Generazione 2000

C’è una riflessione che mi tengo dentro da tanto tempo, un pensiero di una persona vicina ai giovani, perché giovane anch’io, ma che non capisce più niente. Ormai non si contano più sulle dita di una mano, nemmeno di due, gli episodi di bullismo nelle scuole, di violenza nei confronti dei coetanei, di vera e propria persecuzione verso i soggetti più deboli. Ma la cosa peggiore, che va oltre ogni soglia di umanità, è leggere che i bulli si accaniscono perfino contro i professori. Io ci penso, ci rifletto, e mi tornano in mente quegli episodi del mio percorso scolastico, quando se suonava un cellulare in classe scattava la nota, se si disturbava si veniva mandati fuori, se non si studiava si prendeva quattro, e li ricordo con un sorriso, perché allora, forse, la scuola era una cosa seria. Certo, non era perfetta, non lo é mai stata. C’erano i bulli, come sono sempre esistiti e come credo sempre esisteranno. Ma vigeva ancora il rispetto, e quella sorta di timore reverenziale nei confronti degli adulti, che ogni giorno vanno a scuola per trasmettere loro l’anima. Non sono tutti bravi allo stesso modo, non sono tutti capaci o tutti sereni, ma si era piccoli, allora, ed era immediato riconoscere che davanti ad un adulto non c’era ragione che tenesse. Non ci si azzardava a rispondere, ad alzare la voce, nè tanto meno ho mai visto un compagno picchiare un altro compagno. Oggi i bulli picchiano i professori, li minacciano con gli accendini e le pistole, li legano alle sedie e li filmano con i cellulari, li umiliano, riducendoli ad esseri privi di tutto, privi del proprio ruolo, privi della propria voce, privi della propria anima da trasmettere. Penso che al loro posto sentirei un senso di fallimento logorante. E invece una professoressa, sfregiata con un coltello al viso da un proprio studente, lo ha pubblicamente perdonato. Ecco, mi avvilisce tutto questo. Mi toglie la forza di sperare in un mondo migliore, perché il nostro futuro sta crescendo in una scuola che ha ribaltato ogni regola, in cui si è tornati ad una sorta di stadio primitivo senza comunicazione verbale. Sono generazioni che cresceranno con questo peso, il peso di aver scatenato un pregiudizio generale verso i giovani, e quei detti, i ragazzi di oggi non hanno educazione, i ragazzi di oggi sono cattivi. Non è cattiveria, è semplicemente incapacità di rapportarsi agli altri. Sono ormai a contatto con qualsiasi modello del mondo, anche oltreoceano, e sin da piccoli ricevono in regalo cellulari e computer, sin da piccoli conoscono il significato di internet, sin da piccoli sono in grado di cercasi i propri punti di riferimento ideali. Crescono in un ambiente troppo grande, che in alcuni casi finisce per schiacciarli. Non dobbiamo prendercela soltanto con loro, forse il problema è il sistema stesso, che non prevede personalità di spicco ma greggi tutti uguali, che sfrutta la tecnologia per uniformare i ragazzi, che non lascia spazio alla parola di chi si è tirato indietro. Ma é un problema attuale e pressante, che non fa altro che nutrirsi dell’emulazione, e che ogni giorno registra nuovi casi. Io stessa conosco le mancanze di rispetto verso i professori, e la battaglia quotidiana che ogni giorno affrontano per fare lezione, la conosco perché l’anno scorso ero al liceo, nello stesso identico ambiente. Si sente una differenza generazionale. Si vede, quando girando per i corridoi incontro ragazze con la pancia scoperta, con il trucco pesante, con le maglie scollate fino a scorgere il reggiseno. Lo so, non si giudica dalla copertina. Ma c’è più arroganza, c’è più noncuranza, c’è più impertinenza. E rimane tutto impunito. Vorrei poter spiegare loro che non ci si comporta in questo modo, e che la violenza è soltanto l’ultimo gradino di un degrado morale irrimediabile. A meno di diciott’anni hanno già picchiato i compagni, spedendone alcuni all’ospedale, hanno picchiato i professori, rischiando al massimo una bocciatura, addirittura qualcuno ha già picchiato i genitori, venendone allontanato. Le babyang hanno capito chi colpire per trovare una marcia soddisfazione, i figli a dieci anni scavalcano i genitori, che nonostante i pugni verbali stanno zitti, a subire dalle proprie stesse creature. Non sono tutti così. Ma tutti quei ragazzi senza una strada, senza principi, senza frasi per esprimere le proprie emozioni, i propri disagi, le proprie paure, che fine faranno? Resteranno delinquenti a vita, armati di coltello, accendino o pistola? Non sono ancora quel rifiuto della società da scartare. Io voglio credere che esista un futuro anche per loro. Ma non impareranno dagli articoli sui giornali, o dal perdono di una professoressa sfregiata. Non impareranno da una bocciatura di cui la scuola si dimenticherà il prossimo anno, nè da un ceffone di un genitore muto. Il dialogo dovrebbe essere il primo passo. Perché noi crediamo che siano già adulti, maturi e consapevoli, ma dietro quei corpi armati e violenti si nasconde spesso un disagio che nemmeno immaginiamo, e che non permette loro di comprendere la vita e il modo di affrontarla. È più difficile abitare nel loro mondo, sempre al limite, sempre vicino all’eccesso, sempre alla ricerca di un modo per affermarsi. E loro sono più piccoli di quanto noi vediamo.

26 commenti Aggiungi il tuo

  1. Neda ha detto:

    E i genitori dove sono?
    L’educazione la si insegna in famiglia, dalla nascita, con l’esempio e non con le chiacchiere.
    Ripeto: DOVE SONO I GENITORI?

    1. Kikkakonekka ha detto:

      Una generazione inadeguata di genitori, tutti coloro che hanno vissuto come ragazzi la bambagia degli anni ’80 e ’90 e che come genitori non pensano di avere responsabilità.
      Ciao.

    2. loredana ha detto:

      Esatto, Neda. Alla scuola compete l’istruzione, ai genitori l’educazione.

  2. Giuliana ha detto:

    Ma quanti hanno hai Penny? Da quello che scrivi sembra che tu abbia almeno sessant’anni, spesso dimentico che sei una ragazzina e, credimi, se i giovani avessero tutti la tua testa, sarebbe un mondo fantastico 😙

    1. ehipenny ha detto:

      Oddio sessant’anni non so se prenderlo come un complimento 😂 per il resto, ti ringrazio davvero! Non sono la sola, ho trovato altre persone come me, poche ma buone diciamo, con cui è sempre un piacere fare anche discorsi seri di questo tipo… ma ovviamente ci divertiamo anche tanto ☺

  3. Giuliana ha detto:

    anni e non hanno … cavolo!

  4. Vittorio Tatti ha detto:

    Il problema non è la generazione X, Y o Z, perché ognuna ha sfornato la propria dose di teppistelli: il problema è come si affronta l’inciviltà.
    Esistono tanti genitori inadeguati e troppe concessioni a chi, avendo ancora una certa età, dovrebbe rigare dritto.

    1. ehipenny ha detto:

      Hai ragione, assolutamente… ho parlato della generazione 2000 perché stavo guardando a quella, anche se credo che certe tendenze siano un po’ più diffuse… forse erano teppistelli diversi, essendoci altre possibilità per infrangere le regole e addirittura altre regole…

  5. Daniela ha detto:

    La famiglia è quella che detta le prime importanti regole e deve farle rispettare con costante presenza. Non basta seguirli con un messaggio su whatsapp credendo che il cellulare sostituisca la loro figura. Oggi molti giovani vivono in totale anarchia e con una libertà eccessiva non conquistata, non hanno rispetto che per se stessi mostrando una grande arroganza e maleducazione. Il risultato di famiglie di nome e non di fatto. La scuola educa ma sempre subordinatamente ai genitori, spesso anch’essi più interessati a difendere i ragazzi che gli insegnanti.

    1. ehipenny ha detto:

      Hai ragione eccome, infatti il problema è alla radice, nella crescita ed educazione dei figli… vedo dalla mia finestra una famiglia-tipo, in cui la figlia passa tutto il tempo da sola o con la donna delle pulizie, tratta la madre come fosse una coetanea, non accetta i rimproveri, e crescendo é arrivata ad averla sempre vinta,perché i genitori non sono mai riusciti a farsi rispettare…

      1. Daniela ha detto:

        sono i genitori ad aver sbagliato, se non sono riusciti a farsi rispettare hanno gravi mancanze

      2. ehipenny ha detto:

        Verissimo

  6. Il Signore dei Mici del Web ha detto:

    Chi tocca la Penny è mio nemico!!!

  7. Paola ha detto:

    Certi episodi di sopraffazione rappresentano una incapacità a fronteggiare la propria debolezza, il proprio insuccesso. E’ facile fare la voce grossa con chi è meno aggressivo, così si guadagna un pezzettino di falsa autostima, con la probabile latente consapevolezza di non meritarla. Comunque concordo sul fatto che certi valori devono arrivare dalla famiglia, dai genitori, non da altre fonti. Se i genitori sono i primi a non saper perdere, non c’è scampo

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo anch’io, e purtroppo ci sono casi in cui i genitori lasciano i figli in balia di sé stessi, senza quel dialogo di cui parlo nel post e di cui secondo me ci sarebbe bisogno… é così che cercano altri modelli di riferimento, senza controllo…

  8. fulvialuna1 ha detto:

    Io mi sento triste nel vedere tanta violenza tra i giovanissimi. Una violenza che io, personalmente, reputo nascere da una mancanza di gestione familiare, da una società sempre più superficiale, da un crollo della cultura…Si decisamente mi sento triste.

    1. ehipenny ha detto:

      Non dirlo a me… credo anch’io siano queste le mancanze principali, e purtroppo ci vuole tanto impegno per poter cambiare la situazione…

  9. Il Signore dei Mici del Web ha detto:

    Generazione Penny

  10. Demonio ha detto:

    I problemi sono iniziati quando si è voluto scimmiottare il sistema scolastico statunitense dando autonomia agli istituti. Parallelamente si è svilita la figura dell’insegnante e contemporaneamente si è dato un eccessivo potere ai genitori che di fatto hanno iniziato a voler insegnare agli insegnanti come insegnare esautorandoli anche da quell’autorità che era necessaria! Risultato? Un sei in condotta, una nota, una sospensione, un brutto voto e partiva immediatamente la causa. Ovvio che dalla “giustizia” neo borghese di queste persone il successivo passo è stata la “giustizia” con le mani di tutti gli altri con gli insegnanti relegati a fare da spettatori…vuoi la promozione? Prego…prenditi la promozione…e giustamente l’insegnante bada a sopravvivere, a difendere posto di lavoro e pensione e pazienza…hanno voluto sfornare degli asini?Bene…e asini resteranno, buoni per essere sfruttati e manipolati dal nuovo potere. Chi vorrà invece figli davvero istruiti e se lo potrà permettere li manderà a “rispettabili” scuole private lasciando quella pubblica a morire…

    1. ehipenny ha detto:

      Purtroppo devo darti ragione, e del resto l’insegnante da solo può fare ben poco per cercare di rimediare… su una sola cosa dissento, le scuole private non sempre forniscono studenti davvero istruiti… conosco persone che non riuscendo nella scuola pubblica per lo scarso impegno, sono passati a quella privata prendendo dei voti più alti senza applicarsi un minuto di più..

      1. Demonio ha detto:

        Beh, quelli sono i “diplomifici” e certo non mi riferivo a quelli! No, intendevo scuole private di alto livello dove non ci andrà il figlio dell’operaio perché mai potrà permettersela ma dove nemmeno verrebbe accettato.Insomma un tempo l’istruzione era riservata alle caste e credo che in futuro tornerà ad essere così.

      2. ehipenny ha detto:

        Beh ai diplomifici ci ho visto andare non certo il figlio dell’operaio ma il figlio dell’imprenditore, che non aveva voglia di studiare…

      3. Demonio ha detto:

        Certo, essere figlio di non significa essere meglio di ma resta il fatto che il figlio di che non ha voglia può permettersi di avere un diploma comprato mentre il figlio di un operaio no.Comunque più che altro mi riferivo a scuole esclusive che appunto non permetteranno mai ai comuni mortali di accedervi, come era un tempo.

      4. ehipenny ha detto:

        Allora hai ragione, sono d’accordo anch’io :))

      5. Demonio ha detto:

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