Io e l’estate

Non sono mai stata una persona estiva, una persona che vive l’estate come se la propria vita finisse a settembre. A volte quasi la detesto, l’estate. Non sono una persona da feste fino all’alba, da discoteca ogni sera, da aperitivi fino alle tre di notte, da serate al mare toccata e fuga con l’auto, non sono forse la tipica ventenne che cazzeggia, anche perché di anni ne ho ancora diciannove. Sarò fatta strana, ma i miei momenti speciali dell’estate sono gli stessi di tutto l’anno, con la differenza che sui social impazzano le fotografie di chi smania di divertirsi, di chi non dorme mai di notte, di chi va a ballare tutti i giorni, mentre io leggo un buon libro e mi ascolto la mia musica dagli auricolari. Di che cosa mi lamento? Non lo so. Forse a volte vorrei vivere un’estate così, senza pensieri o libri da leggere, solo gli amici, il mare, una casa, nessun adulto nei paraggi, anche se possiamo già considerarci tutti maggiorenni e vaccinati. Sarebbe figo, per usare un termine giovanile. E invece non fa per me. C’è chi in estate non si vede più, chi fugge dalla città per viaggiare in capo al mondo, o semplicemente per trasferirsi al mare, sull’Adriatico sporco e melmoso che offre infinite discoteche e locali. C’è chi in estate non bada a spese, e con il proprio gruppo immenso di amici organizza i viaggi più belli, magari anche più di uno, prenotando case su booking.com e sperando nella sincerità delle foto. Io non ho un vero e proprio gruppo di amici, io ho diversi amici, ciascuno con il proprio circolo ristretto, che in estate si chiude a chiave e parte all’avventura. Chi non parte, non ha voglia di partire per mete lontane o esotiche, e così si rimane in città quasi fino ad agosto. Non mi lamento per questo, perché l’università ha cambiato un po’ tutto. Si sa quando inizia, non si sa quando finisce. Ormai tutti vanno in vacanza ad agosto. Io ci vado con i miei genitori. Ed eccoci arrivati al punto dolente, perché se non so mai che cosa farò in estate con gli amici, per lo meno so che cosa farò con i miei genitori. Da qualche anno a questa parte organizzano per me viaggi esotici, itineranti, per certi versi stancanti, forse l’opposto di quello che vorrebbero, ma io parto volentieri con loro. Abbiamo fatto un tour della Sicilia, uno della Basilicata, uno di Creta, quest’anno dell’Andalusia. Sono quei viaggi che saziano un poco la mia voglia di vedere il mondo, in attesa di trovare il coraggio per farlo da sola. L’estate, se fosse per me, sarebbe questo: un continuo peregrinare, anche con una persona soltanto, quella giusta, alla scoperta degli angoli più remoti del pianeta terra, quelli di cui nessuno parla, senza discoteche rumorose o gente ubriaca. E’ un ideale idilliaco che probabilmente ho soltanto io. Ma il caos esiste trecentosessantacinque giorni l’anno, ininterrottamente, tra il traffico delle sette, il lavoro, le telefonate, i vicini di casa, qualche uscita serale, lo studio, gli amici che gridano, le mie stesse risate, tutto è rumore assordante che rende piacevole anche i mesi freddi. Ma l’estate per me è diversa. Mi piace svegliarmi con il sole appena sorto, con le temperature ancora miti, con le strade deserte e silenziose, ma tutti dormono fino a mezzogiorno, e solo io mi affaccio alla finestra così. D’estate mi sembra di essere sempre quella strana, quella che si diverte a modo suo, quella che sogna di lavorare per guadagnare e di guadagnare per poter viaggiare, quella che non ha bisogno di un gruppo di venti persone ma di pochi amici stretti con cui convivere, quella che non disdegna di vedere l’alba una volta ogni tanto, ma che apprezza una nottata in spiaggia a guardare le stelle più di una notte in discoteca ubriachi. Ecco perché dico che l’estate non fa per me. Sono strana? Eppure lo penso da sempre, lo penso da quando siamo rimaste forse soltanto in due ad andare ancora in vacanza con i genitori, e ogni anno mi riprometto che sarà l’ultimo, perché vorrei che ognuno di noi seguisse i propri interessi, perché so che a loro piace la montagna ma noi andiamo sempre al mare. Ma è come se soltanto loro capissero la mia estate. Amori estivi, discoteche in spiaggia, la sveglia a mezzogiorno, a chi importa del mare!, una pasta improvvisata, beachvolley nel campo di sabbia, cosa c’entra con me? Una sola persona mi capisce, una persona che apprezza il bel mare, il buon pesce, la sveglia presto per andare in spiaggia, quando ancora è deserta e silenziosa, sdraiarsi sotto il sole ad occhi chiusi, con i pensieri che volano liberi nella pace. Non è bellissimo? E vivere così ma lontano, in un’isola sperduta nel mare, da turisti incoscienti e avventurieri, non è bellissimo anche questo? Sono sicura che la mia estate arriverà. Sono sicura che troverò una persona disposta a lasciare le sicurezze di casa e partire. Sono sicura che l’estate non verrà più spesa a sognare tra i libri ma tra le onde di un mare non mio. E fino ad allora non mi pento di svegliarmi all’alba e affacciarmi alla finestra, con il gracchiare delle cicale e un profondo silenzio tutto intorno, e leggere un libro dopo l’altro, guardare i film che avevo rimandato da tempo, camminare con gli auricolari e la musica nelle orecchie, lavorare come dogsitter per guadagnare qualche soldo mio, e affezionarmi delle chiacchierate con un cane perché almeno lui mi capisce, lui che vorrebbe esplorare il parco fino in cima e rincorrere le lepri. E’ un’estate semplice e solo mia. Un’estate che mi fa sembrare strana, e in imbarazzo quando mi chiedono i miei progetti. Non dovrebbe essere così. E chi ha detto che diciannove anni sono troppi per andare in vacanza con i propri genitori?

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Amo il caldo, il mare, se non fosse che me ne resto in facoltà fino a luglio e che quindi ad agosto voglio stare a casa in campagna al fresco, mi piacerebbe avere più vita sociale.

      1. Ehipenny ha detto:

        Sempre meglio che novembre piovoso 😅

    1. Ehipenny ha detto:

      Ecco, è la vita sociale un po’ il problema 😁

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie mille, che bello! 😍

  2. annaecamilla ha detto:

    Anch’io ti capisco! ti sono vicina!!!!!

    1. Ehipenny ha detto:

      Meno male grazie!😘

  3. Kikkakonekka ha detto:

    Mio nipote (figlio della sorella di mia moglie), avvocato (mica pizza e fichi) ha 29 anni e va ancora in montagna con i genitori.
    E poi si fa anche le sue vacanze da solo.

    1. Ehipenny ha detto:

      Se è una vacanza che piace a tutti, perché no 😀

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