Secondo parziale di inglese

L’esame meno sensato del corso, così noi lo definiamo. Noi? Noi che portiamo il numero di frequentati intorno alla trentina, ma a lezione facciamo di tutto, tranne che ascoltare. Del resto sono state lezioni insignificanti, con la professoressa che leggeva un testo dietro l’altro, dei report di grafici e tabelle che noi dovremmo essere in grado di scrivere, e ad intervalli ci lasciava nel silenzio perché ci mettessimo in gioco, e formulassimo il nostro testo personale da soli. Non l’ho mai fatto, perché a lezione noi cercavamo case vacanze, giocavamo a trivia, mangiavamo. Non abbiamo mai disturbato, e nell’aula era la professoressa stessa che permetteva il confronto, tollerando amabilmente un certo insistente brusio. E poi, a dialogare con lei è sempre stata una sola parte di aula, quella sinistra, quella nostra rivale, in cui la prima fila è uno schieramento ormai fisso di cui la prof conosce anche i nomi. L’esame consisterà nella scrittura di un report. Forse sarò in grado, in fondo ho lavorato un poco per conto mio. Questa volta so i vocaboli, i sinonimi, i significati, la struttura che si aspetta, ne ho perfino scritti alcuni a casa, per esercitarmi. Non faccio parte di coloro che le hanno letto i propri lavori, che le hanno chiesto un parere, che hanno elemosinato consigli sulla scrittura di mezza pagina in inglese. Non ho mai chiesto niente nemmeno alle superiori. Resto sempre e comunque dell’idea che sia un esame pensato male, perché sì, potrebbe essere utile saper discutere di un grafico, ma non si impara copiando frasi fatte, non si impara guardando a numeri fuori contesto, non si impara senza nemmeno un ripasso di grammatica. Tra l’altro è un esame da ben dodici crediti formativi, il più pesante, quello che influenza maggiormente la media, e che durerà fino a fine maggio senza interruzioni. Probabilmente continuerò a impegnarmi a metà, a frequentare le lezioni ascoltando a tratti, e arrivando all’esame con pochi esercizi alle spalle, e una valida capacità di improvvisazione. Al primo parziale ho preso un bel 26, leggendo la mattina il vocabolario da sapere, non mio ma di un’altra persona, e ripassando in autobus quel termine che mi è stato chiesto nel compito. Se non è fortuna sfacciata questa, non so cosa sia. Saremo divisi in due gruppi per cognome, come durante il primo parziale. Ma noi questa volta lo faremo per secondi, per diritto di rotazione: all’una del pomeriggio, pieno orario di pranzo, sole, un caldo tiepido, sonnolenza che definisco abbiocco, e tutta una giornata davanti. In bocca al lupo a me.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mi potresti gentilmente farmi un corso di inglese? sono rimasto a “the pen is on table!” 😛
    In bocca al lupo Penny! 😀

    1. ehipenny ha detto:

      Lo farei volentieri se non stessi studiando solo termini economici… The graph in on the wall 😂

      1. Ah allora no… Rifiuto e vado avanti 😛

  2. Johnk127 ha detto:

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