La relazione mai nata più breve del secolo

Ho conosciuto un ragazzo, la perfezione in persona. Vent’anni, ancora vergine, timido patologico, con un tic nel sistemarsi il riccio dei capelli, ben piantato, cavaliere come non se ne trovano dal medioevo, di quelli che ti offrirebbero perfino la bottiglietta dell’acqua. L’ho conosciuto in piscina, perché amico di amici, ed è stato un colpo di fulmine. Oddio. Un po’ impreciso. Mi ha scritto il giorno dopo, e ci siamo visti per un caffè. Ci siamo baciati in una stradina deserta, con quell’atmosfera da film che, o arriva Jack lo squartatore da dietro l’angolo o ci si bacia. Ci siamo visti varie volte, al parco, in piscina, fuori a cena, siamo sempre stati bene, mi ha sempre offerto tutto lui, mi ha sempre guardata con gli occhi dolci come non mi era mai capitato, ci siamo sempre scattati una foto ricordo con le teste vicine. Poi la fiaba perde il suo lieto fine, io parto per la Spagna con i miei genitori, il ragazzo in questione parte per Gallipoli con gli amici, e quando torna mi scarica come una lattina vuota. Anzi, peggio: una lattina vuota e schiacciata. Mi dice che non se la sente di iniziare una relazione seria, che io sono una brava ragazza, tranquilla, che vuole restare mio amico. Ora, mi sono sentita dire un’infinità di volte la storia della brava ragazza, come un complimento della nonna sempre uguale da vent’anni, a volte un modo per dirti cordialmente che sei noiosa, un mortorio. Ma si da il caso che quel ragazzo mi abbia scritto per due settimane tutti i giorni, infilando a sproposito lo smile che manda i bacini rossi. E non venitemi a dire che sono io ad aver frainteso, perché noi giovani comunichiamo così, comunichiamo con i messaggi scritti, ed ogni virgola ha il suo preciso e inequivocabile significato. Da cavaliere a cretino è un attimo. Mi ero fidata, mi ero lasciata prendere e conquistare da quello che poteva essere il mio primo fidanzato. Gli avevo perfino comprato un braccialetto come regalo dalle vacanze, finito tragicamente nel bidone dell’indifferenziata sotto casa. Mi ero vestita carina, indossando tutti i braccialetti che lui aveva notato subito su di me. E sono qui a farmi venire il mal di testa perché non capisco. Stavamo bene insieme, ce lo siamo detti. Tante volte è stato lui a cercare me. L’uscita a cena l’ha proposta lui, prima che anch’io partissi per le vacanze. Eravamo due timidi cronici, è vero, ma ci siamo divertiti. Era fiero delle nostre foto pubblicate sui social. Mi prendeva la mano. Mi accarezzava la gamba in macchina. Mi ha detto che ero bella. È diventato miope? Ha dei problemi di deambulazione? O forse semplicemente é un bambino che si è stufato del suo giocattolo. Questa spiegazione, chissà perché, va per la maggiore. E allora io mi rivolgo a tutte quelle persone che si comportano senza preoccuparsi dei sentimenti degli altri, seguendo gli sbalzi d’umore dei neonati con il pannolino sporco: PENSA PRIMA DI SPARARE, disse Fabrizio Moro. Pensate che state lusingando una ragazza che si commuove quando il lavavetri al semaforo la chiama “bella”, che si fa prendere dalle palpitazioni se un ragazzo la guarda da lontano, mentre magari sta fissando il menu della paninoteca. Pensate che state reggendo un bicchiere di cristallo con il mignolino, ma quello debole che vi eravate insaccati da piccoli e che non è mai tornato normale. Pensate che questa ragazza ci potrebbe rimanere male; no, non male, talmente male da volervi vedere ingessati fino alla punta dei capelli, legati ad un letto con le manette, con un’infermiera sadica armata di ago chilometrico, e un piatto di verdurine al vapore a colazione, pranzo e cena. Pensate che potrebbe passare ore a chiedersi dove siano stati i suoi sbagli, quando la sua sola colpa é stata quella di fidarsi di voi. Ma se non riuscite a pensare lucidamente, un consiglio: sparatevi nelle chiappe e fate dietro front. Di corsa, magari.

Questa è la storia della mia prima non-relazione. Un bel successo, visti i precedenti. Per lo meno ho scoperto dove fanno una pizza buona. E la prossima volta me lo trovo pelato, così non ci sarà nessun tic nervoso a innervosire i momenti già nervosi sul nascere. Ciao.

52 pensieri su “La relazione mai nata più breve del secolo

  1. Capita… Purtroppo
    …ne capiteranno ancora ma tu li capirai al primo sguardo e sarai la prima a girare le chiappe e scappare. Si sta male. Loro non se ne rendono nemmeno conto. Ma il mondo è pieno di uomini e non sono tutti uguali 😁

  2. Tesoro mio, vorrei consolarti abbracciandoti, ma sono realista e pratica e ti dico: benvenuta nel club della vita! Ingiusta come sempre e che spesso si accanisce con le persone più dolci❤

  3. Magari è una questione di ego: era timido e vedendo che è riuscito a conquistarti si è sentito più forte e gli è venuta voglia di fare il tosto, compreso fare altre conquiste… non avrei altre ipotesi!
    Meglio così comunque, visto il tipo!
    Meriti di meglio *_*

    • Infatti è strano questo cambiamento improvviso, è possibile anche questo, non so…
      Tu hai riconosciuto il tuo errore, e conforta toccare con mano che alla fine non è sempre semplice nelle relazioni, soprattutto non è semplice chiarirsi con sé stessi e con l’altro… arriverà poi la persona giusta 🙂

  4. Non ho letto tutti i commenti quindi magari te lo hanno già scritto. Gli piacevi e anche tanto, ma ora vuole altro. Vuole farsi delle esperienze. Ti ha vista per quella “giusta”, ma a lui serve poter cambiare, magari l’ha fatto in vacanza.
    Che bella la tua età, goditela.
    E ricorda che tutto “fa scuola”
    Un abbraccio!

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