Spotify

L’ho scoperto pochi mesi fa, ed è stato subito amore. Un indeterminato numero di canzoni, di artisti anche sconosciuti, di album del secolo scorso, tutti i generi di musica possibili, e sottofondi di pianoforte e chitarra, tante playlist già pronte per i miei umori, tante playlist da me create. Un sogno. Ho riscoperto la bellezza della musica, andando a trovare artisti che mai avevo ascoltato prima d’ora, e brani stupendi persi nella moltitudine di hit. Non mi posso vergognare di ammetterlo: era una versione craccata, privata di molti dei limiti che sono presenti nella versione ufficiale gratuita. È bastato digitare sul mio motore di ricerca, “Spotify gratis”, e le mille versioni modificate ti lasciavano solo l’imbarazzo della scelta. Non mi posso vergognare, perché mezzo popolo italiano aveva la mia stessa versione dell’app. Ci hanno dato dei furbetti, dei poveracci, degli ipocriti, dei morti di fame, ci hanno paragonato ai Parlamentari che rubano, perché l’abbonamento legale costerebbe dieci euro al mese. Ebbene. Si, è sbagliato. Lo so. È sbagliato modificare un servizio per non pagarlo, è paragonabile a rubare in un negozio, è assolutamente illegale ed è stupido pensare che possa andare avanti all’infinito. Ma i moralisti che oggi ci dicono poveracci, pensano che gli artisti vivano solo dei proventi di Spotify. E prima? Prima si scaricavano i brani da YouTube, o con Emule, Torrent, e tutti quei programmi che chissà dove andavano a trovare i nostri file. Prima si scaricavano applicazioni gratuite, che campavano con qualche banner pubblicitario sullo schermo. Ma Spotify, se non paghi quei dieci euro, non ti lascia neppure scegliere il brano che preferisci. Non navigo nell’oro, ma non sono povera, potrei pagare, se volessi, ma non sarebbero nemmeno soldi miei. Dieci euro al mese mi sembrano tanti, e forse sembrano tanti a tante persone. È vero, siamo stati fin’ora abituati alle cose gratis, e la mossa di Spotify di chiudere tutti gli account illegali ci ha spiazzati, ci siamo arrabbiati, abbiamo protestato contro una mossa dignitosa e giusta nei confronti di chi paga ogni mese. Ha ragione Spotify. Ma oggigiorno i servizi gratuiti in rete sono pressoché infiniti. È come se Netflix facesse chiudere tutti i siti di streaming. Come se la Rai facesse chiudere quei canali YouTube che pubblicano degli spezzoni dei suoi programmi. Io con internet ci sono nata, con lo streaming ci sono cresciuta, la musica gratuita non ho mai smesso di averla, con o senza Spotify. Non ho comprato cd, compilation, brani a pagamento. Ma non mi sembra che i cantanti facciano la fame. Vado ai concerti, e cinquanta euro per un’ora e mezza di musica dal vivo non è poco. Per un concerto li spendo volentieri, perché li vale. Ma la musica di Spotify è la stessa che potrei trovare da un’altra parte, in qualche applicazione che magari qualcuno inventerà domani, e la sola cosa che cambierà sarà il costo. Per adesso, io non pago. Mi tengo un account gratuito e originale, con tutti i limiti che mi offre e le insistenti pubblicità. Spotify voleva quotarsi in borsa, e ha iniziato a guadagnare. Buon per lui. Ma volevo solo dire che non sono una poveraccia o una morta di fame. Furbetta, si. Perché oggi si paga anche l’aria che si respira, e se esiste una strada gratuita é umano e normale che si tenda a percorrerla. È sbagliato, lo so. Ma non sopporto i moralisti che si travestono da Santoni, come se fossero gente perfetta. Non ho pagato Netflix perché uso sempre i siti di streaming, tollerando la presenza di una mole enorme di pubblicità. Sono scelte personali, ma nessuno ancora parla di fare causa ai siti di streaming. Sarà che forse qualche soldo lo muovono anche loro?

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Un micio nel Web ha detto:

    Pennyfy

  2. m&m ha detto:

    Ma prima prima… i dischi si compravano e ai concerti ci si andava a prezzi popolari, a volte anche gratis. Ma io sono di un’altra generazione… quella del secolo scorso e neppure degli ultimi anni

    1. ehipenny ha detto:

      È vero, hai ragione… a dimostrazione di come cambiano i prezzi con le priorità delle persone e le possibilità che si hanno… non so quale sia meglio o peggio in realtà… forse quando non c’erano sotterfugi…

  3. mo1503 ha detto:

    Usa spotify su tablet o pc e potrai scegliere tutti gli artisti che vuoi senza lo shuffle, accontentati di un po’ di pubblicità ogni mezz’ ora

    1. ehipenny ha detto:

      Non sarebbe la pubblicità il problema, ma il fatto che da cellulare non posso selezionare un brano o mandarlo avanti, funziona solo la riproduzione casuale… probabilmente pagherò con lo sconto studenti, ma non tutti i mesi 🙂

  4. furtdsolinopv ha detto:

    Everyone loves what you guys tend to be up too. This sort of clever work and reporting! Keep up the awesome works guys I’ve included you guys to my own blogroll.

    1. ehipenny ha detto:

      Thank you so much! I’m really glad!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.