Vi spiego le guerre puniche di Ticketone in onore di Ed Sheeran

Ore 11 di giovedì 27 settembre 2018. Messa in vendita dei biglietti per i concerti di Ed Sheeran a Roma e Milano. LUI. Devo prenderli. Devo fare di tutto per prenderli. La mia ansia cresce per una settimana intera, la mattina del fatidico giovedì mi sveglio alle sette del mattino, alle dieci sono già davanti al computer con le palpitazioni, apro venti schede diverse, tutte fisse sulla pagina di Ticketone, le aggiorno a ripetizione massacrando il tasto F5. Ore 10 e 59. Ore 11. Panico. Precipito nella sala d’attesa del sito, che mi fa aspettare trenta secondi in ogni scheda aperta, poi si apre la selezione dei biglietti, provo a metterne trecento in ogni carrello di ogni scheda, ma ulteriore attesa mi blocca con un principio di infarto. Apro lo stesso sito dal cellulare, in preda alla peggiore disperazione, di nuovo la sala d’attesa che non mi fa entrare, poi accade qualcosa, sì: le mie dita premono sullo schermo, tremanti come foglie, senza leggere, senza sapere nemmeno che posti stanno comprando, fino alla pagina conclusiva: CONFERMA ORDINE. Confermo? O preferisco altri posti? E’ meglio continuare a provare? A cercare? Rischiare di perdere queste rarità che ho tra le mani? Confermo l’ordine. L’email da parte di Ticketone parla chiaro: due biglietti acquistati per il concerto di Ed Sheeran a Milano, a San Siro, nel Terzo anello blu. Lontano, sì. Lo vedrò grande quanto una formichina, sì. Soffrirò di vertigini, sì. Ma ho vinto la mia guerra punica contro Ticketone, le sue sale di attesa, le migliaia di dita a smanettare sulle tastiere, a menare il tavolo, a incendiare i computer, a tremare in attesa della conferma definitiva. Ho vinto la guerra contro il computer che implode perché i biglietti sono limitati, tutta Italia sta cercando di comprarli, la connessione internet sta dando il tutto per tutto, ma il caos è comunque ingestibile. Una vera e propria guerra contro i mille clic che una persona umana deve fare per comprare un biglietto per un concerto. Un parto. Una sofferenza cardiaca e psicologica che si prova solo in certe rare occasioni. Ah, cosa non si fa per un concerto! Si va in trasferta con un pullman, ci si arrampica sulle tribune degli stadi, si passano ore ed ore a disperarsi per accaparrarsi l’ultimo biglietto, si mettono in scena guerriglie telematiche tra chi esulta e chi si dispera, chi salta per casa e chi si strappa i capelli. L’apocalisse. Ed Sheeran ha generato l’apocalisse. Ma io, con i miei biglietti in mano, lassù a San Siro dove sarò più vicina agli uccelli che al palco, potrò godere della sua musica. La SUA. In pace con il mondo. Felice. La musica ti rende felice. Anche prima di ascoltarla.

Questo sproloquio per sfogare un’adrenalina durata giorni, e che probabilmente finirà quando il corriere suonerà alla porta per consegnarmi un pacco. IL pacco. E a quel punto, forse potrei anche abbracciarlo. Il corriere. E il pacco.

23 pensieri su “Vi spiego le guerre puniche di Ticketone in onore di Ed Sheeran

  1. Dove inizia la vendita di Ticketone finisce la civiltà. Ti capisco perfettamente: quando c’è il concerto di un’artista che NON puoi perdere scopri dei nuovi lati di te, che fanno paura. Tanta paura.
    Poi voglio un post in cui ci racconterai l’esperienza 😘

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