Regole per comporre un tormentone estivo

L’estate, secondo la tradizione, si compone di pochi semplicissimi elementi: sole, mare, e tormentoni estivi. Con tutto quello che i tre suddetti elementi si trascinano dietro: i bikini di moda, che quest’anno son fatti di un bel velluto pregiato, i fenicotteri rosa, il frisbee sulla spiaggia, l’abbronzatura da perfezionare alle due del pomeriggio. Ma la musica dell’estate è un must. E’ un appuntamento annuale che si attende in fibrillazione, con la curiosità di conoscere chi saranno quegli artisti che odieremo, insulteremo, bestemmieremo per ben tre mesi.

Ogni tormentone che si rispetti, affinché venga riprodotto in ogni stazione radio, in ogni campo estivo, da ogni cassa dell’animazione turistica, da ogni cellulare, da ogni corda vocale di qualsiasi teenager, deve riportare determinate caratteristiche peculiari. E perfino voi, cantanti dell’estate, dovete rispettare un codice etico rigido e professionale.

1) La canzone deve trattare di una delusione amorosa, lei che ha lasciato lui o lui che ha lasciato lei, e lei che si è portata via il suo cane, e lui che non le compra più le scarpe, lei che piange, lui che piange, noi che piangiamo, voi che piangete, essi che piangono.

2) Non possono mancare le maracas, i bonghi, i tamburelli a sonagli, i legnetti, il berimbau, le nacchere, tutto ciò che crei un clima spagnolo, sudamericano o raggaeton. Un ambiente un po’ giungla e un po’ corrida, un po’ circo e un po’ musica fatta in casa.

3) Amor, corazon, bailar, sol, mueve!, vida, estate, mettete insieme queste parole e avrete immediatamente il testo della canzone.

4) Contattate un rapper in bermuda e canottiera, infilategli la testa in una ciambella a forma di fenicottero rosa, mettetegli in mano un mojito e un microfono, piazzatelo a bordo piscina, e avrete immediatamente il videoclip della canzone.

5) Se non siete spagnoli, dovete crearvi un nome d’arte adeguato: una esse finale, un Andres o un Felipe, una Carmen o una Mercedes, ed un cognome che sappia di Spagna o di estate.

6) In concerto dovete coinvolgere le masse, mueve la cintura! Bailemos todos juntos! , dovete creare una ola di braccia e sederi che si muovano in armonia con la musica. Per farlo, presentatevi in costume da bagno, con delle chiazze di crema solare non spalmata, i braccialetti dei vucumprà, un cappello di paglia in testa e le sneakers di moda, quindi saltate a zoppo galletto e correte da una parte all’altra del palco. E’ dimostrato: funziona.

7) Noleggiate dei ballerini neri, di quelli americani ruotano sulla testa e fanno girare il pallone da basket sulle dita: metteteli sul palco e fateli esibire, fuori tempo e fuori ritmo, con delle catene d’oro da bicicletta al collo e i capelli con la visiera al contrario. A metà brano sguinzagliate le veline di Mediaset con le ghirlande della notte rosa romagnola e i bikini, fate in modo che si schiaffeggino i sederi a vicenda e che le tette

vadano a ritmo con i bonghi della base musicale.

8) Importante: indossate sempre gli occhiali da sole, anche se diluvia, nevica, c’è un tornado all’orizzonte, vi stanno lanciando pomodori sul palco. Occhiali da sole con qualsiasi condizione meteorologica, in qualsiasi luogo, nello studio di registrazione e in concerto, in radio e in albergo. Assicuratevi che siano quegli occhiali neri da spacciatore grandi come le maschere da sci, con una fantasia psichedelica disegnata sulla montatura.

9) Salite sul palco con il cellulare in mano, registrate per i social il pubblico in delirio, i presentatori che vi parlano senza ottenere risposta, poi l’intera esibizione stonata, con l’inquadratura che si shakera come un mixer da cocktail perché stai saltando come se fossi su di un trampolo a molla. Prima di scendere dal palco scattatevi un selfie con il vostro naso in primo piano, gli occhialoni neri in secondo piano, i ballerini con i braccioli e le ciambelle gonfiabili addosso in terzo piano, e il pubblico in fondo, come una macchia confusa.

10) Assicuratevi che la vostra canzone finisca per essere un jingle pubblicitario di successo, un sottofondo per le promozioni di Vodafone, per sconti della Conad, per i saldi estivi della Decathlon, per la sigla del Telegiornale, per le aperture dei concerti nazionali e internazionali. La vostra canzone dovrà risuonare nei negozi, nei supermercati, negli ascensori, negli ospedali, alle feste in piscina, in banca, sulle navi da crociera, nei bar di prima mattina. E mi raccomando: da giugno a settembre dovrete annichilire il restante panorama musicale. Niente è impossibile.

Nel caso le dieci regole non abbiano funzionato, aggiungo un undicesimo punto da utilizzare come un ultima carta: invitate Alvaro Soler per un caffè, fatevi assumere nella cerchia di eletti che lavorano per lui nei mesi estivi, piazzate nel suo nuovo singolo in composizione una parola a scelta tra Amor, corazon, bailar, sol, mueve!, vida, estate, e chiedete i diritti d’autore. L’estate 2019 sarà vostra.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Perseide💫 ha detto:

    Ohhhh ma é così complicato? Comunque meglio assai dei tormentoni zanzariosi cavolo. 🤗

  2. Mastro Pellecchia ha detto:

    Tutto vero 😂

    E poi c’è Rovazzi che prende e spariglia tutto 👀

  3. Sara Provasi ha detto:

    Analisi perfetta!! 😂😂
    Quest’anno la hit che non mi va giù è quella che ha nel titolo “capoeira”… Già solo per quello! 😂😂

  4. annaecamilla ha detto:

    Alcune volte il terrore che arrivi l’estate non è tanto per le giornate asfissiante ma per i tormentoni!

  5. Kikkakonekka ha detto:

    In pratica è abbastanza ovvio che la qualità artistica del brano debba essere squisitamente basso.

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