L’apericena porta consiglio

Semplicità. Io vivo di semplicità, e non mi stancherò mai di ripeterlo. Vivo di serate come queste, sedute con due amiche davanti ai taglieri ormai vuoti, alle piadine raffreddate, a qualche vecchia conoscenza che si ferma a salutare. Sì, c’è stato un periodo in cui ho pensato di perderle. Sono quei brutti momenti in cui vedi tutto nero, e senti la fragilità farsi strada, hai la sensazione che tutto possa crollare da un momento all’altro e seppellirti. Poi sono tornate, e ho capito che semplicemente mi ero sbagliata io, e probabilmente non se n’erano mai andate. In una sola serata ho capito tante cose. Quanto sono cambiata, maturata, nella mia capacità di affrontare discorsi seri e battute di spirito, nonostante io sia quella che parla sempre di meno, che non emerge quasi mai, che per chiedere il conto al tavolo fa passare dieci minuti. Ho saputo legarmi davvero a due persone così, e so che con loro mi troverò sempre bene. In una serata sola ho capito che forse in ogni amicizia forte ci sono momenti difficili, litigi duri e attriti cigolanti che non si riescono a placare. C’è stato un periodo in cui ho pensato che forse sarebbe stato meglio non vedersi mai più. Dipenderà dalle compagnie, dalle abitudini nuove, dalle emozioni passeggere, ma questo trio della vacanza a Riccione, in quarta liceo, ha rischiato di non tornare più in vita. Era un duo, alla ricerca di una risposta. Poi ho capito. Ho capito che quella terza persona mi mancava, che nonostante tutto riguardare le foto insieme a lei mi faceva sorridere, che quella vacanza a Riccione è stata una delle mie pagine preferite. Ho capito che volevo ricostruire un rapporto. Ho proposto io questa serata, prendendo il coraggio a due mani e rompendo il silenzio. Era la nostra promessa, trascorrere una bella serata, noi tre insieme, perché al mio compleanno lei non c’era e non è stata colpa sua. Lo percepivo, che qualcosa stava cambiando. Ma in una sera ho potuto vedere, riflettere e capire, quanto le persone riescano radicalmente a cambiare. Siamo tornate per questa sera il bel trio di Riccione, le tre amiche per la pelle, io l’infiltrata conosciuta al liceo, loro sorelle fin da bambine, io quella di Bologna Centro, loro quelle di Riale periferia. Ho invidiato più volte la loro amicizia, e poi sono stata presa e di peso portata in un mondo che non conoscevo: era nuovo per me avere delle persone su cui contare, con cui uscire, con cui parlare, con cui ridere, con cui sognare di viaggiare. Litigare è stato brutto, ma credo che abbia insegnato un po’ a tutte. Stare lontane, anche questo ha insegnato tanto. Perché se tengo a una persona, inizio a desiderare di vederla, e non mi sono mai resa conto fino ad allora di volerle così bene. Il nostro trio a volte è un quartetto, a volte aumentiamo a sei, cambia il numero a seconda delle occasioni. Ma queste due persone sono per me una seconda famiglia. L’ho capito in una semplice apericena d’inverno, sotto le stufe all’aperto, a mangiare piadina e affettati come se il mondo finisse domani. Ho capito che vorrei trascorrere con loro forse troppo tempo, e non voglio pretendere da chi ha già tanto da dare, e da distribuire, vorrei poter vivere un’altra vacanza a Riccione, ma non so se accadrà oggi,o domani, o in un prossimo futuro. Siamo sempre qui, noi tre, tutte un po’ diverse da prima. Siamo qui a ricordare quando mi hanno costretto a seguire gli Europei, quando mi hanno invitata per la prima volta a fare shopping, e quando sono entrata per la prima volta in discoteca. Tanti piccoli passi, e per me erano i primi che muovevo dopo aver smesso di tremare. Non si possono cancellare certi racconti di vita, anche se ho appena diciannove anni e parlo come una centenaria. È che sono felice. Sono felice di averle ritrovate. Sono felice di aver trascorso una delle più belle serate, senza andare sulla luna o vincere dell’oro. E poi, non è servito dirselo, ma promettersi di rifare una serata tutte assieme, il più presto possibile, perché ci sono amicizie che non bisogna rovinare. È come se da quella vacanza a Riccione fossimo tornate l’altro ieri, ma con la crescita di tre soli mesi di università.

L’amicizia vera non si può spegnere nell’indifferenza, perché i ricordi tornano presto a bussare, per farti capire quanto ciascuno sia in debito con gli altri per gli anni bellissimi che sono stati vissuti.

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. caterina rotondi ha detto:

    Viviamo…negli occhi…di un altro…sia di chi ci ama…sia chi ci passa accanto…un solo attimo❤

    1. ehipenny ha detto:

      Bellissima frase 😍

  2. Concordo le serate più belle sono le più semplici con le persone giuste
    Le amiche vere, non temere, non le perderai mai

    Buona la piadina ehh

    1. ehipenny ha detto:

      Vero, hai ragione! Anche sulla piadina 😆

  3. Kikkakonekka ha detto:

    Ecco, questo tipo di serate mi mancano proprio

    1. ehipenny ha detto:

      Sono particolari, uniche direi…

  4. m&m ha detto:

    Riale… conosco bene ; )

  5. fulvialuna1 ha detto:

    Ci sono amicizie che sono per sempre, alla mia età lo posso affermare.
    E la semplicità di viverle è qualcosa di meraviglioso, come sono meravigliose le follie.

    1. ehipenny ha detto:

      Allora mi fido di te, e spero di portare queste amicizie avanti nel tempo, per sempre :))

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.