Codice della strada secondo Penny

A scuola guida mi hanno insegnato le regole di base per poter circolare in strada, civilmente e senza dar luogo a battaglie mortali. Mi è stato detto di fermarsi al giallo, di mettere le frecce in rotonda, di dare la precedenza ai pedoni, di stare alla larga dalle biciclette, di tenere il volante con ambo le mani, di fermarsi sempre agli stop, di circolare in fila indiana anche a bordo di una moto. Facile, direte voi. Ma qualsivoglia mortale ha ben chiaro in mente che le regole della strada vengono spesso interpretate con fantasia. Accade così che se vi sedeste per un giorno, a bordo del marciapiede, potreste notare che gli equilibri precari della carreggiata sono dominati da ben altre leggi naturali. Dunque, per riscrivere il manuale, l’ho fatto. Il risultato è una giungla a dir poco sorprendente, in cui:

  • In auto il volante è tenuto da una sola mano, quando questa risulta libera da cellulari, auricolari, cartine, navigatori satellitari, cibo, libri, giornali, bottiglie dal contenuto liquido e non identificato, sigarette. L’altra mano viaggia tra il cambio e il freno a mano per le derapate, tra la borsa che a volte va prelevata dal doppio fondo sotto il sedile, ai comandi dei finestrini che salgono e scendono come le seggiovie montane.
  • Il volume minimo a cui ascoltare la musica in auto è identificabile dal fischio che comincia a perforare i timpani e a dar luogo a otite acuta.
  • Davanti a un semaforo giallo, da una distanza di cinque chilometri, si ingrana la sesta marcia come fosse un circuito di formula uno, si sfonda il pedale dell’acceleratore, si fonde il motore, si bruciano i copertoni lasciando un netto segno sull’asfalto, e si passa. Alzando il dito medio nel caso in cui il controllo rosso semaforico ci scatti una foto ricordo.
  • Il pedone NON ha precedenza. Mai. Vale la legge del più forte, per cui le auto NON POSSONO frenare davanti alle strisce pedonali, pena un concerto di clacson e bestemmie di un quarto d’ora. È il pedone a doversi lanciare a peso morto sulla strada, anche nel mezzo di un viale extraurbano, eventualmente facendosi scudo con l’ombrello. In caso di scarsa visibilità si consiglia un giubbotto catarifrangente e un megafono per comunicare l’intenzione di attraversare.
  • Le biciclette NON hanno alcun diritto, né di circolare, né di esistere. Per definizione le biciclette sono sempre nel posto sbagliato, perché sulla ciclabile circolano i pedoni, e allora le due ruote invadono la carreggiata, zigzagando nel traffico, evitando gli specchietti retrovisori, a volte reggendo con una mano un ombrello, un cellulare, o un panino che perde pezzi del suo condimento, e pretendendo di svoltare a sinistra tagliando in obliquo cinque corsie di marcia senza morire. L’automobilista lo insulta, lo maledice, ma a costo di rimetterci il bagagliaio inchioda, ritrovandosi il naso sul volante e l’ennesimo concerto di clacson alle spalle.
  • In rotonda NON esiste la precedenza. In rotonda ci si lancia ad occhi chiusi, è come la partenza di un missile diretto sulla luna, risponde allo scatenate l’inferno dei cronisti sportivi. Non si guarda chi sta arrivando, non si mette alcuna freccia, perché potrebbe dare luogo a sorpassi, si entra nell’orbita circolare ai settanta chilometri orari, si fa un paio di giri di ricognizione, e si esce in linea retta con la prepotenza di chi guida un carro armato asfaltatore. Auto colpite: sette. Motociclisti abbattuti: tutti. Biciclette investite: l’unica che ha osato avventurarsi in rotonda.
  • Il cartello di stop è una decorazione ornamentale. Bello, rosso, impone la velocità della Ferrari. Si supera recitando il rosario, e pregando che la fisica faccia in modo di evitare una deflagrazione.
  • Le moto sono tenute ad accelerare il più possibile per superare le macchine in coda, e ai semafori debbono obbligatoriamente portarsi oltre la linea di stop, sulle strisce pedonali, con il cranio sotto le luci semaforiche. Per fare ciò è concesso loro l’abbattimento degli specchietti retrovisori, il tracciamento di righe sulle portiere, l’arpionamento di braccia sporgenti dai finestrini, l’erogazione di gas di scarico sulla faccia degli automobilisti, e l’eventuale operazione di disincastro in condizione di emergenza.
  • L’inversione è SEMPRE autorizzata, anche in strade montane con pendenza al settanta per cento, due sole corsie non asfaltate, fossati medievali ai lati, tornanti a distanza di due metri l’uno dall’altro, e neve. E’ in alcuni casi concessa perfino in autostrada, purché si circoli sulla corsia di emergenza e non ci si fermi al casello per cercare di pagare.
  • Le corsie preferenziali non sono riservate soltanto agli autobus, ma a tutti coloro che hanno fretta, che sono in ritardo, che hanno un suv o una decappottabile, o che portano appresso un permesso per disabili della bisnonna morta da quarant’anni. Costoro sono per di più autorizzati a scartare l’ostacolo dell’autobus senza guardare, senza scalare marcia, e senza indicatori di direzione.
  • I dossi sono costruiti appositamente per eseguire evoluzioni acrobatiche. Si prega di accelerare.
  • Il sorpasso a destra è consigliato soltanto ai veri esperti, e va eseguito con sguardo d’odio rivolto verso l’auto da superare, ed eventualmente preceduto da una serie di dieci tocchi di abbagliante.
  • L’auto della polizia è dotata di speciali permessi, per cui non esistono limiti di velocità, non esistono corsie preferenziali, possono sostare in terza fila con il motore acceso, possono scavalcare la rotonda passandoci direttamente sopra, possono accelerare in corrispondenza delle strisce pedonali come una palla da bowling, allo scopo di atterrire gli utenti della strada e dimostrare chi comanda.
  • Le ambulanze con sirena e lampeggianti accesi, non deve lontanamente immaginare che le auto si spostino, ma deve segnalare il proprio arrivo con grida, tamburi, clacson, maracas, petardi, fuochi d’artificio, molotov, segnali di fumo.
  • Gli ultranovantenni sono caldamente invitati a spostarsi in auto, a circolare a cavallo delle righe bianche, a sfiorare gli ostacoli della strada, a non superare la folle velocità dei venti chilometri orari, a non mantenere per alcun motivo una traiettoria rettilinea, e a suonare prontamente ai semafori non appena scatta il verde.
  • Per salutare gli amici è concesso suonare violentemente il clacson per un minimo di venti secondi continuativi, sollevarsi in piedi con la testa fuori dai finestrini, accostare spalancando le portiere di dimensione alare, caricare i suddetti amici nei posti rimanenti, e se necessario nel bagagliaio (purché aperto).
  • Il parcheggio va svolto calpestando più righe e occupando più posti possibile, preferibilmente con due ruote sul marciapiede e due ruote sulla carreggiata, con una bicicletta sotto e un bidone della spazzatura sul cofano, dopo manovre violente contro i paraurti altrui e scarico dei passeggeri in grande stile, cercando di colpire gli scooter con le portiere.
  • Si consiglia di accelerare in corrispondenza di pozzanghere sovradimensionate, cercando contemporaneamente di colpire i pedoni. E’ un campionato annuale, al termine del quale si stilerà la classifica degli italiani più precisi.
  • Si consiglia vivamente di lavare i vetri con lo spruzzino dell’auto quando ci si trova fermi al semaforo, accanto a un’auto fresca di lavaggio, un lavavetri armato di sapone sporco, una bicicletta e una Lamborghini.
  • Ai figli sedicenni comprate una minicar, e lasciate che sfreccino ai cinquanta all’ora in una scatola di cartone surriscaldata, con dieci amici a bordo, la droga nel bagagliaio, e il rap italiano che fuoriesce dai finestrini.
  • Ai nonni di campagna comprate un’apecar, di quelle che circolano alla velocità delle sedie a rotelle elettriche, ma che possono caricare venti chili di legna, otto mucche e un coccodrillo senza sbilanciarsi di un millimetro.

E la teoria è superata. Esame pratico in elaborazione.

17 commenti Aggiungi il tuo

  1. Aida ha detto:

    Beh, non hai indicato le sedute dall’estetista con donne che si truccano mentre stanno al volante, e gli uomini che si scaccolano al semaforo…. Questi ultimi sono ottimi poco prima del pranzo e della cena, se desideri metterti a dieta.
    E i bambini messi al volante assieme al papà??? Quelli li hai notati?

    1. Ehipenny ha detto:

      Ma quante cose ho dimenticato! Ci vorrebbe il secondo manuale 😅 gli uomini che si scaccolano sono la cosa più disgustosa… aggiungerei alla lista gli uomini che al semaforo invece guardano i culi delle ragazze che passano e suonano il clacson (esperienza personale) 😫

      1. Aida ha detto:

        Quelli sono orribili… ti guardano assetati di sesso, come se non avessero mai visto una donna in vita loro. All’inizio mi facevano rabbia, ora mi fanno ridere.

      2. Ehipenny ha detto:

        Forse sono ancora nella fase rabbia e schifo 😅

  2. loredana ha detto:

    In autustrada circolare a velocità moderata rigorosamente sulla corsia centrale ignorando gli improperi di chi tiene la destra e viaggia più velocemente. (sia ben chiaro che in quel caso la sottoscritta lo SUPERA, non lo sorpassa, stando sempre sulla sua corsia a destra)

    1. Ehipenny ha detto:

      Hai fatto bene, sono termini diversi! Superare significa sgasare senza muovere il volante, sorpassare implica una manovra in derapata 😅

  3. Gintoki ha detto:

    Io non mi affido quasi mai al codice. Ad esempio, la precedenza è una questione di gioco di sguardi. Io guardo chi si appropinqua all’incrocio e cerco di capire se è uno che mi lascia passare o è uno che passerebbe sopra di me e i miei antenati pur di sopravanzarmi.

    1. Ehipenny ha detto:

      Io invece guardo più la macchina perché dallo sguardo non capisco un ca**o… i macchinoni li lascio passare, le macchinine no 😂

      1. Gintoki ha detto:

        Capire lo sguardo è questione di esperienza. Col tempo impari pure tu a fare lo sguardo intimidatorio ma solo con quelli con cui te lo puoi permettere.
        Non va bene guardare alle dimensioni!

      2. Ehipenny ha detto:

        No beh ma lo so, un po’ scherzo… però non so fare lo sguardo cattivo io 😅

  4. Grandiosa…ancora rido!!
    Non hai scritto mica delle cavolate..
    È vero quello che dici…
    Diciamo che il perfetto guidatore esiste…sono i neopatentati nei primi tre mesi di guida sono impeccabili poi si fanno prendere dalla mano..ops dal volante ed è finita!!

    1. Ehipenny ha detto:

      Confermo! Ero impeccabile allora, mentre adesso qualcuna di queste cose la faccio anche… i limiti di velocità assurdi li supero, senza chiaramente essere pericolosa… e i pedoni fermi alle strisce con me aspettano 😂

  5. Ehipenny ha detto:

    Confermo! Ero impeccabile allora, mentre adesso qualcuna di queste cose la faccio anche io… i limiti di velocità assurdi li supero, senza chiaramente essere pericolosa… e i pedoni fermi alle strisce con me aspettano 😂

  6. Interessi Sconosciuti ha detto:

    Simpatico post
    per il tipo: m’insegno a guidare
    🙂

    1. Ehipenny ha detto:

      Prossimamente il manuale in vendita 😅

  7. Fantastica! Guido così poco che metto la freccia quando esco dalla rotonda 😂

    1. Ehipenny ha detto:

      Grande! Ti fa onore 😍

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.