Tour dell’Andalusia – Trafalgar, Bolonia, Tarifa, Valdevaqueros

La gita fuori porta è stata sin da subito pianificata a tappe, per non perdere alcuna delle mete più consigliate dalle recensioni e dalle guide. Prima tappa, il faro di Trafalgar, monumento alla sconfitta catastrofica degli spagnoli contro la flotta inglese nel 1805. E’ in effetti un faro abbandonato a sé stesso, poco indicato, quasi nascosto per vergogna, in una punta di costa ventosa che si affaccia sul mare più selvaggio. I cartelli affissi proibiscono la balneazione, per via delle tante vittime che le onde hanno inghiottito. La strada che conduce al faro è ghiaiosa, affollata di spagnoli che corrono o passeggiano con i cani, pochi sono i turisti che si avventurano fino in fondo, per scovare il parallelepipedo chiuso da una recinzione. Ma il silenzio, il rumore del vento e del mare, rendono quasi pacifico quel luogo isolato dal mondo.

La spiaggia di Bolonia è una rinomata meta per i vacanzieri spagnoli e non spagnoli, un’enorme distesa di sabbia fine e uniforme, caratterizzata dalla presenza di una delle dune più grandi d’Europa. Una spiaggia che non colpisce per le sue dimensioni se paragonata a quelle di Conil de la Frontera, non colpisce per il silenzio perché affollata di gente, non colpisce per il mare, perché pare il più agitato, insomma, non colpisce noi. Parere soggettivo, rimaniamo per il tempo di qualche foto, lasciando tempo al sole di fuoriuscire dalle nubi grigie.

Tarifa è la città più a sud della Spagna, a soli 14 chilometri dal Marocco. E’ la culla delle colonne d’Ercole: qui finisce il mar Mediterraneo e comincia l’oceano Atlantico, qui le due acque si mescolano sotto un ponte artificiale, dividendo due spiagge a destra e a sinistra completamente differenti. C’è tanto da dire, su questa cittadina. Le case bianche, le vie strette e sgombre, le piazzette che sono un agglomerato di localini per mangiare, come piccole terrazze rasoterra e accoglienti, familiari. Poi gli improvvisi schizzi di colori quando si incontra il giardino fuori dalla biblioteca, o il vialetto che costeggia il mare decorato con piastrelle cobalto. Il porto, angolo di lavoro e movimento, agitato dalle barche in partenza o dalle auto in arrivo, affiancato da un deposito di ancore arrugginite, e più lontano dalle costruzioni tedesche della seconda guerra mondiale. E’ un passaggio obbligato che conduce alla punta di Tarifa, un lungo ponte che scavalca un lembo di spiaggia. Non sarebbe niente di particolare, se non fosse per i colori così diversi, le atmosfere così diverse, da sembrare fatto apposta. Un’acqua cristallina, trasparente, pulita, calma, una spiaggia affollata di gente, ombrelloni piantati, bagnanti che si spingono al largo a nuotare o a tuffarsi dagli scogli sporgenti: questo è il mar Mediterraneo. Acqua scura e mossa, con le alghe sulla superficie, le onde schiumose che si spingono a riva, una spiaggia deserta tranne qualche raro osservatore dell’orizzonte, e disseminata di rocce portate dall’alta marea e abbandonate: questo è l’oceano Atlantico. Guardando poi verso l’Africa, ecco la magia: si delinea con immensa chiarezza il contorno dei monti del Marocco, come se un braccio potesse addirittura toccarlo, limpido e assolato come un quadro appena dipinto, una polaroid appena scattata. Tarifa regala spettacoli meravigliosi, giochi di luce e di contrasti, differenze che nessuno avrebbe immaginato di poter osservare, tutto sullo stesso ponte. Ma Tarifa non è nemmeno solo quel ponte.

Come ultima tappa, sostiamo alla spiaggia di Valdevaqueros, famosa per essere il paradiso dei surfisti, ventosa e attrezzata per ogni tipo di sport acquatico. Ed effettivamente quello che troviamo è ben lontano dalle aspettative di un paradiso: sembra un villaggio turistico per giovani, con l’erba sintetica all’ingresso, un bel bar, un punto di noleggio dell’attrezzatura, e non un centimetro quadrato di spiaggia libera o lontanamente silenziosa. Pare di essere piombati nel salento italiano, rumoroso, vivace, con la musica che proviene dalle casse ed un vago odore di sigaretta. Non rimaniamo che pochi minuti, io in segreta ammirazione di un surfista in fase di preparazione.

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. L'Uomo dei Mici ha detto:

    …finchè la Penny va, lasciala andare…finchè la Penny va 😀

    1. Ehipenny ha detto:

      Ciaoo! Quella è la regola per trattare con la penny 😁

      1. L'Uomo dei Mici ha detto:

        Affari penneschi! Ciao P

  2. annaecamilla ha detto:

    Ogni giorno, al di là di come sia andata e le località che ti sono piaciute… Dicevo ogni giorno vedo cose bellissime e mozzafiato. Hai fatto proprio un bel tour💗💗💗

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie! È un piacere condividerle, e rivivere insieme a voi quei luoghi 😘

      1. annaecamilla ha detto:

        Grazie cara per me è sempre un piacere😀💗

  3. Pensieri effimeri ha detto:

    che meraviglia…la Spagna è tutta fantastica!!

    1. Ehipenny ha detto:

      Io ho visto in aggiunta solo Barcellona ma si, quello che ho visto è tutta meraviglia 😍

  4. L'Uomo dei Mici ha detto:

    Penny: da Bologna a Bolonia 😂😂😂😁

    1. Ehipenny ha detto:

      Andata e ritorno 😅

      1. L'Uomo dei Mici ha detto:

        La Penny… un nome, una garanzia!

      2. Ehipenny ha detto:

        Modestie a parte 😊

  5. fulvialuna1 ha detto:

    Io però in quel faro ci vivrei…isolata dal mondo ma a contatto con la natura.

    1. Ehipenny ha detto:

      Una vacanzina non sarebbe male in effetti! Peccato sia proibita la balneazione

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