The saddle club

Durante la mia infanzia e prima adolescenza ho trascorso tanti pomeriggi davanti alla televisione, a guardare quelle che allora erano gli spettacoli targati Disney trasmessi sui canali di sky. Avevo i miei preferiti, e ancora oggi, quando ritrovo vecchie immagini o qualche video di repertorio, provo una nostalgia grande, un’emozione, perché capisco quanto sono cresciuta da allora. Ebbene, sono cresciuta, ho vent’anni, e il sogno di imparare l’inglese al meglio. Ho scovato per caso gli episodi di questa serie tv, su youtube, totalmente gratuiti e legali. Ricordo quando la guardavo, e mi appassionavo ogni volta di più ai cavalli, sognando di galoppare nei prati in groppa ad un bastone, o di poter lavorare nelle stalle ed addestrare gli stalloni. Ricordo quando desideravo una vita così, fuori città, a sporcarmi di fango e a cavalcare sotto al sole, con delle amiche preziose e dei maestri buoni come il pane. Rivederla, ritrovarmi a vivere quelle stesse emozioni, a piangere per la morte di un purosangue o per la paura che il maneggio chiuda, ritrovarmi a sognare una seconda volta quella vita, fuori dal caos e dallo smog, dalle auto in coda e dai centri commerciali… è strano. E’ come tornare a vivere la mia infanzia. Non so se io sia fatta davvero per quella vita. Odio gli insetti, le salite, i vestiti lerci, l’odore intenso di stalla sporca. Ma allora, questa serie tv mi aveva catturata davvero. Ogni anno, durante le vacanze in montagna, trascinavo i miei genitori nei maneggi, e mi facevo pagare una passeggiata in sella ad un cavallo pieno di mosche, rigorosamente al passo e tenuta stretta dalla mia istruttrice. Ho sempre avuto un leggero timore, ma non dell’animale, no: dell’altezza. Un giorno mi fecero partecipare ad una lezione più seria, con una decina di alunni da introdurre al trotto, e a cui cercarono di insegnare ad alzarsi in piedi sulle staffe. Da quel momento capii che probabilmente non avrei mai imparato a cavalcare. Non avrei mai vissuto in mezzo ai prati, nel nulla più assoluto, non avrei galoppato in un percorso ad ostacoli, non avrei avuto un cavallo tutto mio, da strigliare e spazzolare ogni mattina, non avrei partecipato alle escursioni nei boschi, con le tende e il fuoco da campo, non avrei preso più alcuna lezione. Così è stato. Oggi, davanti ai brevi episodi di una serie tv per bambini, mi chiedo come sarebbe adesso la mia vita se non fossi stata così testarda. Mi chiedo se avrei trovato anche io il mio Saddle club, le mie amiche del cuore nel maneggio, e poi fuori. Mi chiedo se avrei superato quel mio timore nel sollevarmi in piedi sulle staffe, e vedere il vuoto sotto di me. Perché sarà una serie tv per bambini, ma io ci ho trovato tanto amore per gli animali, tanta amicizia, tanta solidarietà conper gli altri, tanta passione nel proprio lavoro, tanta dedizione e tanta cura, tanta gioia nel cavalcare il proprio compagno, tanta tristezza nei legami che si spezzano, tanti addii dolorosi e tanti ricordi nostalgici. In una serie tv per bambini ho trovato tante lezioni importanti. Se mi sono appassionata ai cavalli, è stato merito suo. Soltanto suo. Tutt’ora questa passione non è morta e sepolta, tutt’ora rimpiango di non aver mai provato a superare le mie paure, tutt’ora mi incanto davanti alle gare di salto ostacoli in televisione, o davanti ai video di equitazione trovati sul web. Io vivo in città, in pieno centro. Non è una città con i calessi dei cavalli che trottano per strada, non è una città che pullula di maneggi in periferia, non è una città di montagna e non ci sono boschi e torrenti a pochi passi. Non avrei mai potuto trovare qui l’Australia dipinta nel telefilm. Ma forse sarà per sempre un pezzo di me. Un sogno irrealizzato, una sensazione mai provata di tenermi alle briglie e sobbalzare sulla sella, ascoltando il silenzio ed il solo rumore degli zoccoli sul terreno. Il profumo dei monti, degli alberi, della rugiada, del crine appena spazzolato, del cuoio lucido, dell’aria pulita, mi manca senza averlo mai respirato davvero. E poi quell’amicizia, l’amicizia di tre ragazze che affrontano prove più grandi di loro, i primi amori, le prime discussioni, i primi perdoni, le prime cadute dalla sella che sono come le cadute durante la vita, perché bisogna rialzarsi ed affrontare il futuro. Ho vent’anni ed ho apprezzato una serie tv per bambini in lingua originale. E credo sia proprio questo il bello: ritornare ogni tanto bambini. E’ come riaprire un vecchio libro e rileggerlo come se il tempo fosse improvvisamente tornato indietro. E’ un po’ magico, no?

Non ho dimenticato nemmeno la mia fissazione per il protagonista maschile della serie, biondo e carino, timido e gentile.

E, oserei dire, cresciuto abbastanza bene.

Aggiungo che la maggior parte degli attori, all’epoca di dodici o quattordici anni, hanno scelto strade diverse e lontane dalla recitazione, dalla medicina alla psicologia, dall’insegnamento alla musica, e in ogni caso hanno studiato, con la testa sulle spalle, senza farsi travolgere dall’eventuale successo. Bravi loro.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. annaecamilla ha detto:

    Bella carrellata di ricordi, emozioni che in parte appartengo a tutti noi che ci nutrivamo di televisione. 💋

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie! La si può criticare ma alla fine la televisione riempie certi momenti, anche con delle emozioni durature :))

      1. annaecamilla ha detto:

        Quanti ne ho io che ricordo con immerso piacere. 💗

  2. Kikkakonekka ha detto:

    Sì, il tipo è cresciuto molto bene.

    1. Ehipenny ha detto:

      Lo avevo prospettato da bambina 😆

  3. Io adoravo letteralmente questa serie tv, tanto che da piccola sognavo di diventare una cavallerizza e costringevo tutte le mie amiche a fingerci le protagoniste di “The saddle club”

    1. Ehipenny ha detto:

      Finalmente qualcuno che la conosce! A costringere le amiche non ci sono arrivata, però chiedevo ai miei genitori di comprarmi un cavallo 😂

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