Monologo (o quasi) sull’essere umano

Dicono che gli esseri umani siano i più difficili da comprendere. E dire che forse non ho ancora del tutto compreso me stessa, che cosa voglio, che cosa sogno. L’essere umano è in grado di alzarsi la mattina con un’idea in testa, e andare a dormire la sera con cento altre idee tutte affollate nello stesso cassetto, confuse come i calzini vecchi buttati sul fondo dell’armadio. L’essere umano è capace di amarti e poi subito dopo di odiarti, lodarti ed insultarti, fino a farti girare la testa come su di una giostra. Ma del resto anche il mondo gira, l’orologio gira, tutto quanto gira, all’infinito forse, o forse siamo noi a stabilirlo, perché ci conforta. Ci culla la certezza da noi costruita che tutto sia per sempre, anche l’essere umano. Così come siamo certi che dopo di noi verranno, chissà quante, generazioni. Ho sentito dire che le macchine sono più facili da trattare. È tutto scontato, tutto già scritto, tutto racchiuso in un algoritmo immutabile, questo sì, infinito, infinito fino a quando qualcuno non deciderà di premere un pulsante. L’essere umano invece è terribilmente dipendente da sè stesso.

Ciò che hai dentro, lo sai solo tu. Io non posso capire fino in fondo nessuno, come nessuno può capire fino in fondo me, anche se a volte diventa una pretesa perché abbiamo tutti un bisogno disperato di essere capiti

(Alessandro Serra)

L’essere umano stringe relazioni con gli altri quanto un’onda abbraccia in una sola giornata il litorale, ma è essenzialmente solo. È solo quando deve prendere una decisione, solo quando sprofonda nel mondo dei sogni, solo quando deve cercare la soluzione ad un problema. Ma non è una solitudine che ferisce, una di quelle pesanti e bagnate di lacrime, è una solitudine di cui l’essere umano ha bisogno, per crescere, per trovare dentro di sè la sua forza. 

Diceva Antonio Curnetta che “Chi non vive serenamente la propria vita è quasi sempre destinato a disturbare la vita degli altri“. 

Sono quelle persone che inevitabilmente non riescono a stare da sole. Si perdono nella solitudine, schiacciate dalla propria stessa immagine riflessa nello specchio. Perché gli esseri umani sono capaci di tanta felicità, ma anche di tanto dolore. E non è forse possibile quantificare le emozioni che tutte assieme possono pervadere il suo animo, in un tornado violento che gira, come l’orologio. Paura, eccitazione, vergogna, orgoglio, l’uomo è come una canzone lunghissima, di quelle che parlano di tutto, e in qualche modo ti fanno immergere nella piscina dei tuoi ricordi, portando a galla le più antiche sensazioni. Non è facile vivere come uomo. Perché fa tanti sbagli, a volte senza volere, senza rendersi nemmeno conto che a volte una parola può ferire, una frase uccidere. E poi c’è la crescita, quella che non si arresta mai, quella che ti fa cambiare idea cento e uno volte senza aver mai nemmeno capito la domanda o il problema. A volte si affida alle persone sbagliate, ingannato dalla capacità di cambiare maschera in un frammento di secondo, e spinto da quella fiducia che da bambini ci faceva credere all’esistenza di Babbo Natale. Altre volte è lui stesso a voltarsi dall’altra parte, che sia per timore di fare un passo in avanti, che sia per la mancanza di coraggio. Ma i rapporti tra gli esseri umani sono spesso fili sottilissimi che il tempo e la distanza calpestano come funamboli. Succede che a volte il filo si spezzi. È normale. Succede di perdere una persona cara, un amico, ed è da esseri umani piangere, cercare un colpevole senza nemmeno domandarsi che cosa abbiamo fatto di sbagliato. L’essere umano non è soltanto essenzialmente solo, è essenzialmente egoista. È nella sua immutabile natura la tendenza a pensare di essere infallibile e infinitamente buono, è così da sempre, da quando ha sognato che un Dio avesse creato per lui il mondo intero. Egoismo e orgoglio tante volte complicano la vita dell’essere umano, come un muro di mattoni sulla strada, che in qualche modo dobbiamo scavalcare per poter andare avanti. E tra i tanti tormenti che l’uomo si porta dentro, c’è una cosa che raramente è in grado di trovare: il coraggio di parlare di sè. Perchè non è facile liberare i propri pensieri, lasciarli volare sulle proprie ali senza più poterli governare o dirigere nella loro interpretazione, così l’uomo libera solamente un silenzio muto, aspettandosi che qualcuno possa capirlo.

La maggior parte della gente va dicendo per anni ad amici, terapeuti e coniugi quello che avrebbe dovuto dire a genitori e fratelli e non ha mai detto

(James Framo)

Nasce così il rimorso. Quel sentimento tutto umano che ti corrode l’animo nella maniera più dolorosa, tormentandoti con la consapevolezza di un errore irrimediabile. È il rimorso di cui l’uomo ha paura. Quella stretta dolorosa che riporta i ricordi a tutte quelle parole non dette, ai gesti non fatti, alle conseguenze mai nate. Un rimorso che mostra con chiarezza la distanza tra l’uomo e la soluzione al problema. L’essere umano è padrone del proprio destino, ed è una responsabilità enorme. Davanti alla sua minuta piccolezza l’essere umano ha paura, perché non è infallibile, non ha un Dio sopra la testa che lo prende per mano e lo accompagna verso il suo destino, e nemmeno lo conosce, questo suo destino che a volte butta in mezzo ad una frase, non ha idea di cosa potrà accadere nel futuro, neppure di che cosa mangerà per cena. La paura a volte si tramuta in errore, e l’errore in rimorso. Non lo so se sia un’esclusiva umana, questo dolore interiore così lancinante, ma l’uomo, questo lo so, l’uomo è capace di tanta dissimulazione. Indossa delle maschere. Maschere così ben fatte da sembrare vere. Ed è questo che rende il mondo tanto complicato, multiforme, incomprensibile, protetto da un codice che nessuno conosce.

Quando siamo troppo allegri, in realtà siamo infelici. Quando parliamo troppo, in realtà siamo a disagio. Quando urliamo, in realtà abbiamo paura. In realtà, la realtà non è quasi mai come appare

(Virginia Woolf)

È questo l’insegnamento più grande che ci viene dato dall’esperienza di esseri umani. Nulla è come sembra. Ci complichiamo la vita, ci danniamo per nascondere i nostri sentimenti, fingiamo di essere chi abbiamo sempre sognato di diventare, illudiamo perfino noi stessi, e ne siamo capaci, fino a non riconoscerci più. Ma esiste una realtà. Una realtà che l’uomo non può nascondere, e che in pochi sanno vedere. Miopia, astigmatismo, non c’entrano. Non servono medici o dottori per scorgere da lontano questa realtà. Serve la sincerità che l’essere umano spesso dimentica di avere, e quell’amore di cui è capace e che tante volte lo ha fatto soffrire. L’amore. Ecco, se dovessi dirvi il più grande pregio dell’uomo… è l’amore. Un amore che non finisce sui giornali, un amore che non interessa a nessuno, un amore carico di pudore, nascosto al pubblico con gelosia, perché non è soltanto ciò che cambia la vita, l’amore vero diviene poi la vita stessa. È l’essere umano a permettere tutto questo. 

L’essere umano è una macchina così complessa che forse nessuno è in grado di decifrarla. Ci hanno provato filosofi, psicologi, psichiatri, religiosi, politici, insegnanti. Ma nessuno ci è mai riuscito. Nessuno ha ancora capito come un essere umano possa fare tanto male e tanto bene contemporaneamente, come sia in grado di azioni tanto irragionevoli ed avere scrupoli così razionali. È una contraddizione infinita, l’uomo. È in contrasto con tutti, incompatibile con il mondo intero, eppure c’è qualcosa che gli permette di vivere. Sacrificio, fortuna, sentimento, amicizia, amore. L’uomo si è sempre fatto la guerra, anche quando pregava Dio e lo ringraziava di tutti i doni, cosa che in fondo non ha mai smesso di fare, eppure c’è qualcosa che sfugge alla mente razionale dell’uomo. Non è solo cervello, è qualcosa di più. C’è un minuscolo frammento del suo animo che si libera con violenza dalle catene della ragione, e gli permette di sognare, di viaggiare, di credere negli ideali scritti nel cielo, di immaginare, di inventare. Nascono quindi i grandi scrittori e i grandi architetti, i registi e i cantanti, gli scalatori e i pittori. Ma l’essere umano non smette mai di farsi delle domande, nella sua vita troverà sempre l’angolo di inconoscenza che vorrebbe colmare, e lavorerà per riuscirci. Scienziati, medici, ricercatori, chimici, biologi, fisici, matematici, astronomi. È grazie alla determinazione di grandi encefali se oggi abbiamo plasmato il mondo come immaginavamo avesse proceduto Dio. Pezzo dopo pezzo, strada dopo strada. Un giorno tutto questo finirà. C’è chi dice che il sole si spegnerà, chi sostiene l’arrivo di una nuova era glaciale, ma se c’è una cosa da ricordare è che l’essere umano è infinitamente piccolo. È piccolo rispetto ad una quercia, piccolo davanti ad un elefante, quasi impercettibile rispetto al globo. È forte e piccolo allo stesso tempo, una contraddizione nella sua stessa natura, e certamente l’oggetto di cui si è più spesso pensato, ragionato, riflettuto, sognato. E anche amato.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Un micio nel Web ha detto:

    La Penny è un calzino 😂😂😂😋🍕

    1. ehipenny ha detto:

      Ma speriamo qualcosa di più 😂

  2. Penny, devi sapere che ho un avversione per accoppiare i calzini nel cassetto, così, fino a quando sono colorati il problema non si pone. Ma con quelli neri? Non hai idea di quante volte indosso paia accoppiati a sentimento.
    A quasi 22 anni sto imparando a capire me stessa, mi riesce difficile con gli altri, con l’altro sesso non ne parliamo

    1. ehipenny ha detto:

      Io con quelli bianchi, stesso problema, me ne accorgo solo a camminata con scarpe iniziata 😅
      Io ho 19 anni pensa, e forse devo ancora capirmi del tutto…

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