Wonder

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So di non essere un bambino normale. Ho subito 27 operazioni. Mi sono servite per respirare, per vedere, per sentire senza un apparecchio, ma nessuna di loro mi ha dato un aspetto normale.

Il film uscito a Natale dell’anno passato circa. Un film che poteva essere due cose: uno schifo o uno splendore. È stato effettivamente un bel mezzo splendore, diciamo tre quarti, per non sbilanciarmi. La storia narrata è l’ennesimo caso di come la vita possa essere ingiusta, una storia capace di entrarti dentro e domandarti se tu, in fondo, saresti stato capace di reagire, una storia che sembrerebbe soltanto una in mezzo a un oceano di sfortune molteplici. Auggie è un bambino dall’aspetto brutto, e nessuno, nemmeno lui stesso, è capace di negarlo. Ma non è di questo che il film vuole parlare. Il punto di vista di un bambino della scuola media, filtrato dal vetro scuro di un casco da astronauta, si impone sullo schermo, con il suo rifiuto verso chi, lo sa, lo farebbe soffrire. C’è consapevolezza, in tutti i protagonisti. Consapevolezza della perfidia di certe persone, magari ingenue, magari ignoranti, magari non del tutto per propria colpa, che non riescono a scorgere la bellezza dietro una pietra un po’ scheggiata. Auggie è “letteralmente pietrificato”, sa che il suo primo giorno di scuola non sarà come gli altri, sa che avrà bisogno di coraggio, di uno sguardo diverso, di un’anima diversa. Forse pare quasi un vecchio stereotipo, il bullo della classe che ferisce con le parole, quante volte questa statua di marmo ci è stata posta davanti, come problema da sradicare. Auggie deve combattere, prima contro le proprie paure, contro quella sensazione di essere brutto, contro il pensiero che sua madre non possa essere sincera nel suo dirlo bellissimo; e poi contro il mondo, che ricerca il volto anonimo che si confonda nella massa. Il film racconta gli errori dei ragazzini di dieci anni, ancora inconsapevoli di tutto, delle conseguenze dei propri gesti, dei dolori che possono provocare. Racconta delle bugie che a volte siamo portati a dire, perché dove c’è una scelta vi sono due strade, una in salita, ed una in discesa che attrae come oro. Non é facile, a nessuna età, gettarsi nel bosco buio e allontanarsi dalla città illuminata. Jack non ha niente di diverso da tutti gli altri, eppure dietro la faccia deforme di Auggie riesce a trovare una persona, LA persona, diventandone amico inseparabile. Un apparente lieto fine, nonostante gli errori siano sempre dietro l’angolo, per noi esseri umani corruttibili. Più Auggie cresce, nei suoi dieci anni costanti, più il suo volto appare ai nostri occhi quasi normale. È quella tendenza a dimenticare l’aspetto esteriore, perché ormai non conta più niente, ormai c’è un legame che va oltre tutto questo. Consiglio di vedere questo film, come ho consigliato tanti altri film, eppure c’è qualcosa di diverso, perché l’ho visto mesi addietro ma ancora la faccia sfigurata e sorridente la ricordo, falsa come il carattere degli attori sulla scena, potente come un messaggio televisivo. Abbiamo bisogno anche di questo. Di divertirci, di commuoverci, di lasciarci trasportare, di imparare qualche buona lezione che non è scritta sui libri. È una battaglia contro i luoghi comuni, in un mondo che a dir la verità è quasi protetto, senza i cellulari o i computer a fare da padroni: ci si nasconde dietro i costumi della festa di Halloween, e può essere forse un caso? Ci si traveste da zombie, da fantasmi, da scheletri, da stregoni, ci si copre da ogni raggio di luce artificiale che possa svelare il vero volto, e per Auggie è il solo giorno in cui può sentirsi un bambino come gli altri. Ma quelle protezioni, quell’apparire ignoti ennesimi in una enorme folla indistinta, quella possibilità di agire senza poter essere riconosciuti responsabili, è forte. Come una maschera di cartone, anche oggi ci si nasconde, anche qui, nel mondo reale. Non c’è un Auggie dalla faccia sfregiata, ma troppo spesso Auggie ha i capelli sporchi, la felpa fuori moda, gli occhiali, o un carattere introverso, Auggie cammina tra di noi, e aspetta sempre di poter togliere il casco di astronauta. Quanti Auggie hanno sofferto in questa società? Wonder è un film diversi dagli altri, credo. Wonder ha tanti significati, meraviglia, stupore, prodigio, miracolo, fenomeno. Come quel lieto fine, che dopo la crudele verità rappresentata, con le lacrime, le bugie, le sofferenze della sorella sempre riposta nell’ombra, ora stride ed emerge come il grido di una tromba in piena notte. È un messaggio chiaro: tutti possono e devono farcela. Auggie, la sua famiglia che ha paura, paura che non sia abbastanza forte, paura che non ci sia nessuno, là fuori, ad aspettarlo come lo aspettavano loro, e sua sorella, abituata da dieci anni ad essere sempre seconda, e a vedere le persone cambiare sotto il suo naso senza poter fare niente. Sono mille tasselli di un puzzle di meraviglia.

C’è un professore che accompagna le scarse due ore di pellicola cinematografica, Mr. Browne. Probabilmente ha capito tutto, e ha visto i primi giorni di scuola di Auggie, i suoi occhi tristi, il suo desiderio di sedere in silenzio e aspettare la fine. Ma sa che la sua vita meriterebbe di più. È forse anche per questo che scrive alla lavagna i suoi precetti del giorno, frasi lapidarie che scavano negli errori di ciascuno, nei propri modi di essere, nella capacità di cambiare. Perché a volte si ha soltanto bisogno di uno schiaffo sulla faccia, e qualcuno che ti faccia capire che non importa come appari, ma quello che sei realmente dentro. E’ la scuola più dura, ma quella che nella vita ti permette davvero di brillare.

We all have marks on our face. This is the map that shows where we’ve been and it’s never, ever ugly.

Auggie afferma, alla fine del film:

We all need a standing ovation at least once in our life.

E il solo modo per ottenerla è riuscire a capire quanto valiamo, e quanto siamo in grado di dare per essere felici.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Diemme ha detto:

    L’ho visto, bellissimo, con un’insolita ma sempre straordinaria Julia Roberts.

    1. Ehipenny ha detto:

      Vero, lei é fantastica 🙂

  2. illettorecurioso ha detto:

    Ho preso il libro parecchi mesi fa ma devo ancora leggerlo. Il film l’ho trovato molto carino 🙂

    1. Ehipenny ha detto:

      Il libro non l’ho letto, hovscoperto la sua esistenza ieri 😅

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