Come mai non ti trovo su Facebook?

Domanda esistenziale, ad ogni prima conoscenza. Piacere, io sono l’aliena senza profilo su faccia-libro. Cosa mi ha spinto ad una simile rivoluzione anticonformista? In realtà, come spiego da otto anni a questa parte, io su Facebook non sono mai approdata. Erano gli anni delle scuole medie, credo, quando il social ha cominciato a catturare nella sua prigione milioni di giovani, sempre più giovani, sempre più bambini, ed io ero allora nascosta nel mio rifugio, incapace di stringere un vero legame con le persone. Era il periodo brutto, così l’ho sempre ricordato e sempre lo ricorderò. Non volevo iscrivermi e dover mandare per convenzione la “richiesta di amicizia” a chi, ogni giorno, a stento mi vedeva per strada, o mi pestava le scarpe quando rimanevo fuori dal cerchio. Non era amicizia, era soltanto pane per i denti di chi voleva masticarmi. L’ho sempre visto così, come una trappola della fragilità. Non riesco a spiegarlo nemmeno oggi, ma la realtà è che mi incuriosiva sbirciare nella vita degli altri, tra le foto e i commenti fuoricampo di alcuni nomi sparsi in bacheca, così pensai di creare un falso profilo: Gambero Cornelio. Facebook è allora diventato una specie di cimitero, di tutte quelle persone che non ho mai potuto conoscere, e che negli anni sono sparite dalla mia vita come una nube di vapore, su Facebook ci sono ancora tutte, immacolate, con le foto del profilo modificate da photoshop, e probabilmente qualche ragazzo che cerca la futura Miss Italia per tentare un approccio. Non ho mai capito, tra le tante cose, questa mania di iniziare una relazione telematica. Si dice spesso: “Le scrivo su Facebook”. Perché? Perché non la vai a cercare? Perché non cerchi il suo indirizzo, o la scuola che frequenta, un locale abituale, perché non la raggiungi di persona? Io, la gente che mi scrive “ciao” in attesa che mi parta uno sproloquio sul tempo o sulle mezze stagioni, le prenderei di peso e le estraderei. Forse è anche per questo che non ho ancora trovato un ragazzo? Non voglio saperlo. Incomprensibili sono poi quelle foto artistiche pubblicate in formato gigante come “immagine di copertina”, nell’illusione  che possa competere con la copertina di “Chi” del mese corrente. E tutti commentano, tutti lusingano la protagonista, con convenevoli a dir poco falsi e costruiti, faccine con gli occhi a forma di cuore, e via dicendo. Io, otto anni fa, non avevo nemmeno una mia foto decente. Le uniche foto che avevo erano quelle che mi scattava mio padre: per lui ero bella sempre, anche appena alzata dal letto. Di mettermi in mostra, poi, non se n’è mai minimamente parlato. Chiudendo gli occhi, già immaginavo dietro lo schermo di un computer le risate di chi mi aveva già da tempo ferita, perché tutto è più semplice quando puoi nascondere le braccia, lanciare sassi da dietro una parete, ma tutto fa più male, tutto è più violento e improvviso che spesso non si ha nemmeno il tempo di coprirsi la faccia. Così non mi sono mai iscritta a Facebook. Fin qui, tre anni li ho spiegati. Ma poi c’è stato il liceo. “Come mai non ti trovo su Facebook?”. Eh, sapessi. Sapessi la paura che mi era rimasta, scolpita dentro come un busto di marmo, la paura di essere giudicata prima di essere conosciuta, il terrore che una mia brutta foto potesse rovinare la mia strada, e tutte quelle occasioni che volevo giocarmi. Era una vita nuova, per me, non avevo niente del passato, potevo avere tanto nel futuro. Avrei potuto creare finalmente un profilo mio, e invece ho lasciato morire perfino Cornelio Gambero, la mia maschera durante i pomeriggi passati ad invidiare, a sognare di essere anch’io la strega cattiva ma piena di amici. Ho conosciuto un’altra ragazza fuori dal giro di FB, come lo abbreviano oggi i più pigri: e dopo più di cinque anni, le voglio bene come a una sorella. Eravamo le ragazze strane, ma nel mio nuovo ambiente ho trovato qualcosa di diverso, qualcosa che non faceva male, negli sguardi incuriositi di chi me lo chiedeva, forse qualcuno davvero era in grado di capire? Non lo so con certezza. Ma in cinque anni non ho mai avuto bisogno di iscrivermi a Facebook. Si è iscritto mio padre, si è iscritta mia zia, mia madre si è sostituita a Cornelio Gambero nel ruolo di stalker, ed io? Niente. Le sole foto che ho guardato sono state quelle del profilo di Whatsapp, dal giorno della sua nascita ad oggi. E Whatsapp ha un po’ cambiato la mia vita, allora. Ci si passava i compiti, si mandavano immagini ignoranti, si commentavano le lezioni, si organizzava forse qualche uscita, senza limiti di sms o di lunghezza del messaggio. Ma per non divagare, Facebook non l’ho nemmeno più ricordato. In quinta superiore qualcuno ancora mi chiedeva come mai non fossi su Facebook, e la mia risposta costruita è diventata una frase d’ordinanza, da ripetere a macchinetta come un registratore vocale: “Non ho sentito il bisogno di iscrivermi quando è stato scoperto, nel periodo delle medie, e da allora non ci ho più pensato”. Bugia! Ci ho pensato tanto. Quando ero stanca di essere guardata come un’aliena, come la-ragazza-strana-senza-faccialibro, ci ho pensato quando la gente riceveva lusinghe da ragazzi sconosciuti, mentre io vivevo nell’ombra di un banco di scuola, ci ho pensato quando tutti scoprivano nuove feste e nuovi locali, mentre io ancora consultavo Tripadvisor per studiare le pizzerie della zona. Ci ho pensato, perché volevo essere un po’ conformista anch’io. Ma non l’ho mai fatto. Sarebbe stato come tradire me stessa. Ad oggi, le persone che mi hanno davvero capita mi rispondono “Fai bene, perdi solo un sacco di tempo”. E nonostante tutti quei momenti di imbarazzo, quando mi ritrovavo a spiegare alla gente che Facebook non è come un paio di mutande, a Facebook si può rinunciare, nonostante quei commenti vuoti o quegli attimi di silenzio glaciale, quelle risposte monosillabiche, quegli sguardi allibiti e un poco spaventati dalla mia attitudine anti-Mark Zuckemberg, nonostante tutto questo, penso che oggi qualcosa l’ho guadagnato. Non sento la mancanza di un profilo Facebook. Perché? Perché le persone con cui voglio parlare le conosco, e conosco il loro numero di cellulare, le posso chiamare, invitare per un caffè, per un giro in centro a Bologna, o chissà quanto altro. Perché le persone che ho perso di vista probabilmente nemmeno ci tenevano, e che bisogno avrei di continuare a inseguirle, a cliccare su di un pollicione azzurro sotto una foto falsa come un manichino in vetrina? E poi perché le notizie le leggo sui giornali, le tinte dei capelli le vedo sotto il sole, l’età, le passioni, gli interessi, chiedo tutto dopo la prima stretta di mano, e se davvero voglio mantenermi in contatto con chi mi manca, ho bisogno di un abbraccio, non di un “Ciao” su Facebook messenger.

Piacere, io sono l’aliena senza profilo su faccia-libro. Spero di non averti spaventato. Come vedi, ho una vita anch’io. Ho delle debolezze anch’io. Mi sono iscritta a Instagram. Ogni tanto cado nella trappola di sentirmi indietro, perché la foto sono ormai obsolete. Ogni tanto decido di scattarne una nuova. Vedi? Il conformismo avanza. E non guardarmi come una pazza, se ti dico che di Facebook apprezzo soltanto una cosa: il blu è il mio colore preferito.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Il problema non sarebbe nemmeno tanto nel mezzo in sé, ma solo in chi e come lo usa.

    1. ehipenny ha detto:

      È vero, purtroppo è stato preso d’assalto dai mal-utilizzatori…

  2. Il Signore dei Mici del Web ha detto:

    Rivoluzioni pennesche

  3. AsiaJackson ha detto:

    Pensa che io non ho manco Instagram! E ho 15 anni. Insomma, o sono pazza o sono pazza

    1. Il Signore dei Mici del Web ha detto:

      Discepola della Penny!!!

      1. AsiaJackson ha detto:

        Ahaha ovvio😜

      2. Il Signore dei Mici del Web ha detto:

        😀
        Penny, ne ho trovata una ahahahhahah

        Un lato Penny che emerge 😀

    2. ehipenny ha detto:

      Sii pazza insieme a me, non ti perdi molto! Anzi, su instagram io perdo fin troppo tempo, lo ammetto io stessa…

  4. Daniela ha detto:

    molto saggia la Penny…ma già si era capito 😉

    1. ehipenny ha detto:

      Io mi esploro intanto 😁

      1. Daniela ha detto:

        con sensibilità e acume, buondì Penny ❤

  5. Antonella ha detto:

    Perché tu sei una ragazza vera che cerca la Vita

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie, è un complimento bellissimo! È ciò che aspiro ad essere 😘

  6. Kikkakonekka ha detto:

    Oppure come me: ho il profilo, ma non uso mai FB in maniera attiva, nel senso che non pubblico mai nulla, né foto né pensieri di alcun tipo.

    1. ehipenny ha detto:

      Profilo per le sessioni di stalking degli altri 😂

      1. Kikkakonekka ha detto:

        Haha, può essere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.