Tour dell’Andalusia – Cadice

Abbiamo approfittato della mattinata più grigia e nuvolosa dell’intera vacanza per salire in macchina alla volta di Cadice, città costiera e un tempo fortificata sull’Atlantico. Arriviamo molto presto, intorno alle nove del mattino, orario in cui i negozio sono ancora chiusi, le strade sono ancora desolate, le finestre sono ancora serrate, perfino la chiesa non ammette visite; la prima veduta sul mare ci accoglie in silenzio, solo qualche miagolio proveniente dagli scogli ci fa accorgere di un’altra presenza viva in città.

Così ci concediamo un caffè in un bar e con una calma zen passeggiamo per la città, passando più volte davanti alla cattedrale e alla sua immensa facciata. Il freddo pungente ci costringe ad avvolgerci negli asciugamani da mare che teniamo sempre negli zaini, ma non contente, noi donne della famiglia, io e mia madre, ci precipitiamo dentro Decathlon e ne usciamo con due felpe più pensanti, uguali. Nessuno si poteva immaginare che in Spagna potesse fare anche freddo, dopo i quarantatré gradi di Siviglia e una settimana di sole pieno.

Finalmente riscaldati, arriviamo al mercato centrale, ancora transennato e apparentemente chiuso, in piazza della Libertà. Tutto intorno fanno a gara le bancarelle di gingilli e souvenir, e addirittura qualche telo artigianale steso a terra e rivestito di oggettistica di vario tipo. Le pareti perimetrali del mercato sono invece dipinte con riquadri precisi e pennellate tecniche, quasi fossero di una mostra d’arte all’aperto. All’ora di pranzo i cancelli vengono aperti, e i profumi di dolce e salato si mescolano tra i tavolini apparecchiati, le seggiole alte e i banconi: pesce, gelati, bibite fresche corrono tra le mani di cuochi, camerieri, turisti, spagnoli di fretta o in pausa dal lavoro, contribuendo all’immagine dinamica che il mercato ora assume.

Il nostro percorso si snoda ora in direzione della costa e della spiaggia, oltre le vecchie mura di cui rimangono ancora evidenti resti ben tenuti. Attraversiamo stradine strette e vuote, incroci ad angolo retto che fanno sembrare Cadice un labirinto intricato, e quando l’orizzonte si apre davanti a noi un vento fresco marittimo ci spazzola i capelli con vigore, facendoci stringere ancora nelle felpe appena comprate. Il mare è blu, come blu deve essere, ma percorrendo l’intero perimetro del muretto panoramico si scoprono paesaggi completamente diversi a destra e a sinistra, terre diverse, sabbie diverse. E’ spettacolare come le onde modellino la riva a loro piacimento, qui in un modo e qui in un altro, a distanza di pochi metri.

Scendiamo in spiaggia La Caleta con le scarpe da ginnastica, proprio nell’ora in cui i bagnanti arrivano, armati di ombrelloni e cesti per il picnic: è una spiaggia ancora in parte abbandonata, in cui prevale forse il porto in lontananza, o i due castelli entro cui è compreso il lembo sabbioso, di Santa Catalina e di San Sebastiàn. E’ una spiaggia piccolina e famosa, da cui si scorge guardando a destra l’intero viale del lungomare che procede dritto, come un lungo serpente sinuoso. Ma l’affollamento insistente ci spinge a lasciare presto quel luogo, per cercare un posto in cui mangiare.

Consigliati dai camerieri del nostro albergo di Conil de la Frontera, senza alcun dubbio sostiamo presso la friggitoria Las Flores, che offre portate rustiche di pesce fritto e di frittelle, servite con la massima semplicità ma con una grande cortesia. Una frittura di pesce squisita, senza un goccio di olio che solitamente impregna le dita, senza eccessiva pastella o eccessivo grasso. E del restoil pesce è quello di una città di mare e portuale, di altissima qualità.

Sulla via del ritorno i paesaggi che avevamo osservato grigi e immersi nella nebbia, riacquistano un colore acceso e variopinto che fa sembrare Cadice quasi un’altra città. Sono scomparsi i gatti dagli scogli, ma i palazzi sono delle più stravaganti tinture, arancioni, rosa, bianco candido, mattone.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Perseide💫 ha detto:

    Il grigiore ha dato origine al cielo terso e azzurro. Mamma mia che posti … che bel viaggio. A volte sto muta e guardo le foto degli altri post… posso solo ammirare e godere dei tuoi minuziosi racconti. 💙

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie mille davvero! È stato un viaggio intenso ma bellissimo, è un piacere condividerlo e ripercorrere quei luoghi ogni giorno 😘

  2. Mastro Pellecchia ha detto:

    Ma quanti bei posti hai visto 🙂

    1. Ehipenny ha detto:

      Un viaggio stupendo, ogni posto era diverso ma bellissimo 😊

      1. Mastro Pellecchia ha detto:

        Si percepisce dai tuoi racconti 🙂

      2. Ehipenny ha detto:

        Ottimo! Era ciò che speravo 😀

  3. Ehipenny ha detto:

    Un viaggio stupendo, ogni posto era diverso ma bellissimo 😁😊

  4. laurettafilippi ha detto:

    Bellissimo! Non so perché non ti seguivo più🤔😘😅

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Hai recuperato subito 😘

  5. L'Uomo dei Mici ha detto:

    Tour della Pennusia 😅😅😅🤣🤣🤣

  6. fulvialuna1 ha detto:

    Anche il grigio vi ha regalato la meraviglia…gatto compreso.

    1. Ehipenny ha detto:

      È vero, climi e colori diversi fanno una differenza enorme!

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