Un possibile motivo scatenante di un esaurimento nervoso

L’allarme del sistema di antifurto.

Contestualizzazione: domenica di fine estate, uno degli ultimi giorni dell’anno in cui mezza città si trasferisce al mare, in cui si può godere di un silenzio cimiteriale, in cui si possono tenere le finestre aperte lasciando entrare una leggera e piacevole brezza. Insomma, una bellissima domenica dai prerequisiti promettenti. I vicini di casa del palazzo di fronte sono lontani, non so di quanto, potrebbero essere anche espatriati, ma non conta. Conta che non sono a portata di orecchio: nessuna lamentela di un’adolescente isterica, nessun padre che taglia l’erba, nessun cane che abbaia, nessuna madre che sgrida con degli urli al vento che ascolto solo io. Ma. C’è un enorme ma, un MA in maiuscolo. La loro auto fa i capricci. Per la precisione, la loro Mini Cooper fa i capricci. L’auto dei miei sogni che costa una cifra a tanti zeri, e che per la gioia del mio futuro portafoglio sto iniziando ad odiare. Dalle due del pomeriggio scatta a ripetizione l’allarme del sistema di antifurto, suona per una decina di minuti di fila, si interrompe, e poi ricomincia. UUUUIIIIIUUUUUUIIIIIUUUUUUIIIIIUUU. Un martello pneumatico attaccato al timpano sarebbe più piacevole. Va avanti per ore ed ore, con questo suono asfissiante che trapassa le pareti, una specie di fischietto potenziato che raggiunge il polo opposto della città. E parte l’esaurimento nervoso. Per forza. E’ una conseguenza umana e inevitabile. La palpebra che va a tempo con il UUUUIIIIIUUUUUUIIIIIUUUUUUIIIIIUUU, il piede che batte sul pavimento perché non può battere sulla testa dei vicini di casa, le mani che afferrano la finestra con l’istinto di sradicarla. Tra le altre cose l’auto incriminata è in garage: lo so che non sembra possibile, ma vi assicuro che o quel garage ha le pareti di cartone, o l’antifurto è progettato ad ultrasuoni. Vorrei lanciare uova, sassi, bottiglie, gavettoni, libri rilegati che pesano come macigni, secchi di tintura, mattonelle (le ho, in cantina), ma non posso. Almeno l’allarme scatterebbe per qualcosa di sensato, ma non posso. Il UUUUIIIIIUUUUUUIIIIIUUUUUUIIIIIUUU sarà dovuto all’ipersensibilità dell’auto, che al primo spiffero grida come un neonato a cui stanno spuntando i dentini.

Difficile a dirsi, ma spero che i vicini di casa tornino presto.

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. annaecamilla ha detto:

    Ecco perché amo il posto dove mi trovo ora e odio l’Italia anche per situazioni del genere che ti mettono sotto stress. Qui non è mai capitato!!! I miei brividi lungo la schiena aumentano con l’avvicinarsi della mia partenza.

    1. Ehipenny ha detto:

      Dove ti trovi esattamente ora?? Purtroppo é anche la maleducazione o il menefreghismo che porta a questo…

      1. annaecamilla ha detto:

        Hull Yorkshire

      2. Ehipenny ha detto:

        Wow bello! 😍

      3. annaecamilla ha detto:

        Il mio paradiso interiore💕💕💗

  2. Capita spesso anche a me, se non è l’antifurto di un’auto, è quello della casa di fianco, o di quella dietro che poi suonano ad intermittenza, ti dici wooow è finita…ed invece riparte

    1. Ehipenny ha detto:

      Esatto!! Ti illude e disillude all’infinito 😅

  3. Pensieri effimeri ha detto:

    Che stress però!!
    Il fatto che al giorno d’oggi gli antifurti aumentano!!

    1. Ehipenny ha detto:

      E sono sempre più potenti!

  4. disastermindblog ha detto:

    Per fortuna allora che non ho l’allarme nella mia mini Cooper 😂

    1. Ehipenny ha detto:

      Allora la tua forse la comprerei 😅

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