte e qualche curva un po’ ribelle, sciolti tra le spalle e la schiena.

Stessa pelle chiara, costellata di lentiggini come stelle celesti, da unire con la penna per ore.

Stesso sguardo, anche se scuro, che indaga nel profondo senza farsi fermare, un po’ socchiuso davanti all’obiettivo, un selife rubato, in un istante, che si lascia attraversare.

Stesso sorriso, spontaneo, e quando parlo già lo vedo alzarsi, per mettermi a mio agio, felici della vita entrambe, è un sorriso che si lascia adorare.

Stesso corpo magro, apparentemente fragile, piacevole da misurare come scultura di marmo, e semplicemente vestito, con un paio di jeans ed una maglia, nell’ombra.

Stessi amici maschi, come te, che ti circondi di chi non giudica i reggiseni o gli eyeliners, perché le donne sanno essere stronze, ma i ragazzi vedono solo gente normale.

Assurdo, perché siete due.

E tu eri ma non so se sei.

E lei è ma non so esattamente come.

È solo un ricordo che si sovrappone al reale, come un foglio di carta controluce, tra i quadretti un filo di matita ti delinea, così come ti ho vista il primo giorno, senza conoscerti nemmeno.

La stessa invidia, la stessa sensazione di distanza, di mancanza, di incompletezza anche quando mi sembra di avere tutto.

Le stesse colpe del solo fatto di esistere: si sovrappongono.

E se ti incontro per strada certamente mi sorridi, e se incontro lei, lei mi sorride, come faresti esattamente tu, e mi confondo, perché è assurdo ma vero: siete uguali.

Uguali e diverse, perché lei è marchigiana.

Ma fumate forse le stesse sigarette, io non lo so.

Avete forse lo stesso modo di ballare, io non lo so.

E poi c’è quell’unica ed ultima speranza di conoscere, che per anni ha schiacciato tutto il resto, nascosta in uno sguardo, e nella paura di mostrare ciò che sono: è che… se vedo il tuo viso, anche offuscato dalla nebbia padana, non capisco più niente.

È assurdo, tu non sei lei e non sei qui.

Ma ho visto una foto di lei, circondata di un gruppo di amici, e mi sei venuta in mente tu: ipocrita senza volerlo, quando corri alle grigliate a Pieve del Pino, e noi prive di coraggio per invitarci da sole, non ci siamo mai venute.

Tre pianeti: io, tu e lei.

Sovrapposti e intrecciati anelli di un unico sistema solare.

[ Post di settembre 2017 ]

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. alemarcotti ha detto:

    Bellissima questa sovrapposizione😊

  2. theblablachain ha detto:

    Bellissimo…incantevole

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore!

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