Primo parziale di diritto pubblico

E’ oggi, ma io non andrò in aula, non risponderò alle domande, non sarò presente tra tutti quelli che in questi giorni non hanno fatto altro che ripassare. Ho già preso il mio voto, con la simulazione fatta dieci giorni fa, appena prima di partire tutti per le vacanze. Sei brevi domande, la richiesta di essere il più sintetici possibile, e un 30 che non mi aspettavo. Non ho studiato bene, ci metterei la mano sul fuoco. Erano gli ultimi giorni, le ultime lezioni, mi sono distratta tanto, e un po’ studiavo e un po’ non studiavo, un po’ disegnavo, scrivevo, o guardavo un altro episodio della mia serie tv preferita. Ho studiato con le distrazioni a portata di mano, e non sono nemmeno riuscita a ripetere tutto prima dell’esame. Eppure sapevo tutte le risposte. Ho suggerito a qualche ragazza. Ho atteso pazientemente, cosciente che se il risultato non fosse stato buono lo avrei rifatto, proprio oggi, e mi sarei preparata meglio e seriamente. E’ che io sono fatta così, tendo a sfruttare l’ultima delle tante occasioni, forse perché sapendo che è l’ultima do tutta me stessa. Invece ho verificato che per imparare le cose mi basta pochissimo, mi basta anche uno studio distratto e la frequenza regolare delle lezioni. Diritto pubblico mi piace, mi affascina, mi ha illuminata sulla grande macchina che porta avanti lo Stato, sul meccanismo delle elezioni, sulla gestione delle fonti. Non sono informazioni alla portata di tutti, e in tanti probabilmente non sanno la composizione del Parlamento, le competenze legislative delle regioni, il funzionamento dei regolamenti UE. Diritto pubblico ti apre gli occhi sulla realtà, quella vera, quella di tutti i giorni di cui si parla sui giornali. La professoressa è buona come il pane, come una mamma con duecento figli a lezione, è appassionata della materia al punto di perdersi nei suoi pensieri, divagando tra una nozione e l’altra. Ci ha dato e ci continua a dare mille occasioni per avere un buon voto, la simulazione, l’esame, l’orale, ed è raro all’università, dove gli appelli sono contati e alcuni professori non accettano nemmeno il rifiuto del voto. Lei è diversa. Sì, mi arrabbio quando divaga, perché perdiamo tutti tempo quando ci sarebbero pagine e pagine da imparare. Ma sono una delle poche a cui diritto è piaciuto, una delle poche che sì rimpiange le materie numeriche, i calcoli, i problemi, ma tornare a scrivere le proprie risposte su righe dritte… è un po’ una soddisfazione. Quel 30, lo è ancora di più. Sembra quasi che menta, quando dico che non me lo aspettavo. Mi vergogno a dirlo davanti a chi ha studiato più di me, ma chissà per quale motivo è andato peggio, o male. Forse ha ragione chi dice che sono portata. In fondo mi è sempre bastato poco.

Oggi saranno in aula, non tutti, e forse non tutti contenti. Io non ci sarò, ed è questo il primo esame ufficiale in cui non mostrerò il badge all’entrata, e non avrò quell’ansia leggera prima della consegna dei fogli, e non cercherò con lo sguardo le persone amiche, per darci conforto. Lo seguirò da casa, e chiederò a quelle stesse persone amiche le loro prime impressioni. Si fa così, no?

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. silvia ha detto:

    Sempre molto brava, complimenti! Quando si fa qualcosa che piace non è faticoso e lo si fa con più leggerezza, ma questo non vuol dire che non si assimili ugualmente, anzi 😉

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille! È vero me ne sono accorta 😀😘

  2. Emozioni ha detto:

    Brava Penny!
    Ci riuscirai.
    Sì.
    Acchiapperai i tuoi sogni. Ne son certa.
    ❤️

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore! Sempre gentilissima 😘

      1. Emozioni ha detto:

        Con te, è il minimo😘

      2. ehipenny ha detto:

        Un abbraccio dai!

  3. Brava Penny! Mi sarebbe piaciuto fare diritto, magari a giurisprudenza. Sto scoprendo che con le materie numeriche mi trovo meglio! 🤗

    1. ehipenny ha detto:

      Beh non è male come scoperta! Io le sto rivalutando, anche se matematica rimane la mia croce… con diritto spezzo un po’ 😅 Magari puoi leggerti qualcosa per cultura personale 😉

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