Negata

Va bene, è scientificamente provato che lo sport non faccia per me. È da anni che ci provo. Prima il nuoto, il più riuscito e decisamente l’ultimo e unico, anche se puntualmente perdevo un polmone in sette metri d’acqua, e a ritrovarlo rischiavo lo svenimento. I problemi sorgevano nello stile a dorso, e solo il muro sa quante testate io abbia tirato, con la potenza di una palla da demolizione, perché io di gambe pedalavo. Poi hanno provato con la bicicletta, ma dopo aver sfondato in serie l’asfalto, un cespuglio di rose, una panchina, un paraurti, si é deciso in seduta comune di interrompere ogni tentativo testardo per evitare danni peggiori. Per mia scelta mi sono cimentata nel tennis, e dopo tre anni di maestro, di pratica, di partite perse, il mio livello era fermo a quello di una principiante dodicenne. Senza contare quelle palle che spedivo su Marte, quelle che rimanevano incastrate nella racchetta, quelle che colpivano persone, quelle che sono riuscite a rovesciare cesti di altre palline, che a farlo apposta non ci sarei riuscita in cento tentativi. Insomma, gli altri hanno iniziato con i tornei, ed io ero ancora a correre per tre volte intorno al campo per punizione. Dopo il tennis ho smesso con gli sport. Avevo già escluso la pallavolo, per via della mia esperienza scolastica tragica, e del fatto che onestamente quel campo mi mette ansia. Stare sotto una rete alta un chilometro con degli armadi minacciosi ad un palmo di distanza, rischiare una pallonata a duecento chilometri orari dal compagno in battuta, o dallo schiacciatore che pensa di dover schiacciare una noce di cocco e non la mia testa… che ansia! Sarà per questo che la palla la spedisco su Plutone, e se miro a destra va a sinstra, se miro a sinistra va a destra. Frisbee, altro esperimento scolastico, qui è peggio dell’ansia, no, qui si parla proprio di terrore. Il frisbee decapita le persone, amputa le dita, trancia gli organi interni. Ho sperimentato i roller, in una palestra grande quanto la mia cucina, con altre venticinque vespe impazzite a strisciare per terra, o a spremere la faccia contro il muro. Ho superato il test con un buon voto soltanto perché la professoressa non mi guardava: si è persa la mia eroica culata a terra con tonfo da elefante, le gambe all’aria, l’ostacolo che avrei dovuto evitare dritto in testa, e poi la mia mossa per rialzarmi in un nanosecondo ed esultare. Arte. Con la professoressa di ginnastica del resto ne ho provate di tutti i tipi: dal volano che nel mio caso volava per terra, al basket in cui non colpivo nemmeno l’abnorme tabellone, dal calcio che ho affrontato sempre in panchina, alla cavallina che non riuscivo a saltare neanche arrampicandomi con lo sgabello. Un fallimento totale. C’è stata anche la parentesi sci, ma ho quasi sfondato le barriere di protezione, bloccato la seggiovia, ricevuto la medesima seggiovia sulla testa, e affrontato un’intera discesa rotolando. Parentesi sub, neanche da citare: il mio corpo si rifiutava di scendere, nemmeno con i pesi attaccati alla cintura. Nell’ultimo anno ho deciso che avrei giocato solo a ping pong; poi sono caduta a piedi all’aria, con la testa pericolosamente vicina al muro, e la racchetta monca volata insieme alla pallina, e allora ho capito. Ho capito che potevo distruggere il mondo. Quando ho smesso con lo sport, ho pensato che un’idea salutare sarebbe stata andare a correre. Che povera illusa. Dopo mezz’ora di non sentivo più il cuore, i polmoni, i polpacci, la milza, l’intestino, il cervello, la faccia, le braccia, le gambe, la pelle fradicia, la trachea masticata in bocca. Probabilmente ero sull’orlo di una crisi epilettica contrastata dalla tentazione allo svenimento. Ho corso solo due volte, due mezze ore che mi hanno lasciato intatto solo il culo, e per giunta nemmeno più sodo di prima. Pareva uscita da un ricovero ospedaliero con tanti insulti repressi, alla faccia di chi dice che lo sport faccia bene al corpo e all’anima. Ultimamente preferisco camminare, non è troppo pericoloso, non fa danni, non surriscalda i polmoni e l’apparato circolatorio, non fa esplodere la milza come una bomba carta, non mi riduce ad un manichino innaffiato che puzza di pecora. Ma non poteva certo andare tutto liscio. Sono stata sfidata ad una partita di freccette, e la mia è riuscita a rimbalzare dal bordo del bersaglio alla panca di legno al pavimento: praticamente ho giocato a boomerang. A mia discolpa posso dire che la mia compagna di squadra è riuscita ad infilzare la freccetta nel legno, ad un buon metro dal bersaglio. Poi c’è stato il bowling, dove ho perso 30 a 120 circa. Avevo iniziato bene, ma forse nel mio caso vale il detto chi ben comincia ha finito l’opera, perché dal quarto colpo non ho più colpito un birillo neanche di striscio. Mi hanno incoraggiata, PIÙ FORTE CHE PUOI!, e ho lanciato la palla indietro anziché avanti. Mi è scivolata, giuro. Ultimo tentativo: biliardino. Mi sono fatta gol da sola.

Avvertenza: se mai un giorno decidessi di darmi allo sport, correte ai ripari. Potrebbero esserci vittime e feriti. Ma vi assicuro che sarebbero assolutamente involontari.

17 commenti Aggiungi il tuo

  1. Per anni ho pensato di essere l’unica, mi fa piacere sapere che è un tormento comune quando si è piccoli. Ho fatto danza classica qualche mese, a scuola a pallavolo ero negata, mi è sempre piaciuto il calcio, ma da seguire, nn mi interessava praticare nulla. Ora ogni tanto vado in bici oppure passeggio, faccio qualche km e sono felice. 🤗

    1. ehipenny ha detto:

      Meno male, ho una nuova compagna! Io non seguo nemmeno il calcio, a parte in mondiali quando gioca l’Italia 😀 😀
      Scusa il ritardo ma eri finita in spam per qualche motivo ;D

  2. Mercoledì mi serve un difensore per la semifinale del campionato… ci sei? ahahahahah 😛

    1. ehipenny ha detto:

      A vostro rischio e pericolo, magari riesco ad abbattere la porta 😂

      1. no no! la maglia numero 10 è tua. ahahahah 😀 per la finale terzo e quarto posto… ahimè 😦

      2. ehipenny ha detto:

        Accetto volentieri! Inizio ad allenarmi, state in guardia 😂

  3. Emozioni ha detto:

    Muoio🤣🤣🤣
    Però sei un’asso nella scrittura e nello studio.
    Stai gareggiando bene in altri campi.
    Non tutti sono tagliati per lo sport.
    Pazienza.
    ❤️

    1. ehipenny ha detto:

      Mi fa piacere, grazie! Fortuna che esistono altre qualità 😁❤

  4. Gintoki ha detto:

    Io ho il terrore delle craniate a dorso – che ho dato in abbondanza – e quindi ho sviluppato il collo da gufo, faccio delle torsioni con la testa per vedere il bordo…

    1. ehipenny ha detto:

      I miei complimenti, io se ci provavo iniziavo ad andare storta, finivo in un’altra corsia o davo craniate non al muro ma ad altri crani 😂

      1. Gintoki ha detto:

        Ahahah non ti nascondo che sulle prime mi finiva tanta acqua nel naso per cercar di vedere…

  5. Kikkakonekka ha detto:

    Ti mancherebbe l’automobilismo, visto l’antifona suggerisco di evitare.

    1. ehipenny ha detto:

      Eh direi, per ora guido la mia auto in città e non ho ancora provocato danni, ma meglio evitare l’agonismo che con me evidentemente porta male 😅

  6. fulvialuna1 ha detto:

    🙂 🙂 🙂
    Ma chi l’hja detto che dobbiamo essre proprio in grado di fare di tutto soprattutto sport?
    Io ero mitica nella pallavolo, pallacanestro, medaglia d’oro al salto in alto, salto in lungo, ma se avessi potuto avrei giocato solo a calcio, c’ho la passione e sono anche brava, ma na schiappa a nuoto:affondo inevitabilmente alla quarta bracciata,tennis, mamma mia! sono l’orrore inpersona…mia figlia ad esempio è tosta quando gioca a pallavolo, nuota bene a pelo d’acqua, sotto è davvero un pesce, ma non gli dire di correre, muore! Dunque , viviamo con ciò che riusciamo e godiamoci la vita 😉

    1. ehipenny ha detto:

      Beh ma voi siete più sportive di me 😂 A parte gli scherzi, hai ragione viviamo con ciò che sappiamo fare :))

      1. fulvialuna1 ha detto:

        Non siamo “sportive” nel senso più stretto della parola, ci piace divertirci.

      2. ehipenny ha detto:

        Allora fate bene 😊

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