Caro vicino ricco

Ti vedo. Dalla finestra della mia camera, io ti vedo. Vedo che hai una casa di due piani con terrazza monumentale e giardino. Vedo che hai tre auto, un Range Rover, una Mini e una Porche, nascoste in un garage di dimensioni indecifrabili. Vedo che hai un cane di razza, la filippina che ti fa il bucato, una figlia viziata in età adolescenziale, una madre con un tono di voce tre volte più alto del normale. Ma più che vederti, io ti sento. Sento quando la dodicenne in crisi ormonale accende le casse del cortile, e si ascolta due ore di concerto ininterrotto di tormentoni estivi, con un sottofondo di pallone da basket che rimbalza regolare, TUNF TUNF TUNF TOC! -pausa- TUNFTUNFTUNFTUNF. Che poi, facesse almeno canestro. No, la palla rimbalza contro il muro, abbatte una sedia, sfiora il cane, oltrepassa il cancello e non si sa come torna anche indietro. In estate l’allenamento agonistico procede oltre il tramonto, con un battito che ti fa saltare i nervi come mollette del bucato. Senza contare la fase maschilista dello skateboard con due ruote, dominata da un ronzio incostante perché l’infante non riusciva nemmeno a stare in equilibrio. Sento poi quando la madre rincasa, percepisco il rombo della Mini cooper in fase di parcheggio, e le grida strozzate di lei, che già scende incazzata, e si incazza ancora di più. Ricordo quel pomeriggio: madre e figlia sul terrazzo, a discutere animatamente sopra il libro di storia, e nella mia camera una cantilena ronzante della bambina che ripeteva Martin Lutero, e lui che probabilmente si rivoltava nella tomba, perché lo aveva fatto diventare re dei barbari. Che altro sento? Sento perfino le litigate dentro casa, un concerto di botta e risposta che vanno disarticolandosi: DAIII! – NOOO! – DAIIGRR! – NNNNN! – GNGNGNGN – FFFFF!. E sbattono le porte. Sento quando tu, padre, decidi che é il momento di tagliare l’erba del prato, e per il pomeriggio intero segui il tagliaerba martellante in dieci passate di rasoio, quasi fosse un campo da golf all’inglese. Sento quando decidi di lavare le tue auto: le tiri fuori, ti armi di idrante con un getto che pare un geyser, e per tre ore buone spruzzi in ogni minuscolo angolino, in ogni grata, in ogni centimetro quadrato di carrozzeria, quando nel mio orecchio risuona come un calabrone eccitato che si agita sul posto. Avrei anche la tentazione di bersagliarti i vetri con le uova, ma poi dovrei ascoltarti in loop per una settimana, al che ci rinuncio seduta stante. Ti sento, poi, quando inviti i parenti a casa, e si organizza un torneo di basket professionale tra cuginetti: e le urla isteriche, i pianti, i pensanti STUPIDA! gridati da cosanguinee, non sono niente a confronto con il nonno. Sì, il nonno che vuole imparare a giocare a basket. E allora tutta la famiglia si impegna, sistema i segnalini di plastica a terra, di quelli da palestra professionale, spiega al nonno la posizione, il palleggio, il tiro. E si fanno le otto di sera. Di vostro sento perfino l’aspirapolvere della filippina, che si danna a pulire in una sola mattina una reggia, e corre con l’attrezzo da un angolo all’altro mettendo il turbo. Sento quando il cane si esalta, e incastra il muso nei fori del cancello per osservare il camion della spazzatura che rovescia la plastica nel cassone: scondinzola come se fosse un dinosauro suo parente. Che poi, il cane è forse l’innocente preda di tutta famiglia. Una volta l’ho visto, cavalcato dalla figlia, con la schiena inarcata a U e la lingua fuori. Avrei potuto chiamare la protezione animali. Ma sapete che c’è? Io vi sento, qundo discutete, quando la madre chiama COSTANZAAAA! per un’ora, mentre Costanza fa la capricciosa e non risponde, vi sento quando pranzate sul terrazzo e vi alzate alle cinque del pomeriggio, dopo aver spaziato dalla politica al giardinaggio, dall’oroscopo all’economia. Vi sento quando avete ospiti, come l’amichetta della piccola Costanza, che sfrutta l’impianto stereo spaziale e si fa ascoltare in un raggio di venti chilometri. Vi sento quando grigliate la carne di otto mucche e il mio cuscino puzza di costoletta bruciata. Vi sento quando alla madre scende la catena, e per un’ora ribalta casa insultando l’ameba di figlia che si ritrova. E vi vedo. Vedo la figlia che batte i piedi come una bambina di sei anni. Vedo il cane isterico che gira in tondo e si lancia le palline da solo. Vedo il padre che cammina impalato, come se avesse un lampione infilato nel posteriore. Vedo la madre con lo sguardo perso, che osserva desolata la figlia a braccia conserte mentre si lagna NON MI PIACE L’INSALATAAA! Lasciatevelo dire: siete un piacevole teatrino. Piacevole per dieci minuti, poi ti parte il desiderio di infilarti la cera nelle orecchie o alzare il volume del televisore da far tremare anche il mobile. In aggiunga, fosse per me salterei dalla finestra con il miglior balzo della mia vita, e atterrerei con delle scarpe chiodate sulla testa di Costanza adolescente media italiana. Sappiatelo: vi vedo e vi sento. Ho delle uova in frigorifero.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Se dovessi trovare un serial killer competente per i miei vicini, ti consiglierò come cliente successiva.

  2. Sara Provasi ha detto:

    Troppo forte!! 😀😀😀🔝
    Sembra una scena teatrale, alla Truman Show! 😂👌

    1. Ehipenny ha detto:

      Purtroppo è realtà, non basta lanciare i pomodori 😂

      1. Sara Provasi ha detto:

        Eheh ci credo 😅😅 venerdì davanti a casa mia c’era la festa delle elementari (mai fatta ai miei tempi, o non così), con la selezione musicale a tutto volume più pacchiana possibile: cose come YMCA, momenti di gloria, la canzone della Champions League e i vari j ax del momento tutto mescolato 😅😅😅

  3. Emozioni ha detto:

    Io prenderei subito delle belle uova di struzzo🤣🤣🤣

    1. Ehipenny ha detto:

      Corro a comprarle!

      1. Emozioni ha detto:

        Perfetto😜😉

  4. Kikkakonekka ha detto:

    A volte è un peccato che tra i comandamenti ci sia “non uccidere”.

    1. Ehipenny ha detto:

      Compreso non bombardare 😂

  5. Laura Cross ha detto:

    Come ti capisco! Sono queste le volte in cui valuto di andare a fare l’eremita da qualche parte, per lo meno non ci si deve sorbire i teatrini altrui! Il cane che abbaia a tutte le ore, il bambino petulante che urla e strepita, la musica a volumi altissimi tanto da farsi sentire fino in piazza… Solidarietà!

    1. Ehipenny ha detto:

      Quasi quasi divento eremita anch’io 😅 Grazie della solidarietà!

  6. Gintoki ha detto:

    Il pallone torna indietro perché gliene hanno preso uno addomesticato col pedigree. Mica noi barboni che lo prendono dal decathlon in saldo.

    1. Ehipenny ha detto:

      Hai ragione, noi che ne possiamo sapere…

  7. positivefab ha detto:

    Anche io ho dei vicini di merda :’D ti capisco benissimo e odio anche io come te!!!

    1. Ehipenny ha detto:

      Grande! Brutta storia i vicini di casa 😅

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