Attenti al cane

Lo so, a volte sono insopportabile, e ciò avviene puntualmente in quei giorni terribili che precedono le mestruazioni. Essere donna comporta questo: cinque giorni di emorragia e un indeterminato numero di giorni di squilibrio premestruale. Com’è svegliarsi una mattina, in fase pre-ciclo femminile, con una voglia matta di mandare tutti a quel paese, così, soltanto perché ti sembra che tutto vada nel verso sbagliato? Com’è? Terrificante, vero? E nessuno se ne rende conto, tutti ti riempiono di domande, di proposte, cercano da te qualche segnale di risposta, senza capire che forse vorresti solo essere lasciata in santa pace. I tuoi genitori ti rincorrono con un retino da pesca per cercare in te quei racconti che ormai, a diciannove anni compiuti, si diradano nelle sole ore serali della cena. Manchi. Ma non riesci a concentrarti su questo, perché non trovi nulla che valga la pena di raccontare, solo pensieri che per orgoglio del tuo segno zodiacale hai deciso di mantenere privati. Una specie di codice segreto. I tuoi amici, invece, si sono divertiti da matti. Beati loro. Tu eri un palo, e per giunta di quelli scassati, che sfiammano scintille di tanto in tanto, illuminando la notte. Non ti hanno mai chiesto niente, e di questo non hai che ringraziare, ma nel profondo lo sai che la colpa è stata anche un po’ tua se la pizza faceva schifo, se la birra costava come oro, se non si sapeva più dove andare. Dettagli minuscoli di cui non si è accorto nessuno, ma allo specchio mi guardo male, con gli occhi torvi di rimprovero che usava un tempo mia madre quando rompevo qualcosa. Sempre colpa del mio segno zodiacale. Non gliene va mai bene una. Eppure lo so, è una fase, precisamente la fase pre-ciclo. Si accompagna ad una voglia esagerata di divorare qualsiasi cosa che sia commestibile, radici comprese, come se al posto dello stomaco vi fosse un’aspirabriciole turbo, e vado alla ricerca tra la dispensa salutista e il frigo ghiacciato di qualcosa di sfizioso. Grissini, biscotti, Nutella, le molecole si sfaldano al mio passaggio come fiocchi di neve. È il mio momento di squilibrio alimentare, divento un cane da tartufo che al tartufo preferisce il cioccolato, le verdure che normalmente non sopporto mostrano improvvisamente una faccia da schiaffi tonda tonda, perfetta da colpire, e gli orari dei pasti degenerano, con asintoto verticale, all’infinito. Mangio sempre. E questo mi innervosisce in un circolo vizioso psicologico. Perché? Perché tempo addietro mi ero ripromessa che avrei iniziato ad andare a correre, magari. E invece mangio. Vi sembra normale? Poi c’è lo squilibrio interiore, che spazia dalla depressione acuta all’entusiasmo iperbolico, dalla nevrosi fulminante alla stanchezza cronica: e quello ti ammazza. Ti senti psicologicamente distrutta, senza più certezze sulle tue sensazioni. Come se qualcuno ti avesse passato in lavatrice. Il problema è che nessuno sembra capire, e così, quando vorresti solo chiudere la porta e sdraiarti, arriva una platea da teatro con un’enciclopedia di domande da farti, compresi i genitori che hanno improvvisamente bisogno di aiuto in casa. Quando invece l’anima da trottola si impossessa di te, il deserto dei Tartari avanza inghiottendo ogni anima viva, e quello non può uscire, l’altro è in Giappone, l’altra ancora lavora, e parte la modalità tristezza rabbiosa. Ti svegli così dal mattino, triturata da quei robot da cucina che sanno fare perfino la maionese. Tra l’altro ti colpisce un meteorite di stanchezza, gonfiore, irritabilità, che nemmeno con dieci ore di sonno potresti risolvere. Ecco, tutti vi descrivono quei mitici cinque giorni femminili di cascata rossa, e mai nessuno che si soffermi ad analizzare le turbe psichiche degne di un Freud che si scannano tra di loro nelle nostre teste, facendoci pensare perfino il fatto di aver aperto gli occhi per spegnere la sveglia. Ve lo dico io, è una tortura. Rispecchia pienamente l’oroscopo, quando ti prospetta il finimondo concentrato in ventiquattr’ore. Si accorda addirittura con il tempo meteorologico, perché, fateci caso, puntualmente il cielo di rannuvola, il sole si vaporizza, qualche goccia di pioggia cade, magari decidi di uscire lo stesso, ma il diluvio universale si scatena animato da Satana in persona, ti si rompe l’ombrello comprato dai cinesi e maledici la Cina, ti si sfasciano le scarpe assemblate in Africa e maledici l’Africa, e poi vi domandate ancora perché il Presidente della Repubblica non è una donna? Ci sarebbe una guerra nucleare ogni circa ventotto giorni. Però c’è una cosa strana. Nei miei squilibri pre-ciclo, sono equilibratissima con me stessa. Riesco a dialogare con me come non capita quasi mai, ci confrontiamo, ci parliamo, ci capiamo addirittura! Non è strano? A volte mi sembra quasi che non parliamo neppure la stessa lingua, e invece scopro che siamo entrambe timide, mute croniche, pali della luce quanto più aumenta il casino, e vi giuro che, nemmeno a volerlo, il casino aumenta in questi esatti cinque giorni. Non è una scusa. E’ sfiga. E’ sempre il segno zodiacale, che non si decide a farmi fare pace con Mercurio e Nettuno. AH, che bella cosa essere donna. ‘Che già è difficile, perché da fuori sembriamo anime buone, pie e devote, ma sotto il mantello abbiamo un coltello da pesce con la punta affilata, e nessuna paura ad usarlo. Ecco, se noi siamo così quotidianamente, immaginate gli istinti omicidi nei giorni pre-ciclo: potremmo fare una strage di innocenti degna da libri di storia, rispolverare anche il revolver che invece conserviamo nel cassetto, ma per fortuna qualcuno negli anni ce lo ha fatto capire, in questi giorni si dicono e si pensano cose extraterrestri, e non ne vale la pena. Ci sembra di essere da sole, abbandonate dall’umanità, come una diga su di un fiume prosciugato, ci sembra di essere state ferite a sangue, ma è soltanto una pellicina del dito che si è staccata, ci sembra di non riuscire a muovere un passo, ma è perché stiamo provando a camminare sulle mani. Tutte illusioni. Giorni del premestruo sotto effetto di droga. Ecco la spiegazione! E solo nello squilibrio possiamo essere in grado di coglierla.

Se questo fosse uno di quei giorni, vorrei girare con un cartello attaccato in fronte: ATTENTI AL CANE. MORDE.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Un micio nel Web ha detto:

    Attenti alla Penny 😀

  2. massimolegnani ha detto:

    iperbolica, ironica, divertente
    ml

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie! Era ciò che volevo essere 😉

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